Che secondo Google translator vuol dire “parto” (secondo me, invece, significa “vedo un eremo” ).
Vado a Barcellona (olè), ci si risente dal 4 in poi (dipende dal tempo che impiego a riprendermi).
Ho accumulato diverse mail (non capisco perchè nessuno mi scriva per mesi e mesi, poi d’un tratto mi arrivino dieci mail lo stesso giorno. Vi mette d’accordo, confessate), e mi scuso qui per non aver ancora risposto a nessuno (le ho viste ora).
Cioè, mi scuso anche perchè risponderò quando torno, che adesso devo preparare la valigia, depilarmi, pensare alle cose essenziali che sto dimenticando, stampare le guide alla città trovate su internet e fare tutte quelle cose che rendono una vacanza angosciante.
A presto, miei fidi.
Quando devo ricordare una lunga lista di parole, prendo l’iniziale di ciascuna e le combino in un acronimo.
Questo rende la sequenza facilmente memorizzabile, e ho scoperto che molti psicologi consigliano il procedimento per facilitare l’apprendimento e il ricordo.
Oggi ho dovuto memorizzare questa lista, rispettandone l’ordine:
Morfologia
Sintassi
Fonologia
Lessico
Semantica
Pragmatica
Il risultante acronimo è: MSFLSP.
La corrispondente frase, più chiara, semplice e facile da ricordare, è:
Mi
Sono
Fatto
La
Sega
Prima
Ora l’ho memorizzata alla perfezione, ma spero comunque che il professore non me la chieda (“Signorina, perché quel sorrisino? Cosa ci trova di così divertente?”).
Mi hanno detto che alcuni matti rifiutano il contatto perché pensano di essere fatti di vetro e temono di rompersi. Io non avevo mai pensato una cosa del genere e non credo sia giusto farmela pensare, per quanto buono sia il motivo.
Poi ho visto per strada un guanto in plastica del supermercato portato in giro dal vento e ho pensato che al suo posto ci sarebbe dovuta essere una foglia, possibilmente secca e marrone.
Le cose portate in giro dal vento mi fanno oscillare perché sono un pensiero che non conosce fine, come i numeri.
Quelle che mi affascinano di più sono le spore: mi fanno pensare di camminare nel mezzo di un orgasmo tra fiori, e a tratti mi sento quasi indiscreta.
Quindi ieri sono andata a comprarmi una pianta: si chiama Allure La Fayette (codice fiscale LFYLLR07D42F340F) e ha le rose rosa (o rosse, non sono ancora sbocciate).
Le ho accarezzato le tenere giovani foglie, l’ho messa in un vaso fico e poi poggiata sul balcone per farle guardare il passeggio, così non si annoia.
Lì resterà dimenticata fino a giugno o luglio, quando mi ricorderò per sbaglio di aver comprato un roseto, una volta, e correrò fuori con il cuore in gola, trovandolo passito e secco.
E vabbè.
Vi lascio con questa quartina di Gabriele Rossetti, che mi pare adeguata.
Cul che di cul non ha se non la scorza,
è una larva di cul: non vale un frullo.
Cul che vita non ha, né moto e forza,
serve sol di ludibrio e di trastullo.
(da La Culeide)