Sono qui.
Non sono stata gettata da una rupe in quanto primogenita, come tutti sperate, ma ho solo la connessione a 2K.
Questo significa che spingo “login” per accedere al blog e poi fisso la schermata di Firefox che arranca per dieci minuti, finge di farcela e poi se ne esce di botto con un Errore di caricamento pagina.
Mondo virtuale sedicente e mendace.
Comunque ho finito gli esami.
Ho finito gli esami.
HO FINITO GLI ESAMI!
Credevo che questo giorno non sarebbe mai arrivato.
Invece si, e sto predisponendo un altarino con candele e foto dei professori sul quale deporre il libretto con tutti gli esami registrati.
Poi fonderò la mia religione (un mix tra Scientology e CEPU) e chiederò agli adepti di lasciarmi la gestione dei loro beni terreni dopo la morte in cambio di aiuto nella preparazione degli esami universitari. Hai visto mai che qualcuno becchi.
Sto anche facendo esperimenti per la tesi nel garage di casa.
La tesi è di psicologia cognitiva, gli esperimenti si fanno al computer e Garage si pronuncia con l’accento sulla prima “a”.
Il Gàrage è il luogo che ho scelto, dietro indicazioni delle prof, perché rispondente ai requisiti richiesti per ottenere risultati attendibili (sobrietà e assenza di stimoli capaci di distrarre i partecipanti).
Ve lo faccio vedere.

E’ evidente che, se riuscirò a laurearmi, sarà principalmente questione di buco di culo.
Comunque, amici miei reali che leggete il blog e non avete ancora fatto l’esperimento: venite!
In casa c’è un viavai continuo e ho perso il conto di quelli che sono già testati e delle cavie che mancano all’appello.
Comunque i drink che vi ho promesso erano una menzogna e tutto ciò che otterrete in cambio delle vostre prestazioni sarà un ringraziamento in corpo 8 scritto (con infinita riconoscenza e indicibile letizia) in calce all’elaborato.
L’altro giorno ho confuso Licio Gelli con Pietro Longo (qui i dettagli).
La questione era: Longo somiglia a una rana. Io ho visto la foto di Gelli e ho concluso che si, in effetti il rimando ai batraci è stringente.
A parte la mia manifesta ignoranza, ciò significa che entrambi sembrano rospi.
Da qui possiamo dedurre una conclusione rivoluzionaria per il genere umano: tutti gli uomini somigliano a rospi.
Dev’essere per questo che nelle fiabe i ranocchi, se baciati, si trasformano in principi azzuri: è un modo subdolo per educare il gusto femminile fin dalla tenera età.
Non ho ancora capito a cosa somiglino le donne, ma sento che presto ci arriverò.
In allegato, le prove a favore della mia tesi.

Dall’alto: Jean Paul Sartre, Antonie de Saint-Exupéry, Edgar Hoover, Truman Capote, Giuseppe Picone, Mick Jagger, Giuliano Ferrara, Andy Warhol con squinzia, 50 cent e Karl Lagerfeld.
novembre 2nd, 2007Potenti

Jakson e Dave, i cagnolini del vicepresidente degli Stati Uniti Dick Cheney, travestiti per la festa di Halloween all’osservatorio navale di Washington DC.
Cheney si è autodescritto, durante un’intervista alla CNN nel 2006, come “il Darth Vader del governo Bush“.

A sinistra, Clemente Mastella. A destra, ranocchio.
Cercando in rete foto di Mastella ho scovato un sacco di somiglianze già pronte, che ritraggono il Nostro e alcuni personaggi dei Simpson.
Si vede che è un politico davvero amato.
Guardate che belle!

A sinistra, il sindaco Quimbi. A destra, Mastella (somiglianza di Le Dave)

A sinistra, il comandante Winchester. A destra, Mastella (somiglianza di p4r0d5)

In alto, Barney. In basso, Mastella (somiglianza di Scibiz)
E’ iniziato il corso di francese. Durante la prima lezione ho imparato a presentarmi e dare informazioni basilari su di me (Je m’appelle CuloDritto. Je suis italienne. J’aime faire des fellation); a fine corso sarò in grado di ordinare al ristorante (Une bouteille de vodka, s’il vous plait).
Prossima volta che andrò a Parigi farò furore, me lo sento.
Sono anche stata al Factory Outlet di San Marino, che è una specie di Ikea per vestiti. All’ingresso ci si butta in spalla la sacca gigante blu e poi si pascola tra i vestiti, si insaccano i preferiti e alla fine si fa la coda alla cassa prima di uscire.
Anche i prezzi sono analoghi: una gonna costa quanto i mobili del salotto (tutti), un cappotto come una camera da letto, un vestito da sera quanto una cucina.
Il che ha anche senso: se vai a una serata di gala non devi cucinare, se ti metti un cappotto da 700 euro probabilmente trovi qualcuno che ti invita a passare la notte a casa sua e se indossi una gonna tigrata magari becchi il maniaco che ti uccide così il salotto non è più un problema.
Preda dello sconforto per lo shopping fallito, quindi, mi sono data ai biscotti allo zenzero.
Li ho fatti a forma di omino della Michelin e li ho anche colorati. Si, davvero.
Non erano proprio spettacolari, però mi hanno fatto scoprire che i gatti, dopo una comprensibile titubanza iniziale, amano le spezie orientali.

Forse i cinesi hanno iniziato a cucinarli perché saccheggiavano le scorte di semi di soia e sesamo, chissà. The answer is blowin’ in the wind.
Comunque settimana prossima provo col pollo al curry, così ci togliamo la curiosità di vedere l’espressione che fanno i felini quando mangiano cibo piccante a tradimento.
Stay tuned.