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	<title>Un blog a trazione posteriore &#187; Quesiti esistenziali</title>
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		<title>Your ad here!</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Oct 2007 18:23:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CuloDritto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lettere]]></category>
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		<description><![CDATA[Stamattina sono andata a Bologna a prendere un libro per la tesi – mento, in realtà sono andata a fare shopping – e ho trovato la stazione ricoperta di cartelloni come questo:

Si tratta della “campagna per aumentare la consapevolezza dei cittadini sulla “buona sanità” offerta dal Servizio Sanitario Nazionale” ed è stata realizzata da Oliviero [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Stamattina sono andata a Bologna a prendere un libro per la tesi – mento, in realtà sono andata a fare shopping – e ho trovato la stazione ricoperta di cartelloni come questo:</p>
<p><img id="image741" src="http://www.culodritto.com/wp-content/uploads/2007/10/Pane%20amore%20sanit%C3%A0.jpg" alt="Pane amore sanita'"></p>
<p>Si tratta della “<a href="http://www.ministerosalute.it/servizio/galleria.jsp?lang=italiano&amp;id=537&amp;dad=s&amp;men=campagne07&amp;label=buona">campagna per aumentare la consapevolezza dei cittadini sulla “buona sanità” offerta dal Servizio Sanitario Nazionale</a>” ed è stata realizzata da <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Oliviero_Toscani">Oliviero Toscani</a> per celebrare i 30 anni della sanità pubblica.</p>
<p>Il claim recita: “Pane, amore e sanità”.</p>
<p>Ora, io ho seri problemi con le pubblicità.</p>
<p>Nonostante stia per laurearmi in comunicazione di massa e possa aspirare a lavorare come copy, non capisco mai il senso dei claim. Lo interpreto male, o non lo interpreto affatto: il 90% degli spot mi sembrano insensati o sbagliati. Le pubblicità non mi avvicinano ai prodotti; semplicemente, mi fanno sentire estranea.</p>
<p>Il claim di cui sopra, ad esempio: cosa dovrebbe significare? A cosa dovrebbe farmi pensare?<br />
Di primo acchito mi ha portato alla mente il titolo del celebre film di Comencini, “<a href="http://www.italica.rai.it/cinema/film/pane.htm">Pane, amore e fantasia</a>”.<br />
A questo punto ho fatto la (necessaria?) identificazione tra  “Fantasia” e “Sanità”.<br />
Ipotizzando che tutto ciò sia corretto (ossia che Toscani si aspettasse proprio questo dal pubblico), il claim è sbagliato.<br />
L’associazione tra fantasia e sanità non è per niente positiva, ai miei occhi, anzi: è tutto il contrario. Una sanità che ha fantasia, per come la vedo io, è quella in cui i medici tirano a indovinare sulle cure da somministrare ai pazienti. E’ una sanità che conosciamo troppo bene, oltretutto, e che non è  il caso di sbandierare con cartelloni giganti e spot sui megaschermi.<br />
Ma evidentemente, non è questo il messaggio che passa.<br />
Il messaggio percepito è sicuramente un altro, ma io non riesco a capire quale, né posso immaginarlo. </p>
<p><img id="image743" src="http://www.culodritto.com/wp-content/uploads/2007/10/alfa%20romeo.jpg" alt="Alfa Romeo" align="right">Un altro spot che mi lascia sbigottita è quello del’Alfa Romeo (<a href="http://www.youtube.com/watch?v=YUlnP9UOW7A">qui</a> c’è il video, se volete rinfrescarvi la memoria).<br />
Questa pubblicità, per me, è stata completamente senza senso finché ho letto l’<a href="http://www.anobii.com/books/Elogio_della_follia/9788804354482/01f8672ee5dddc4af4/">Elogio della Follia</a> di Erasmo da Rotterdam.<br />
Ecco il payoff:</p>
<p>“<em>Osservate con quanta previdenza la Natura, madre del genere umano, ebbe cura di spargere ovunque un pizzico di follia.<br />
