ottobre 3rd, 2007Donne e computer (in vino veritas)
Enea: “Tu, donna! alzati e vattene, ché sei indegna di siffatta compagnia”.
CD: “Cazzo vuoi, io ero seduta qui prima di te”.
Enea: “Non diciamo eresie. Codesta è la mia postazione da ore e ore, financo pria tu giungessi in località Bagnacavallo per cenare alla tavola imbandita, otto o nove ore avanti, quando la notte era ancora in là da venire”.
CD: “No. Io ero seduta qui, tu mi sei arenato di fianco, hai oscillato un pò e alla fine sei anche cascato sulle mie gambe”.
Enea: “Oh! Quale impudicizia in sì grandi menzogne! Basta, taci, spudorata!”
CD: “Sei fuori? E’ successo dieci minuti fa! Ti ho rialzato con una gomitata”.
Enea: “Tu perseveri, donna, come il diavolo nell’errore”.
Marco: “Lascia perdere, guarda, ha ragione lei”.
CD: “Ecco, vedi? Lo dice anche lui!”
Enea: “Che fai, compagno, mi rompi i coglioni pure tu?”
Marco: “No, fidati, con loro non ci puoi fare niente. Le donne hanno la memoria storica nell’utero. E’ come se avessero un hard disk da 20 giga nella passera”.