La formazione musicale di CuloDritto (1)
Tra i dodici e i quattordici anni passavo le estati in campeggio con i miei genitori, e trascorrevo la maggior parte del tempo insieme al mio gruppo di amici (un’accolita di teppisti nel fiore degli anni, tutti maschi e tutti più grandi di me). Era una figata.
I componenti di questa crew marittima vestivano con l’armamentario d’ordinanza dello pseudo-metallaro patacca di inizio anni ’90 (catene, borchie, anfibi fino al ginocchio, bandane, magliette stropicciate con stampe in rilievo di band americane brutte e cattive) e ascoltavano i Guns ‘n’ fuckin’ Roses giorno e notte, a tutto volume, da una radio enorme che portavano in giro sulle spalle.
I miei genitori erano contenti delle mie amicizie perché, da futura borghese destinata ad una solida posizione lavorativa, trovavano giusto che conoscessi da vicino i bassifondi e il loro degrado. In ogni caso, erano convinti che stessi con un’amica timorata di dio tutto il tempo.
Erano da poco usciti i due volumi di Use your Illusions e i Guns erano la band del momento.
Axl Rose era bellissimo, con quei capelli lunghi rossi e le gonne scozzesi indossate con le sneakers ai piedi; i testi delle loro canzoni parlavano di giungle metropolitane nel cuore degli States, di droghe, prostituzione e annichilimento. Io, che vivevo tra filari di pesche ed ero la cocca di tutti i professori, sentivo che quelle canzoni parlavano proprio a me. Preciso, non potevo sbagliare.
I Guns diventarono la mia band del cuore.
Comprai tutti i loro cd e tutte le cassette (con il making of) dei loro videoclip. Comprai libri dai titoli allusivi (Pistole & Rose: la sporca leggenda di Axl Rose), poster da mettere alle pareti, magliette nere con il loro logo stampato sopra. Tradussi le loro canzoni con l’ostinazione sorda dei tredici anni. Axl Rose mi dava un tizzo allucinante.
La mia canzone preferita era Dead Horse, il cui pregnante messaggio è riassunto nella frase “A volte mi sento come se stessi picchiando un cavallo morto” che apre il ritornello (chorus! Si dice chorus!).
Nel videoclip Axl gira in tondo su sé stesso, strafatto e mezzo nudo, corre sul palco e salta. Ogni tanto, indossa una maglia a rete nera. Ogni tanto, viene inquadrato mentre cazzeggia e ammicca alla telecamera. Poche altre immagini mi avrebbero sedotta con la stessa intensità, in futuro.
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Dai testi dei Guns ho imparato a familiarizzare con il concetto di “scimmia” (la voglia di eroina che sorprende, subitanea, un peromane), una nozione diventata decisamente più chiara dopo la lettura de Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino.
La scimmia di Axl era stata affettuosamente soprannominata Mr Brownstone (“Abbiamo ballato con Mr Brownstone / è stato strepitoso / non mi vuole più lasciare solo”), e il mio pesciolino rosso venne chiamato allo stesso modo in omaggio al Mito.
Dai testi dei Guns ho anche imparato che un uomo può scrivere cose del tipo “Devo levarmi questa puttana dalla schiena”, “Sta bene così legata, puoi spingerla su e giù / sta bene così’ legata, facci un giro” e “i suoi occhi mi ricordano un posto caldo in cui mi andavo a rifugiare da bambino, pregando che la pioggia e i tuoni passassero” senza risultare in contraddizione con sé stesso.
Un’altra canzone che amavo dei Guns era Estranged, nel cui video Axl indossa un paio di scarpe da ginnastica con scritto “Axl” e si getta in mare da un transatlantico.
Estranged dice: “Quando parli con te stesso, e non c’è nessun altro in casa / puoi prenderti in giro, compiangerti del fatto di essere venuto al mondo da solo / e del fatto che nessuno ti abbia spiegato come sarebbe andata / Del fatto che per sapere quello che ti succederà potrai solo aspettare / Ho il cuore vecchio anche se ho solo 28 anni / e sono troppo giovane per lasciarmelo spezzare dall’amore / Ho il cuore vecchio, ma sta diventando troppo tardi lo stesso / per ritrovarti da qualche parte in futuro / Non so come ti sia venuto in mente di potermi incontrare di nuovo, e non so cos’altro potresti chiedermi / come puoi dire che non ho mai avuto bisogno di te, quando hai preso tutto ciò che potevo dare / Ho il cuore vecchio, e aspettare sta diventando difficile / mentre nessuna delle persone che conosco sembra potermi dare una mano / Ho il cuore vecchio ma non posso permettermi di esitare, se voglio davvero trovare la mia strada / Sto ancora parlando da solo, e non c’è nessuno in casa / E così nessuno ci ha spiegato come sarebbe andata / Nessuno ci ha detto che per sapere quello che ci succederà potremo solo aspettare / Solo quando riuscirò a spiegarmi questa situazione potrò trovare una nuova strada / e ci sarà un Giorno Nuovo nello scorrere delle stagioni della mia vita / Probabilmente la prossima volta andrà meglio / Adesso che sei a pezzi, però, non hai più la testa tra le nuvole / sei tornata con i piedi per terra / e non parli più a voce così alta / non cammini più così orgogliosa, non più / e perché, poi? / Sono saltato nel fiume talmente tante volte che ne ho fatto la mia casa / sono qua fuori da solo, adesso, e vado alla deriva / Se le cose non vengono fuori da sole, dai tempo al tempo e aspetta di riuscire a leggere tra le righe / Ho visto la tempesta avvicinarsi e le onde diventare improvvisamente alte / sembra che ogni cosa che conosciamo sia destinata ad essere spazzata via e morire / ma perché, poi? / Scommetto che non riuscirò a trovare una donna che possa prendere il tuo posto, questa volta / questa volta mi tocca dirlo davvero, senza di te / Ho visto la tempesta avvicinarsi, e i miei amici dicevano che ero fuori / ma tutto quello che abbiamo conosciuto, insieme, non avrei davvero voluto che morisse. ”
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Bonus videos (hot!): November rain , Patience, Sweet child o’ mine.