Infuse nell’uomo più passione che ragione, perché tutto fosse meno triste.</p>
<p>Se i mortali si guardassero da qualsiasi rapporto con la saggezza, la vecchiaia neppure ci sarebbe.<br />
Se solo fossero più fatui, allegri e dissennati, godrebbero felici di un’eterna giovinezza.<br />
La vita umana non è altro che un gioco della follia.<br />
Il cuore ha sempre ragione</em>.”</p>
<p><img id="image744" src="http://www.culodritto.com/wp-content/uploads/2007/10/Erasmo.jpg" alt="Erasmo" align="right">Dopo aver letto Erasmo ho scoperto che le cinque frasi di cui si compone sono tratte da capitoli diversi del suo Elogio, riscritte e semplificate per funzionare all’interno di uno spot.<br />
La seconda frase del playoff, ad esempio (“<em>Infuse nell’uomo più passione che ragione, perché tutto fosse meno triste</em>”) recita testualmente: “<em>Perché la vita umana non fosse del tutto improntata a malinconica severità, Giove infuse nell’uomo molta più passione che ragione</em>”.</p>
<p>Le frasi sono diverse e vengono attribuite a soggetti differenti (nello spot l’artefice è la natura, mentre nel libro è Giove), ma il senso resta, bene o male, inalterato.</p>
<p>Quella che mi ha sempre lasciata perplessa, comunque, è la terza frase.<br />
Secondo me è in contraddizione con tutte le altre: all’interno di un elogio della follia, la frase centrale elogia la ragione. E quindi il claim è sbagliato.<br />
Ho provato a riscrivere la frase, per capire se l’errore è mio.<br />
La frase, riscritta, diventa: “Se l’uomo non ha rapporti con la saggezza, allora non c’è la vecchiaia”, cioè: “Se l’uomo ha rapporti con saggezza, allora c’è la vecchiaia”, e quindi vuol dire: senza saggezza la razza umana sarebbe estinta.<br />
No?</p>
<p>Ho cercato il passaggio in cui Erasmo enuclea questo principio.<br />
Non lo enuclea. Al contrario: dice che la razza umana si estinguerebbe se fosse saggia.<br />
Nel capitolo 31, infatti, parla di coloro che commettono suicidio, e spiega che sono “<em>quelli che alla sapienza si erano accostati di più</em>”. Quindi chiosa: “<em>Credo vi sia chiaro che cosa accadrebbe se la sapienza si diffondesse; sarebbe necessario altro fango e un secondo Prometeo capace di plasmare altri uomini</em>”.</p>
<p>Tradotta, la frase diventa: “Se l’uomo fosse saggio, allora l’uomo sarebbe estinto”, cioè “con saggezza la razza umana sarebbe estinta”.<br />
Il che è l’esatto opposto di quello che dice la voce fuori campo dello spot.</p>
<p>Insomma, secondo me i pubblicitari sono delle capre.</p>
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		<title>Barzelletta</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Sep 2007 18:41:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CuloDritto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Quesiti esistenziali]]></category>
		<category><![CDATA[Vita vissuta]]></category>
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(Si ringrazia Toscio per averla raccontata).
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img id="image700" src="http://www.culodritto.com/wp-content/uploads/2007/09/Barzelletta1.jpg" alt="Il ragno e la rana"></p>
<p>(Si ringrazia Toscio per averla raccontata).</p>
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		<title>Della misantropia e dell’Arte (o dell’arte della misantropia?)</title>
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		<pubDate>Tue, 25 Sep 2007 18:44:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CuloDritto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Quesiti esistenziali]]></category>
		<category><![CDATA[Vita vissuta]]></category>
		<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[definizioni]]></category>
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		<description><![CDATA[Perché le persone, guardate da un certo punto di vista, sono francamente oscene.
