febbraio 28th, 2007Trop penser me font amours
L’altro giorno la prof. di filosofia ha detto che l’anima, per Kant, non può essere conosciuta mediante la scienza, ma può essere considerata un ideale che orienta l’agire.
“L’uomo conosce solo ciò che cade sotto le determinazioni spazio-temporali dell’esperienza. L’anima non ci ricade, quindi non la si può conoscere: Kant sottrae l’anima all’intelletto, cioè alla Ragion Pura, ma la consegna alla Ragion Pratica”.
Io non me ne intendo, ma mi fido.
Dire che qualcosa non è conoscibile ma orienta l’azione è una buona tattica, soprattutto perché funziona da risposta universale alle domande dei settimanali femminili (Cos’è l’amore? Quanto è importante per te l’amicizia? Esiste l’uomo ideale?).
Funziona anche per internet (Come puoi sprecare le giornate davanti al monitor?), l’hobbystica (Che senso ha collezionare tappi di sughero?), gli istinti compulsivi (Che bisogno hai di quarantun paia di scarpe?) e i rapporti di coppia (Perché mi fai sempre tutte queste domande? Non ti fidi di me?).
Il concetto è stato grossolanamente riassunto dai Sex Pistols (non sai mai dove alberghi il genio, davvero) nello slogan “I don’t know what I want, but I know how to get it”.
Il gruppo fu fondato a tavolino da Vivienne Westwood, nota viveur e stilista londinese che ha da poco presentato la nuova collezione primavera/estate.
Essendo nani sulle spalle dei giganti, quindi, possiamo ragionevolmente concludere che tra un paio di mesi ogni serio pensatore vestirà circa così.
febbraio 28th, 2007 at 9:12 pm
Kant mi fa morire. Il tomo della “Critica della ragion pura” che fa bella mostra di se nella mia libreria è uno dei pochi libri che non sono riuscito a finire. Sarà un gigante, ma il suo scrivere mi scoraggia. Aveva ragione Nietzsche a chiamarlo “ragno”.
“A SUA ECCELLENZA IL REALE MINISTRO DI STATO BARONE VON ZEDLITZ” (vabbé, ogni epoca ha le sue leccate).
L’inizio della “Idea della filosofia trascendentale”:
“Senza dubbio, l’esperienza è il primo prodotto, che il nostro intelletto costituisce, mentre elabora la materia greggia delle impressioni sensibili. Appunto perciò l’esperienza è la prima istruzione, e nel suo progresso è l’esperienza, non per questo proprio tutte le conoscenze debbono sorgere dall‘esperienza.”
A questo punto sono già triturato.
Nondimeno, il suo concetto di noumeno è qualcosa di molto significativo e utile per comprendere il modo in cui noi conosciamo.
Comunque trovo che sia appropriato che tu l’abbia citato perché insiste sulla distinzione tra le conoscenze a priori e quelle a posteriori. :CD: :rotfl:
febbraio 28th, 2007 at 9:45 pm
Kant. L’anima. La conoscenza di ciò che accade sotto le determinazioni spazio-temporali dell’esperienza.
Pensava tanto, Immanuel.
Da Ponte (quello che scrisse il libretto del Don Giovanni), invece, passava gran parte della giornata seduto alla sua scrivania. Giusto al centro di questa campeggiava un campanello che gli serviva a chiamare, durante le lunghe sedute di lavoro e meditazione, una giovane servetta, sedicenne, che prestava servizio proprio sotto la scrivania.
Da ponte sapeva bene quali determinazioni spazio-temporali si speriventavano sotto la sua scrivania, la sua anima ne traeva giovamento, e lui partecipava alla stesura di un capolavoro inarrivabile.
Se Kant avesse utilizzato lo stesso campanello avremmo oggi pensieri altrettanto profondi, e probabilmente meno contorti.
marzo 1st, 2007 at 12:34 am
Titan: non so, io Kant non lo leggo. Ascolto la prof. che parla e aspetto di rubarle la conoscenza per osmosi. Comunque hai proprio il pallino, tu, del CuloDritto. :rotfl:
Ciccio, è una cosa che sto iniziando a pensare anch’io. Che esista una qualche relazione tra espressione contorta e poco sesso, intendo.
marzo 1st, 2007 at 8:06 am
:pleased: Ebbene, si. Ammetto il pallino del CuloDritto.
