book.jpgQuesto esame di economia e organizzazione delle imprese editoriali mi sta un poco frantumando le palle, per dirla con eleganza, però mi ha fatto scoprire un sacco di cose interessanti.

Tipo che Moravia si è autofinanziato la pubblicazione de Gli indifferenti e che il Times New Roman fu creato nel 1932 per il quotidiano Times.

O che i libri antichi non avevano uno spazio specifico per il titolo (che veniva semplicemente menzionato nelle prime righe del testo) né per l’autore. Nel medioevo, poi, la scrittura dell’opera si attribuiva al protagonista della stessa, e solo con l’umanesimo e il rinascimento si stabilisce il “principio di autoralità” (che è una cosa fichissima da scrivere. Davvero. Provate).

E ancora: la dedica ossequiosa deriva il nome da Gaio Mecenate, cui Virgilio dedicò le Georgiche.

Le dediche sono una roba incredibile, e mi ci perdo.
Le mie preferite sono quelle “a tutti gli individui degni della Gran Bretagna che portano il nome di Giorgio” (Martyrdom of St. George of Cappadocia, 1614, anonimo) e “alla mia anima” di Joyce (nella piece giovanile A brilliant career).

Anche i titoli sono una figata.
Per esempio il titolo originale di Robinson Crusoe era “La vita e le strane avventure di Robinson Crusoe, di York, marinaio, che visse per ventotto anni solo su un’isola deserta sulla costa d’America, presso le foci del grande fiume Orinoco”. Poi l’hanno cambiato perché bastava leggere il titolo e nessuno comprava il libro. (No, non è vero. E’ che sono una simpaticona).

Baudelaire avrebbe voluto intitolare “Les lesbiennes” i suoi fiori del Male, mentre L’insostenibile leggerezza dell’essere si sarebbe dovuto chiamare “Amore in Cecoslovacchia”. Eccetera.

Poi c’è Robert Escarpit che parla della crisi del romanzo contemporaneo; secondo lui è dovuta al fatto che il successo di un libro, oggi, poggia sulle virtù documentaristiche e non su quelle letterarie. E “L’ambiguità su cui poggia l’esperienza letteraria mal si addice alla conoscenza dettagliata del reale”.

Una frase che riscatta intere giornate passate sui libri.