GuitaristIl che obbliga l’intera popolazione mondiale ad adorarmi. Ah.

Stamattina ho comprato una chitarra per preparare gli spaghetti in casa.
E’ un affare di legno fatto circa così e … suona!
La si può accordare come le chitarre musicali e sfiorandone le corde produce note, acute e gravi.
Il fatto che costi solo 14 euro getta un’ombra oscura sui chitarristi delle band: perché spendere centinaia di euro per acquistare una chitarra acustica, quando si può comprare quella per spaghetti e usarla prima sul palco e poi nel backstage per sfamare le groupie dopo averle castigate?
Membri di gruppi emo-indie! Abbandonate le Stratocaster e adottate una chitarra per spaghetti! Il vostro fascino da efebi sfigati non potrà che trarne giovamento.

Comunque ieri mi sono tagliata il pollice della mano sinistra preparando le patate da saltare con la paprika. Ho sentito proprio il coltello squarciare la mia tenera carne e ho pensato: ‘Doh’.
Poi ho spruzzato litri di sangue per la cucina, ho cercato cerotti ma in casa ne abbia solo tre, minuscoli e decorati con simpatici disegni di animaletti colorati.
Quindi ho rimediato avvolgendomi un fazzoletto di cotone sul dito ingiuriato e ho concluso maledicendo gli ungheresi, tutti, perché era a loro che stavo tentando di rubare la ricetta.

Ho anche iniziato a frequentare il corso di disegno.
E’ fichissimo e ora passo le giornate a disegnare occhi, labbra e altre parti del corpo.
Niente, era così per la cronaca.

Infine ho deciso di studiare geografia perché sono una capra e non ne so mezza.
Quindi ho preso l’atlante e ho iniziato a copiare le mappe del mondo. E’ un’attività interessante che fa scoprire un sacco di roba, se si parte da un livello imbarazzante come il mio.
Ad esempio ho scoperto che lo Sri Lanka è a sud dell’India e non a nord come pensavo, che esiste uno stato detto Georgia vicino alla Russia e che il Butan non è in africa.

Confesso tutto ciò perché sono impenitente e senza vergogna, è chiaro.
A mia discolpa dico che da oggi tutto sarà diverso, e a riprova della mia buonafede inauguro la rubrica “Geografia” per scoprire la collocazione di paesi ignoti dal nome impronunciabile e le caratteristiche fisiognomiche dei loro curiosi abitanti.

Cominciamo con il Kirghizistan.

Il Kirghizistan

Il Kirghizistan

KirgizeIl Kirghizistan confina con la Cina e con altri stati dal nome impronunciabile.
E’ in Asia centrale, c’è la repubblica e la capitale è Biškek.
Fino al 1991 ha fatto parte dell’Unione Sovietica, quindi sul territorio si parlano russo e kirghiso. Esiste una lingua detta kirghiso. Davvero.
La repubblica è stata istituita dopo i moti di marzo-aprile 2005, che hanno rovesciato il regime autocratico del presidente Askar Akayev.

La moneta è il Som (50 som = 1 euro) e la religione ufficiale è quella musulmana sunnita.
Oltre metà della popolazione vive sotto la soglia della povertà, e un quarto in condizioni di miseria estrema.
Il Kirghizistan ha poche infrastrutture, sia a causa della povertà che della conformazione del territorio, segnato in massima parte da impervie catene montuose.

Piccoli kirghiziOggi l’economia è basata prevalentemente su agricoltura e pastorizia, e si cerca di incentivare il turismo (sforzi evidentemente vani; non ho mai sentito di un’agenzia viaggi che proponga pacchetti per il capodanno a Biškek).

Il debito estero alto e la mancanza di risorse naturali provocano forti migrazioni verso la capitale e verso la Russia. Il servizio sanitario e sociale, un tempo garantito dallo Stato sovietico, è oggi al collasso.

Numerosi chirghizi vivono nelle yurta, abitazioni tipiche dei nomadi dell’Asia centrale: sono tende grandi e facilmente smontabili, relativamente resistenti agli agenti atmosferici.

Nelle foto, dall’alto: kirghize, piccoli kirghizi e kirghizo vestito a festa (tutte le foto sono prese da Flickr).

Tipico kirghizo in abito da festa