V-Day, o della svista

Settembre 7th, 2007

V-DayDomani è il V-Day, giornata nazionale del Vaffanculo.

Organizzata online da Beppe Grillo, la manifestazione ha lo scopo di “protestare contro i politici condannati in via definitiva e che siedono sugli scranni del Parlamento, sostenere con una raccolta di firme la proposta di legge popolare per “cacciarli” dal Palazzo e soprattutto esprimere un disagio e una stanchezza per una politica che, secondo Grillo, è sempre più autoreferenziale e lontana anni luce dai cittadini e dalle loro attese.” (fonte).

Questo sulla carta.

In realtà il messaggio che passa, a causa del nome scelto per l’evento, è un altro; e precisamente: “Scendiamo tutti in piazza a sfogarci gridando Vaffanculo al vento”.

A pensarci, è una cosa molto punk.
Finché la fanno adolescenti coi capelli blu e una conoscenza piuttosto vaga del mondo e della vita, però, risulta divertente e riscuote empatia.
Quando i protagonisti, invece, sono piccoli borghesi cresciuti nel boom economico e capitanati da un maturo signore con il golfino marrone e gli occhi spiritati, la scena diventa improvvisamente triste.

Mettersi a urlare “Vaffanculo!” in coro significa non avere altra scelta.
Vuol dire non possedere mezzi per tirarsi fuori dalla condizione attuale, giudicata frustrante e senza futuro.
Vuol dire anche non sapere esattamente come ci si è finiti e non riuscire a individuarne il colpevole, quella persona o quella cosa contro cui prendersela per la miseria di oggi.
Vuol dire non avere un nemico, e quando un bacino di persone insoddisfatte e rabbiose si riunisce per ruggire contro niente e nessuno è molto pericoloso.
Portare queste persone in piazza significa far prendere loro coscienza della loro stessa esistenza.

Il “Divide et Impera” non funziona più, da quando c’è la coscienza di classe; rende meglio “L’ignoranza è forza”.
Questi cittadini sono ignoranti perché che non sanno da chi andare a reclamare per le spese troppo alte, i troppi pochi soldi, le città sporche, la delinquenza, la criminalità, la scuola a pezzi, la malasanità, i lavavetri, il cane randagio che fa pipì sul portone di casa.
Quindi vanno in piazza e urlano Vaffanculo, in cerca di una catarsi.

In una situazione del genere basta un niente, un’inezia, un pretesto minuscolo da prendere come capro espiatorio, e milioni di persone decideranno che esso è la causa di tutto.
Inizieranno a ruggire contro il pretesto e si convinceranno nell’intimo che è la cosa giusta da fare, perché è l’unica in loro possesso.
Un partito troverà il pretesto prima degli altri e la popolazione voterà quel partito, perché è così che funziona la storia.
L’ignoranza della gente è la forza di quel partito.

Alle prossime elezioni vincerà sicuramente la destra.

Beppe Grillo, che porta il popolo in piazza e si dichiara uomo di sinistra, sta per fare un enorme regalo ai suo detrattori, e non se ne accorge neppure.


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23 commenti

  1. ono-sendai

    “L’ignoranza della gente è la forza di quel partito.

    Alle prossime elezioni vincerà sicuramente la destra.”

    Sembra un sillogismo
    Forse il problema è proprio che gli ignoranti votano a destra e quelli intelligenti a sinistra…
    Ma io non ci capisco niente di queste cose…

    Saluti

  2. Davide

    In effetti sono considerazioni da ignorante presuntuoso.
    Ma onde evitare che tu possa superficialmente tacciare questo mio commento come una semplice invettiva, ti spiego perchè:
    Ignorante perchè non hai evidentemente capito la gravità del problema che beppe grillo correttamente solleva;
    Presuntuoso perchè ti ergi sul tuo piedistallo nel tentativo (vano per altro) di far passare per deficienti quelli che vanno a firmare, in contrapposizione a te che evidentemente sei molto intelligente.

  3. enzo

    Questi cittadini sono ignoranti perché che non sanno da chi andare a reclamare per le spese troppo alte, i troppi pochi soldi, le città sporche, la delinquenza, la criminalità, la scuola a pezzi, la malasanità, i lavavetri, il cane randagio che fa pipì sul portone di casa.