Questi ammassi di carne che pulsa e friziona, con orifizi che sfiatano miasmi e la convinzione di essere nel giusto, sono immondi.
A volte, quando mi trovo in mezzo alla gente e sono particolarmente suscettibile, provo ribrezzo per quell’agglomerato di carne sudata e molla, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img id="image658" src="http://www.culodritto.com/wp-content/uploads/2007/09/Misantropo.jpg" alt="Misantropo" align="right">Perché le persone, guardate da un certo punto di vista, sono francamente oscene.<br />
Questi ammassi di carne che pulsa e friziona, con orifizi che sfiatano miasmi e la convinzione di essere nel giusto, sono immondi.</p>
<p>A volte, quando mi trovo in mezzo alla gente e sono particolarmente suscettibile, provo ribrezzo per quell’agglomerato di carne sudata e molla, che pende e sfrega e lascia la sua impronta su ogni superficie.<br />
Mi ripudiano il tanfo digestivo dei fiati che risale dalle interiora, il fetore acre delle secrezioni e l’olezzo della pelle ripiegata su sé stessa.<br />
Mi nausea il modo in cui i corpi spingono, pestano, sbattono e si comprimono l’uno contro l’altro, gli occhi disapprovano e i sospiri ammorbano l’aria con l’odore della carne in decomposizione.<br />
In momenti come questi mi chiedo perché l’uomo stia ancora proliferando sul pianeta e penso che <a href="http://www.vhemt.org/">l’estinzione volontaria della razza umana</a> sia una buona idea.</p>
<p>L’altro giorno mi è capitato uno di questi momenti; però ero a Venezia e stavo passeggiando, con altri dieci milioni di persone (densità percepita) sotto i portici del palazzo ducale.<br />
E allora ho pensato che c’è un motivo per cui l’uomo non va estirpato dalla terra come una schifosa erbaccia, senza rimpianto e con decisione: il motivo è quel portico.<br />
Il motivo è che, tra gli uomini, ce ne sono stati alcuni che hanno inventato, progettato e costruito quel portico, con quelle belle volte e le colonne di marmo chiaro che stemperano la luce e la calura.<br />
Il motivo è l’arte.<br />
L’uomo merita di restare al mondo perché produce arte.<br />
Non ci dobbiamo sterminare con il napalm, evviva!, perché alcuni tra noi sanno fare cose come quella colonna. </p>
<p>Quella colonna vi riscatta.<br />
Per merito suo posso tollerare le vostre ascelle pezzate, i rigurgiti improvvisi, le opinioni più meschine. Posso tollerare quelli che mi passano davanti in fila, quelli che mi pestano i piedi, quelli che non mi tollerano. Posso tollerare gli intolleranti. Posso tollerare tutto.<br />
Tollero tutto.</p>
<p>E lo stesso fate voi.</p>
<p>La gente prende d’assedio le mostre e si interessa di cultura perché sa queste cose e cerca una ragione per essere salvata.<br />
Finchè c’è arte c’è tolleranza.<br />
E finchè c’è tolleranza c’è salvezza.</p>
<p>Immagino sia per questo che arte e religione sono sempre state intrecciate, e ora capisco i detrattori dell’arte contemporanea (non è immediato accettare di meritare la salvezza per una <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Merda_d%27artista">cacca dentro un barattolo</a>).</p>
<p>Per cui, alla fine, è abbastanza facile capire cosa è arte e cosa non lo è: quello che ti fa tirare un respiro di sollievo è arte, il resto no.</p>
<p>Da qui discende la mia personale definizione di arte, che è: “Arte è quando senti di avere il culo parato”.</p>
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		<title>Anche questo è fame di vento</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Apr 2007 16:34:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CuloDritto</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Vita vissuta]]></category>
		<category><![CDATA[foglie]]></category>
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		<description><![CDATA[Mi hanno detto che alcuni matti rifiutano il contatto perché pensano di essere fatti di vetro e temono di rompersi. Io non avevo mai pensato una cosa del genere e non credo sia giusto farmela pensare, per quanto buono sia il motivo.