Sulle cause dell’esprimersi contorto non sono d’accordo con te. Come esempio contrario porto ancora Nietzsche, che non era un grande amatore, ma scriveva in modo chiarissimo ed era filologo. Leopardi, massimo della sfiga, ma sublime. Alcuni miei professori universitari, di cui non conosco la vita amorosa ma ne sospetto la pochezza, che avevano il dono di farmi capire tutto nei tre quarti d’ora della lezione giornaliera. Buona giornata.
marzo 2nd, 2007 at 12:50 pm
Scusa, ma tu che ne sai della vita sessuale di Nietzsche e Leopardi? Magari si spatuzzavano una tipa diversa ogni sera, ma gli storici hanno preferito omettere i dettagli.
marzo 2nd, 2007 at 1:44 pm
“Spatuzzavare” è il verbio? Guarda con te miglioro il mio italiano “olé olé” ;-)
Ho visto Recanati, ho capito l’infinito da quel giorno…
In un luogo cosi’ incantevole e allo stesso momento cosi’ come dire… cosi’ noioso… si divertiva per forza ogni sera per non morire di noia :-)
Ho visto Leipzig… e ho capito subito che per diventare filosofa dovevo allontanarmi del mare e del vento (ecco, raggiungo la tua poesia scritta da piccolina ;-)).
Quant à Kant… boh… :-)
PS: “Trop penser me font amours”? E’ una traduzione fatta da un tedesco vero? http://home.tiscalinet.de/bschulte/troppens.htm
marzo 2nd, 2007 at 1:57 pm
Il verbo sarebbe “spatuzzare”, ma non esiste in italiano. E’ uno “slang” della zona dove vivo, credo che nel resto d’Italia non lo capirebbe nessuno. ;-)
Cktc poetessa, mica male. ;-)
Il titolo del post l’ho trovato in un libro di Roland Barthes, tuo connazionale: questo.
La nota a pié pagina dice che era il ritornello di una vecchia canzone popolare. Non la conosci? :-P
marzo 2nd, 2007 at 9:31 pm
CD, se metti in discussione fatti accertati non ci siamo…
Leopardi era così sia per gli storici che per propria ammissione. E non era certo un fintone! Inoltre, hai presente “A Silvia”?
Idem Nietzsche. Sia per la biografia storica che per i racconti della propria situazione familiare: la madre e la sorella erano due che meglio perderle che trovarle. Ebbe anche, tracciata nei suoi scritti, una “sbandata” per Lou von Salomé che lo solleticava con Paul Rée. Alla sua prima volta, da giovane, prese subito una malattia venerea. Vedi tu…
marzo 3rd, 2007 at 12:09 pm
Ma si, le so queste cose.
Però non è che ci creda poi molto.
Le puttane sono sempre esistite, e anche se uno non tiene traccia in dettaglio dei propri incontri sessuali non significa che non batte mai chiodo. Non per forza, almeno.
Su Leopardi posso cedere, ma Nietzsche ce lo vedo troppo bene con un gatto a nove code e una mascherina di metallo, in stile De Sade.
marzo 5th, 2007 at 3:48 pm
Bingo ;-) Barthes lo apprezzo tanto e se tu lo leggi in francese ti dico: R-E-S-P-E-C-T :-) No, non ricordavo di quella canzone medioevale che cita Barthes eppure in un libro che ho tanto amato leggere e studiare (il mio preferito è MYTHOLOGIES). Si invecchia, si invecchia ;-) Laissez place aux jeunes je vous prie! :-)
marzo 5th, 2007 at 3:49 pm
Bingo ;-) Barthes lo apprezzo tanto e se tu lo leggi in francese ti dico: R-E-S-P-E-C-T :-) No, non ricordavo di quella canzone medioevale che cita Barthes eppure in un libro che ho tanto amato leggere e studiare (il mio preferito pero è MYTHOLOGIES). Si invecchia, si invecchia ;-) Laissez la place aux jeunes, je vous prie! :-)
marzo 6th, 2007 at 7:47 am
Macchè, lo leggo in italiano. Sono una delusione continua, lo so.