    E’ vero che non sappiamo da chi andare a reclamare, e nemmeno tu lo sai, ma non per ignoranza, ma per il semplice motivo che non esiste una rappresentanza che ci rappresenti.
    Non ignoriamo come , ma abbiamo la precisa consapevolezza che non esiste piu’ un governo che ci rappresenti e che si occupi(preoccupi degli interessi e problemi degli italiani con redditi inferiori al milione di euro annuali.

    La precarieta’ introdotta dai cococo prima e dalla legge Biagi poi, e che nessuno vuole togliere, il continuo impoverimento del cittadino medio e la sempre minore mancanza di prospettive ed opportunita’ di lavoro creano le condizioni di soggezzione economica totale ai soprusi che presto o tardi le grosse realta’ industriali imporranno e che in molti ambiti hanno gia’ inziato a praticare da tempo ( mai sentito parlare di Auchan ed altre catene di distribuzione ?? )

    Alle prossime elezioni vincerà sicuramente la destra.
    Beppe Grillo, che porta il popolo in piazza e si dichiara uomo di sinistra, sta per fare un enorme regalo ai suo detrattori, e non se ne accorge neppure.

    Parlare di destra o sinistra come di qualcosa di definito e’ fuorviante ed anche poco sensato.
    Credo abbia anche poco senso dire chi appoggiare, entrambe hanno fallito e non hanno le mani abbastanza libere da inciuci e compromessi da poter avviare delle coraggiose riforme per rigenerare un economia che consenta dignita’ e sufficienza economica alle classi produttive, cioe’ capaci di produrre reddito senza ridurre in schiavitu’ la gente che lavora.

    Occorrono scossoni per buttare via tutta questa classe baronale, attenta solo ai propri privilegi di casta e troppo distratta dalla sua missione di servigio verso la gente che dovrebbe rappresentare.
    Occorre qualcuno in grado di regolare la globalizzazione affinche’ non siano solo uno strumento pre reintrodurre la schiavitu’ dove era stata rimossa e l’ attuale classe politica questo non lo sa gestire.

    L’ignoranza della gente è la forza di quel partito.

    Piu’ che ignoranza si deve parlare di convenienza.
    Protestare costa tempo ed impegno e sino a che non si superano certi limiti si tende a sopportare anche le cose piu’ stupide: vedi le luci delle auto accese anche durante il giorno, i limiti di velocita’ troppo bassi per consentire multe piu’ cospique e via dicendo.

    Quando realizzi che non vi e’ piu’ sicurezza nel lavoro, ne’ stipendi adeguati che consentano di arrivare a fine mese mentre tante tasse e richieste continue di esosi adeguamenti a normative ( ma se percepiamo stipendi da terzo mondo perche’ dobbiamo essere obbligati ad usare solo auto nuove, ristrutturare l’ appartamento e simili e non possiamo vivere anche noi alla meno peggio come fanno in India o Ruanda ?? ) allora decidi che e’ meglio smetterla di fare il pirla benpensante che per timore delle apparenze , di mostrarsi poco garbato o poco COOL , si lascia portare via tutte le conquiste socio-economiche dell’ ultimo secolo e cominci a cercare di reagire, magari cominciando dal contrastare lo strapotere della classe burocratica e politica e delle multinazionali che stanno dietro.

    Un partito troverà il pretesto prima degli altri e la popolazione voterà quel partito, perché è così che funziona la storia.

    ben venga questo partito.
    Del resto e’ a questo che dovrebbero a servire i partiti, a recepire i disagi ed i problemi della gente ed a promuovere iniziative atte a rivolvere questi problemi.

  4. Titan

    CD, l’hai fatta grossa. Adesso tutti quelli che si sentono in obbligo di stare da una parte o dall’altra ti elogeranno o ti insulteranno. E i predicatori troveranno un posto ove poter puntare un indice.

    Ti dico la mia (uno più o uno meno…, ma premetto subito che non risponderò a nessun attacco.

    Sono (quasi) completamente d’accordo con te.
    Su Grillo e questa sinistra: qualunquisti, parolai, bigotti, girotondini, luogocomunisti (mi piace ho inventato un neologismo), incapaci.
    Sulla destra: seguaci del Po, attrici mancate (Mussolini), “Er pecora”.
    Certo qualche persona intelligente c’è da una parte e dall’altra, ma sono troppo poche.