Poi ho visto per strada un guanto in plastica del supermercato portato in giro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi hanno detto che alcuni matti rifiutano il contatto perché pensano di essere fatti di vetro e temono di rompersi. Io non avevo mai pensato una cosa del genere e non credo sia giusto farmela pensare, per quanto buono sia il motivo.</p>
<p>Poi ho visto per strada un guanto in plastica del supermercato portato in giro dal vento e ho pensato che al suo posto ci sarebbe dovuta essere una foglia, possibilmente secca e marrone.<br />
Le cose portate in giro dal vento mi fanno oscillare perché sono un pensiero che non conosce fine, come i numeri.<br />
Quelle che mi affascinano di più sono le spore: mi fanno pensare di camminare nel mezzo di un orgasmo tra fiori, e a tratti mi sento quasi indiscreta.</p>
<p><img id="image408" src="http://web.archive.org/web/20071111075158/http://www.culodritto.com/wp-content/uploads/2007/04/a.jpg" alt="Allure La Fayette.jpg" align="left">Quindi ieri sono andata a comprarmi una pianta: si chiama Allure La Fayette (codice fiscale LFYLLR07D42F340F) e ha le rose rosa (o rosse, non sono ancora sbocciate).</p>
<p>Le ho accarezzato le tenere giovani foglie, l’ho messa in un vaso fico e poi poggiata sul balcone per farle guardare il passeggio, così non si annoia.</p>
<p>Lì resterà dimenticata fino a giugno o luglio, quando mi ricorderò per sbaglio di aver comprato un roseto, una volta, e correrò fuori con il cuore in gola, trovandolo passito e secco.</p>
<p>E vabbè.</p>
<p>Vi lascio con questa quartina di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Gabriele_Rossetti">Gabriele Rossetti</a>, che mi pare adeguata.</p>
<p><em>Cul che di cul non ha se non la scorza,<br />
è una larva di cul: non vale un frullo.<br />
Cul che vita non ha, né moto e forza,<br />
serve sol di ludibrio e di trastullo</em>.</p>
<p>(da <a href="http://www.mclink.it/personal/MC0988/banana/culeide.htm">La Culeide</a>)</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Bah</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Mar 2007 16:36:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CuloDritto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Quesiti esistenziali]]></category>
		<category><![CDATA[Vita vissuta]]></category>
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		<description><![CDATA[Il blog è tornato, rendiamo grazie al blog.
Non so cosa sia successo, perché né se esista un modo per evitare che si ripeta. Ho deciso di accettare il mio destino telematico con distacco e rassegnazione, come un asceta.
Ieri ho rovesciato un bicchiere colmo d’acqua sopra il case.
Ad ogni modo l’altro giorno pascolavo al supermercato con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img id="image390" src="http://www.culodritto.com/wp-content/uploads/2007/03/SzpurB0110s.jpg" alt="SzpurB0110s.jpg" align="left">Il blog è tornato, rendiamo grazie al blog.<br />
Non so cosa sia successo, perché né se esista un modo per evitare che si ripeta. Ho deciso di accettare il mio destino telematico con distacco e rassegnazione, come un asceta.<br />
Ieri ho rovesciato un bicchiere colmo d’acqua sopra il case.</p>
<p>Ad ogni modo l’altro giorno pascolavo al supermercato con il cestino della spesa rapida appeso al braccio, novella Cappuccetto Rosso che raccoglie funghi avvolti nel cellophane, e ho fissato il cartello delle rape. C’era scritto “Rape” e io ho letto, sbigottita “Stupro: 1,86 euro al Kg, tasto 54”.<br />
Mi è venuta in mente una scena vagamente orwelliana, e comunque il primo pensiero è stato “Beh, è poco”.<br />
Poi mi sono vergognata e guardata intorno temendo che qualcuno sospettasse qualcosa, ma tutti vagavano intontiti nella distesa di verdure in promozione e quindi ho mondato la coscienza comprando otto carciofini e un sacchetto di cipolle.</p>
