aprile 3rd, 2007Anche questo è fame di vento
Mi hanno detto che alcuni matti rifiutano il contatto perché pensano di essere fatti di vetro e temono di rompersi. Io non avevo mai pensato una cosa del genere e non credo sia giusto farmela pensare, per quanto buono sia il motivo.
Poi ho visto per strada un guanto in plastica del supermercato portato in giro dal vento e ho pensato che al suo posto ci sarebbe dovuta essere una foglia, possibilmente secca e marrone.
Le cose portate in giro dal vento mi fanno oscillare perché sono un pensiero che non conosce fine, come i numeri.
Quelle che mi affascinano di più sono le spore: mi fanno pensare di camminare nel mezzo di un orgasmo tra fiori, e a tratti mi sento quasi indiscreta.
Quindi ieri sono andata a comprarmi una pianta: si chiama Allure La Fayette (codice fiscale LFYLLR07D42F340F) e ha le rose rosa (o rosse, non sono ancora sbocciate).
Le ho accarezzato le tenere giovani foglie, l’ho messa in un vaso fico e poi poggiata sul balcone per farle guardare il passeggio, così non si annoia.
Lì resterà dimenticata fino a giugno o luglio, quando mi ricorderò per sbaglio di aver comprato un roseto, una volta, e correrò fuori con il cuore in gola, trovandolo passito e secco.
E vabbè.
Vi lascio con questa quartina di Gabriele Rossetti, che mi pare adeguata.
Cul che di cul non ha se non la scorza,
è una larva di cul: non vale un frullo.
Cul che vita non ha, né moto e forza,
serve sol di ludibrio e di trastullo.
(da La Culeide)