    Io credo che sia sbagliato continuare a guardare il mondo di oggi con la lente deformante delle ideologie e delle vecchie categorie. Destra e sinistra non significano più niente.
    Sinistra non era modernità e destra conservatorismo?
    Oggi abbiamo i verdi a sinistra. Conservatori per eccellenza. Vorrebbero tornare allo stato bucolico con la loro idea di natura buona e uomo cattivo. Peccato che la natura se ne infischia del buonismo e scatena virus che ci fanno secchi, ci da condizioni climatiche e terremoti da cui guardarsi. Nella pre-istoria la vita media di un essere umano era 18 anni (CD, fossi vissuta allora saresti decrepita )
    Nella destra invece c’è chi cerca di fare le riforme così come in alcune frange della sinistra.
    Ma non è questo ciò che importa.
    Cio che importa è la distinzione tra società aperta, liberale, democratica, dove l’uguaglianza delle condizioni di partenza è garantita dallo Stato mentre viene lasciato ampio spazio alla libera iniziativa e una società chiusa, autoritaria, che pretende l’uguaglianza in ogni istante (e che genera i maiali della “Fattoria degli animali”, frustrando la libera iniziativa e soffocando l’economia. Casi estremi di questo tipo di società furono la Germania nazista e l’Unione Sovietica, ma anche nell’Italia di oggi vi sono tanti, troppi elementi di illiberalità. Niente meritocrazia (incapaci al potere ovunque, nella politica, nelle industrie soffocate dalla legislazione e dal sindacato), libera iniziativa soffocata da regolamenti napoleonici che rendono una via crucis qualunque iniziativa, giustizia lenta e poco… giusta.

    Per migliorare ci vuole più libertà, più dialogo costruttivo, più idee, non i vaffanculo…

  5. Gionspenser

    Beppe Grillo di sinistra? Mah…
    Se la prossima volta la destra vince non è certo colpa di Grillo, è colpa della sinistra che non si è meritata il consenso dei cittadini. La democrazia funziona così, no?
    Ma non funziona tanto bene. Qualche pregiudicato in parlamento, professionisti della politica sparsi nei vari schieramenti e candidati scelti dalle segreterie di partito fanno si che a qualcuno girino pure i coglioni. Quel qualcuno magari decide pure di raccogliere firme per una legge di iniziativa popolare.
    Mi piacciono le persone che si mettono in gioco e fanno quello che dicono. Bene, se alle prossime elezioni vince la destra non credo cambi assolutamente niente. A dire il vero, alcuni personaggi di destra mi sono sempre garbati più di altri di sinistra. Ian Curtis, Indro Montanelli e Marco Travaglio su tutti.
    Buona notte.
    Yours Truly.

  6. Dottor D.

    Due parole non mie, ma da me condivise, sul supereroe Beppe Grillo e sulle sue iniziative:

    http://www.bloggers.it/progettomayhem/contro-beppe-grillo.htm

    http://www.francescocosta.net/2007/07/26/perche-non-andro-al-v-day/#more-22

  7. CuloDritto

    Ono Sendai, è vero, mi accorgo ora che manca un passaggio logico.
    Il passaggio è: “Gli uomini di destra sono più pragmatici e scaltri, quindi troveranno il pretesto prima degli uomini di sinistra”.
    Spero che ora suoni meno da sibilla.

    Davide, io non ho parlato della sostanza (i problemi che solleva Grillo), ma della forma (il modo in cui lo fa). Magari la sostanza è molto importante, o magari no. In ogni caso, non è quello di cui si sta discutendo.
    Non ho neanche mai scritto che chi firma per Grillo è deficiente nè che io sia meno ignorante del resto della popolazione; queste sono conclusioni alle quali sei arrivato da solo, e io non credo proprio di dover stare qui a giustificartele.

    Enzo, con “ignorante” intendevo, appunto, il fatto che la popolazione si senta lasciata a sè stessa, mostri il bisogno di una guida salda che non riesce a trovare e cerchi una voce che la rappresenti, in qualsiasi modo.
    Per il resto, non ho mai scritto che sia meglio appoggiare la destra o la sinistra e non credo che trovare pretesti significhi proprio “recepire i disagi e i problemi della gente”, ma ciascuno ha le sue opinioni.

