maggio 11th, 2010The mansions of Los Feliz

Questi sono due Avocado. Embè? Io e il cinese che vive nella stanza di sotto abbiamo deciso che serve tempo per capire cosa si vuole fare nella vita.
E soldi.

Quindi stamattina ho giocato alla lotteria.

Non l’avevo mai fatto e non avevo idea di come si facesse perciò mi sono fatta dare indicazioni prima di apprestarmi all’opera.

Il cinese, che si fa chiamare Andy ma in realtà si chiama una fila cinese di ideogrammi, mi ha detto di chiedere “Due Lucky Tips”. O “Due Lucky Dips”, non sono sicura.

Per quanto ne so, le tips sono le mance lasciate ai camerieri nei ristoranti e le dips sono salse in cui tocciare il cibo, per cui sono andata da Tesco e ho chiesto alla cassiera “Due Lucky Gips”, che per quanto mi riguarda non vuole dire assolutamente nulla per cui suona meno strano sia di “Mance” che di “Salse” della Fortuna.

La tizia, comunque, ha asserito con cipiglio e mi ha infilato in mano due biglietti rosa, poi ha voluto due pounds in cambio.
(Che non sono poi molti, per un paio di gips: io me ne sarei chiesta di più).

Se vinco, mollo tutto e mi trasferisco all’estero, schiappe.

Ho un dejavù.

dicembre 20th, 2007Nevica!

E mi è tornato in mente che quest’estate un tizio in tivù spiegava che nel mare cadono continuamente milioni di meteoriti provenienti dallo spazio, per cui quando ho fatto il bagno in spiaggia ho pensato che stavo nuotando tra le stelle.
E’ stato molto meno poetico di quanto mi aspettassi – probabilmente perché se uno immagina di sguazzare tra gli astri non suppone di doversi ritrovare circondato da un esercito di gente in mutande.

Comunque sono andata dall’oculista perché le lenti a contatto mi danno problemi agli occhi, e mi è stato detto che la gradazione è eccessiva per cui vedo troppo bene.
Praticamente ho i superpoteri!
Chiamatemi CuloSuperDritto.

Poi, per una serie di sfortunati eventi, sono stata costretta a inviare alla prof. con la quale faccio la tesi una mail contente la frase: “Non posso mandarti un messaggio per confermare la data del nostro incontro perché il cellulare mi è caduto nel water”.
E dicono che nel postmoderno si è perso il senso della tragedia.
Puah, dilettanti.

Ciao miei adorati, torno appena recupero la connessione.

Salto dalla rupeSono qui.
Non sono stata gettata da una rupe in quanto primogenita, come tutti sperate, ma ho solo la connessione a 2K.
Questo significa che spingo “login” per accedere al blog e poi fisso la schermata di Firefox che arranca per dieci minuti, finge di farcela e poi se ne esce di botto con un Errore di caricamento pagina.
Mondo virtuale sedicente e mendace.

Comunque ho finito gli esami.
Ho finito gli esami.
HO FINITO GLI ESAMI!
Credevo che questo giorno non sarebbe mai arrivato.

Invece si, e sto predisponendo un altarino con candele e foto dei professori sul quale deporre il libretto con tutti gli esami registrati.
Poi fonderò la mia religione (un mix tra Scientology e CEPU) e chiederò agli adepti di lasciarmi la gestione dei loro beni terreni dopo la morte in cambio di aiuto nella preparazione degli esami universitari. Hai visto mai che qualcuno becchi.

Sto anche facendo esperimenti per la tesi nel garage di casa.
La tesi è di psicologia cognitiva, gli esperimenti si fanno al computer e Garage si pronuncia con l’accento sulla prima “a”.
Il Gàrage è il luogo che ho scelto, dietro indicazioni delle prof, perché rispondente ai requisiti richiesti per ottenere risultati attendibili (sobrietà e assenza di stimoli capaci di distrarre i partecipanti).
Ve lo faccio vedere.

garage.jpg

E’ evidente che, se riuscirò a laurearmi, sarà principalmente questione di buco di culo.

Comunque, amici miei reali che leggete il blog e non avete ancora fatto l’esperimento: venite!

In casa c’è un viavai continuo e ho perso il conto di quelli che sono già testati e delle cavie che mancano all’appello.
Comunque i drink che vi ho promesso erano una menzogna e tutto ciò che otterrete in cambio delle vostre prestazioni sarà un ringraziamento in corpo 8 scritto (con infinita riconoscenza e indicibile letizia) in calce all’elaborato.

ottobre 30th, 2007Don’t try this at home

E’ iniziato il corso di francese. Durante la prima lezione ho imparato a presentarmi e dare informazioni basilari su di me (Je m’appelle CuloDritto. Je suis italienne. J’aime faire des fellation); a fine corso sarò in grado di ordinare al ristorante (Une bouteille de vodka, s’il vous plait).
Prossima volta che andrò a Parigi farò furore, me lo sento.

Sono anche stata al Factory Outlet di San Marino, che è una specie di Ikea per vestiti. All’ingresso ci si butta in spalla la sacca gigante blu e poi si pascola tra i vestiti, si insaccano i preferiti e alla fine si fa la coda alla cassa prima di uscire.
Anche i prezzi sono analoghi: una gonna costa quanto i mobili del salotto (tutti), un cappotto come una camera da letto, un vestito da sera quanto una cucina.
Il che ha anche senso: se vai a una serata di gala non devi cucinare, se ti metti un cappotto da 700 euro probabilmente trovi qualcuno che ti invita a passare la notte a casa sua e se indossi una gonna tigrata magari becchi il maniaco che ti uccide così il salotto non è più un problema.