<p>Poi sono stata colta da dubbio: perché si dice “Stare dietro i fornelli”? Un cuoco non sta dietro i fornelli, ci sta davanti.<br />
“<span style="border-style: dotted; border-width: 0px; margin: 1em; padding: 0.2em; background: white none repeat scroll 0% 0%; position: relative; width: 150px; -moz-background-clip: border; -moz-background-origin: padding; -moz-background-inline-policy: continuous; opacity: 0.25; float: right; font-family: Verdana,Arial,Helvetica,Georgia; font-size: 24px; line-height: 26px; text-align: right;"><span style="opacity: 0.75;">Il </span><b> </b>posto <br /><b></b>della <br /><b>donna </b>è <br /><b>dietro </b>i<span style="opacity: 0.9;"> fornelli!</span></span>Il posto della donna è dietro i fornelli!”, dicono. Per quanto ne so, la maggior parte delle case hanno graziose piastrelle dietro i fornelli, quindi cosa significa la frase? Che la donna va murata viva?</p>
<p>Non ha senso: una donna murata viva non è utile (non prepara la cena), e comunque non si capisce perché murarla proprio in cucina, con tutti i posti più comodi presenti in casa (la si può murare nel garage, per dire, o nel ripostiglio degli attrezzi).<br />
L’espressione potrebbe derivare dalla conformazione delle case nell’antichità: forse un tempo la cuoca stava dietro i fornelli, non davanti.<br />
Ma neanche così regge: ho visto case vecchie e decrepite, con il bagno in giardino, una sola stanza da letto per l’intera famiglia e una minuscola cucina con il fornello per cucinare; e anche lì si stava davanti.<br />
Se i fornelli fossero posizionati a metà della cucina il cuoco potrebbe starci dietro; ma questo richiederebbe una stanza molto ampia, e l’estetica sarebbe scadente. In ogni caso, non ho mai visto alcuna casa con i fornelli in mezzo alla cucina.<br />
Potrebbe anche essere un’espressione figurata: “stare dietro i fornelli” significa, in senso lato, seguire il procedimento di cottura e tenere sotto controllo la preparazione del cibo.<br />
Ammesso che il senso sia questo, la frase continua a non avere senso: dire che “Il posto della donna è dietro i fornelli” implica una collocazione spaziale che esula dall’attività di cottura (si può prestare attenzione al cibo che cuoce anche seduti su una sedia, o girando intorno ai fornelli).  </p>
<p>Insomma, non riesco a uscirne.</p>
<p>Però sono contenta che il blog sia tornato.</p>
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		<title>Confessioni</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Mar 2007 09:19:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CuloDritto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Quesiti esistenziali]]></category>

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		<description><![CDATA[Per un certo tempo ho creduto che “vergare” significasse “scrivere con il pisello”.
Immaginavo questi tizi nudi chini su un tavolo, con la schiena piegata e intenti a disegnare complicate lettere dell’alfabeto stringedo la maletta tra le dita, ma sentivo che c’era qualcosa che non andava.
Nonostante tutto, trovavo ridondante l’espressione “Vergare a mano” (perché,  mi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img id="image359" align=left src="http://www.culodritto.com/wp-content/uploads/2007/03/71901877.jpg" alt="71901877.jpg" />Per un certo tempo ho creduto che “vergare” significasse “scrivere con il pisello”.</p>
<p>Immaginavo questi tizi nudi chini su un tavolo, con la schiena piegata e intenti a disegnare complicate lettere dell’alfabeto stringedo la maletta tra le dita, ma sentivo che c’era qualcosa che non andava.</p>
<p>Nonostante tutto, trovavo ridondante l’espressione “Vergare a mano” (perché,  mi chiedevo, volendo ce la farebbe  anche da solo?).</p>
]]></content:encoded>
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