    Titan, il tuo tono aulico non si addice molto ad un blog che leggete in dieci.
    Comunque ripeto, ancora una volta, che il post non è sulla bontà o meno delle proposte di Grillo, e neanche sulla destra e la sinistra, ma è un post che parla di Beppe Grillo come comunicatore.
    La conclusione alla quale porta, e che nessuno di voi pare abbia colto, è: “Beppe Grillo è un cattivo comunicatore”.
    Per domani rileggete il post tre volte e studiate da pagina 12 a pagina 17 del manuale.

    GionSpencer, anche a me piacciono alcuni uomini di destra, e altri no; e mi piacciono anche alcuni uomini di sinistra, e altri no.

    Doc
    , non so se sia un problema mio, ma non riesco ad aprire il primo link.

  8. Dottor D.

    Strano, a me si apre regolarmente. Comunque, spiega diffusamente perché è giusto diffidare di Grillo come capopopolo.

  9. Tripudiatore

    A me era già capitato di criticare chi osanna Beppe Grillo, e non riesco a trovare qualcosa di non condivisible nel tuo post. Così come nei link del Dottore.
    E poi dico alla Gion Spenser “di sinistra? Mah…”

  10. Titan

    CD, grazie per il “tono aulico”, ma rifiuto di limitare la profondità dei concetti a seconda della quantità di ascoltatori perché credo che la diffusione di idee valide debba essere tale ovunque. Poi se non riescono ad essere pienamente valide peggio per me. Almeno ci ho provato.
    Ho capito benissimo che non volevi parlare di destra o sinistra, anche se era inevitabile toccare l’argomento. Credo che né io né te si possa essere accusati di cerchiobottismo anche se non abbiamo voluto sbilanciarci più di tanto. Però nel tuo post non c’era solo l’aspetto relativo alla comunicazione (rileggilo due volte perché la rpima volta l’hai scritto )
    Veniamo al “Grillo comunicatore”. Io sono totalmente in disaccordo con il luogo comune odierno che bisogna saper comunicare “a prescindere”. Si ritiene che comunicare voglia dire essere simpatici, empatici, spiritosi, saper farsi valere. Comunicare, invece, vuol dire anche saper ascoltare (Grillo le ha le orecchie?) ed elaborare con genuino interesse le tesi altrui. Questo conferma la tua tesi della sua pessima comunicazione.
    Io però voglio sottolineare che la comunicazione deve essere strettamente connessa ai contenuti.
    Uno dei problemi soprattutto italiani è che c’è un sacco di gente che comunica sciocchezze e quasi nessuno sa più distinguere i fatti dalle opinioni, le affermazioni gratuite da quelle fondate. Quasi nessuno sa applicare la logica o il ragionamento. Basta fare una bella battuta…
    E’ questo il senso della mia frase finale (”Per migliorare ci vuole più libertà, più dialogo costruttivo, più idee, non i vaffanculo…”

  11. hobbs

    non sono ignoranti. sono 300.000 e pigri, che è peggio.

    sottoscrivo.

  12. CuloDritto

    Doc, continua a non andare ma me ne farò una ragione.
    Già che ci sono, segnalo questo articolo di Scalfari su Repubblica di oggi.

    Trip, fonderemo un contromovimento. Anche CuloDritto vi porterà in piazza, prima o poi. Grideremo tutti insieme “Morte ai sassi!” e i principali quotidiani italiani scriveranno che si tratta di uno straordinario esempio di mobilitazione civile.

    Titan, io studio comunicazione da anni (troppi) ormai, non posso essere daccordo con la tua idea che non sia importante saper comunicare “a prescindere”. Credo sia essenziale, invece. E credo anche che la comunicazione possa essere scissa dai contenuti che veicola, e che viva di vita autonoma.
    Ma forse è un discorso un pò lungo per i commenti di un post.

    Hobbs, concordo. Scendi in piazza con noi.