Preda dello sconforto per lo shopping fallito, quindi, mi sono data ai biscotti allo zenzero.
Li ho fatti a forma di omino della Michelin e li ho anche colorati. Si, davvero.
Non erano proprio spettacolari, però mi hanno fatto scoprire che i gatti, dopo una comprensibile titubanza iniziale, amano le spezie orientali.

Biscotto
Forse i cinesi hanno iniziato a cucinarli perché saccheggiavano le scorte di semi di soia e sesamo, chissà. The answer is blowin’ in the wind.
Comunque settimana prossima provo col pollo al curry, così ci togliamo la curiosità di vedere l’espressione che fanno i felini quando mangiano cibo piccante a tradimento.

Stay tuned.

ottobre 17th, 2007Ah già, il blog

HelloSembra che io sia dispersa in mare, ma non è così facile.

In realtà è che sto così tanto al computer, a causa di forza maggiore, che non ho la minima ispirazione di farlo per cazzeggio personale.
Piuttosto mi lancio di testa contro un muro.

Però avrei talmente tanta roba da dire che tra un po’ mi trasuda dalla pelle, quindi mi vuole un post di emergenza.
Eccolo.

  • Non so decidere se studiare filosofia sia da maniaci, da asceti o da masochisti.
    Io mi sento in linea con tutte e tre le condizioni, ma in proporzioni minime e variabili a seconda del momento. Però ho sempre evitato, per istinto, di assecondare troppo le mie fantasie: e forse non è stata una cattiva idea.
  • L’ultimo esame. Prepararlo dà un senso di esaltazione (fico, mi laureo!) e di terrore (cazzo, mi laureo) e fa apprezzare molto il tempo dello studio e della libertà.
    Nel frattempo languo, sospiro e medito su Rimbaud (“Non lavorerò mai!”) e l’opportunità di emigrare a New Delhi, India.
    Rimbaud e l’India sono collegati, sappiatelo.
  • L’ultimo esame della mia carriera universitaria sarà sul tema della follia. Dubito sia un caso.
  • Sono stata all’incontro organizzato da Internazionale a Ferrara. Fico!
    C’erano Gipi, un simpatico sballone che ha fumato una sigaretta dietro l’altra e ha raccontato storie della sua adolescenza tipo Arancia Meccanica; David Rieff, che vince il premio come tizio più cinico mai incontrato nella mia vita; Roy Arundhati, acuta e zen, con il sorriso sulle labbra e stoccate inaspettate che lasciano tutti a bocca aperta; Elif shafak, agguerrita e supersexy, con una voce da pornodiva e una determinazione da leone; Laila Lalami ed Efraim Medina Reyes, che certamente sono grandi scrittori ma sono stati messi in ombra dalle mie due eroine di cui sopra – peccato.

    La parte gestionale è stata molto improvvisata, con sale stipate di gente, microfoni che non funzionavano e persone in coda per ore che non hanno potuto assistere agli incontri perché i posti erano esauriti da un pezzo. Non io, che agguantata una postazione l’ho difesa per quattro ore filate, tipo cozza. Quelli di Internazionale non si aspettavano, decisamente, un successo del genere. W Internazionale!

  • Mi sono iscritta a un corso di disegno e ad uno di francese. Il fatto che nessuno dei due c’entri nulla con la mia laurea, i miei progetti futuri, le possibilità di lavoro e la mia vita in generale, conferma l’ipotesi che il punto (3) non sia casuale.
  • Ho letto Il piccolo libro dei colori, un’intervista di Dominique Simonnet a Michel Pastoureau.
    Parla dei colori (sorprendente, ne?).
    Dice che la Vergine è stata “l’agente principale di promozione del blu”, perché questo colore era quasi completamente assente dai dipinti fino al 1100-1200, quando il Dio dei cristiani diventa un Dio di luce, e i cieli iniziano a venir dipinti di azzurro (prima erano neri, rossi, bianchi o dorati). Dato che la Vergine abita in cielo, quindi, viene raffigurata con vesti azzurre a partire da questo momento.
    Dice anche che il verde è il colore dell’incertezza, del caso e della fortuna perché storicamente è stato difficile ottenere tinture di questo colore, a causa del suo carattere chimico instabile. Ancora oggi i tavoli da gioco sono verdi, come gli omini di Marte e i tavoli sui quali si prendono le decisioni fondamentali delle aziende.
    Dice anche un sacco di altra roba interessante, ma non è che posso stare qui tutto il giorno a fare il riassunto. Secondo me potreste leggerlo da voi.
  • Poco fa pensavo di inserire di nuovo nel blog la sezione “Foto della settimana”, poi ho guardato il blog e ho visto che non l’avevo mai tolta.
    Si, sono rincitrullita. Ma voi mica dire niente, eh?
    Comunque da oggi riparte. Anzi, è già ripartita.
  • Settimana prossima dovrei aver finito di studiare filosofia e aver iniziato a fare esperimenti nel garage di casa.
    Se quest’ultima informazione richiama alla vostra mente immagini da film horror di serie B, forse non siete sulla cattiva strada.
    Per sapere come andrà a finire, restate sintonizzati su queste pagine.

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