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Attori vestiti con costumi tradizionali prendono parte alle celebrazioni di Dragobete al Village Museum di Bucarest.

Secondo la mitologia rumena, Dragobete (a sinistra) è figlio della martire Baba Dochia (a destra), che impersonifica l’impazienza umana per il ritorno della primavera.
Narra la leggenda che Baba Dochia fosse insofferente alla nuora, e un giorno di fine febbraio la spedì a raccogliere bacche nella foresta.
Dio si presentò alla sventurata con le sembianze di un vecchio e la aiutò nella raccolta; la donna tornò con un carico di frutti.
Quando Dochia vide le bacche pensò fosse tornata la primavera: indossò dodici pelli di agnello e partì per le montagne con il figlio e le capre.
Sulle montagne, però, pioveva: le pelli si inzupparono e divennero pesanti, così Dochia le dovette toglierle.
All’arrivo del gelo assiderò insieme alle capre e al figlio, che spirò mentre suonava il flauto.
A volte Dochia è raffigurata come una donna orgogliosa che schernisce il mese di marzo, il quale si vendica rubando una manciata di giorni a febbraio.

Durante il Dragobete, che cade il 24 febbraio, i giovani romeni celebrano il loro amore cogliendo i primi fiori di primavera nati sotto la neve; per questo il Dragobete è considerato il giorno di San Valentino in Romania.

Fico.