  13. Titan

    CD,
    ti ho toccato sul vivo, eh? Non era mia intenzione.
    Voglio aggiungere qualche esempio di cosa intendo dire. Senza citare Totò.
    Un astrologo che comunica eccezionalmente bene è un esempio positivo per chi lo ascolta?
    Una chiromante che grazie alle arti della comunicazione fa proseliti è ciò che auspichiamo?
    Un terrorista che sa vendere bene il proprio prodotto è quello che ci serve?
    Non sto dicendo che comunicare non sia una tecnica che aiuta. Aiuta. E anche molto. Sto dicendo che quasi tutti, compresi quelli che dovrebbero avere e sentire delle responsabilità per le generazioni future, si stanno dimenticando dei contenuti.
    Ma forse è un discorso un pò lungo per i commenti di un post.
    I do agree

  14. Titan

    P.S.: Non citatemi McLuhan. Grrrr…

  15. CuloDritto

    Titan, tranquillo, per toccarmi sul vivo ci vuole ben altro.
    Comunque tu parli di questioni morali (è un esempio positivo? Ce lo auspichiamo? Ci serve?), io di questioni pragmatiche (serve?). Per questo non ci capiamo.

  16. Titan

    Mah!

  17. Titan

    Hmmm, a me sembra che entrambi ci chiediamo se serve, no? (L’hai detto tu! Non negare! )
    Inoltre, io diffido della morale. Ancor più aborro il moralismo.
    A meno che no si tratti della morale utilitaristica, di stampo anglosassone, alla John Stuart Mill.

  18. Sig.ra Demian

    Il tuo post riflette abbastanza bene i miei pensieri riguardo al v-day appena ne ho sentito parlare. Poi però ci sono andata e sono stata smentita in tutto e per tutto. Sei di Bologna; forse anche tu, alla fine, sei passata di lì. Quello che ho visto io l’ho raccontato qui:

    http://fulvio-terzappi.blogspot.com/2007/09/8-settembre-v-day-bologna.html

  19. CuloDritto

    Titan, tu ti domandi se ci serve (serve a noi come società?), io se serve (serve, in generale?). Intendevo questo. Spero di essermi spiegata.

    Sig.ra Demian, io quella sera era a Mantova al Festival della Letteratura, e non ho visto cortei. C’è da dire che Mantova era assediata di turisti, quindi forse i cortei ci sono stati ma sono stati inglobati dalla massa. Non saprei.

  20. enzo

    Testo quotato da Dottor D.:

    Due parole non mie, ma da me condivise, sul supereroe Beppe Grillo e sulle sue iniziative:

    http://www.bloggers.it/progettomayhem/contro-beppe-grillo.htm

    http://www.francescocosta.net/2007/07/26/perche-non-andro-al-v-day/#more-22

    Ma di simili ipocrisie e’ gia’ piena la stampa di regime.
    che bisogno c’era di scriverne altra ????

  21. bianna

    Ti ringrazio, perchè sei riuscita a concentare in un pensiero diretto, concreto e assolutamente efficace alcuni miei pensieri confusi di disagio nei confronti del Grillo. Personaggi o che peraltro seguivo con interesse e simpatia. Gridare ovvietà, coagulare nel “vaffanculo” molta gente che fa del qualunquismo l’unico collante, sentirsi ormai un semidio osannato (peraltro in spettacoli/manifestazioni nelle quali la genta paga (lui) per esserci - particolare non irrilevante), e scavare un solco tra le istituzioni e la gente può portare ad una brutta deriva che poco ha a che vedere con lo sforzo per una società più giusta, di solidarietà e coeasione sociale, di sviluppo democratico e pertecipativo.. Risposta troppo seria eh?
    Anna

  22. Anonimo

    Alle prossime elezioni vincerà sicuramente la destra ma sarà stata solo colpa della sinistra. Il grillo canterino nella cosa non c’entrerà nulla.
    La gente può formare tutti gli assembramenti che vuole ma non sarà adunando popoli al grido di un insulto che le cose si risolveranno. Il tentativo è solo bieco, richiamo di pancia. E triste.
    Il modo conta e il processo deve essere creativo: se parti distruggendo, distruggendo e basta e mandai affanculo chi non la pensa come te, allora non sei meglio di quelli che insulti.
    Il fenomeno è passeggero, lasciamolo sgonfiare.

  23. gio

    L’anonimo ha nome, si chiama gio.
    Chiedo venia.

Qualcosa da dire?

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