marzo 22nd, 2007Bah

SzpurB0110s.jpgIl blog è tornato, rendiamo grazie al blog.
Non so cosa sia successo, perché né se esista un modo per evitare che si ripeta. Ho deciso di accettare il mio destino telematico con distacco e rassegnazione, come un asceta.
Ieri ho rovesciato un bicchiere colmo d’acqua sopra il case.

Ad ogni modo l’altro giorno pascolavo al supermercato con il cestino della spesa rapida appeso al braccio, novella Cappuccetto Rosso che raccoglie funghi avvolti nel cellophane, e ho fissato il cartello delle rape. C’era scritto “Rape” e io ho letto, sbigottita “Stupro: 1,86 euro al Kg, tasto 54”.
Mi è venuta in mente una scena vagamente orwelliana, e comunque il primo pensiero è stato “Beh, è poco”.
Poi mi sono vergognata e guardata intorno temendo che qualcuno sospettasse qualcosa, ma tutti vagavano intontiti nella distesa di verdure in promozione e quindi ho mondato la coscienza comprando otto carciofini e un sacchetto di cipolle.

Poi sono stata colta da dubbio: perché si dice “Stare dietro i fornelli”? Un cuoco non sta dietro i fornelli, ci sta davanti.
Il posto
della
donna è
dietro i fornelli!
Il posto della donna è dietro i fornelli!”, dicono. Per quanto ne so, la maggior parte delle case hanno graziose piastrelle dietro i fornelli, quindi cosa significa la frase? Che la donna va murata viva?

Non ha senso: una donna murata viva non è utile (non prepara la cena), e comunque non si capisce perché murarla proprio in cucina, con tutti i posti più comodi presenti in casa (la si può murare nel garage, per dire, o nel ripostiglio degli attrezzi).
L’espressione potrebbe derivare dalla conformazione delle case nell’antichità: forse un tempo la cuoca stava dietro i fornelli, non davanti.
Ma neanche così regge: ho visto case vecchie e decrepite, con il bagno in giardino, una sola stanza da letto per l’intera famiglia e una minuscola cucina con il fornello per cucinare; e anche lì si stava davanti.
Se i fornelli fossero posizionati a metà della cucina il cuoco potrebbe starci dietro; ma questo richiederebbe una stanza molto ampia, e l’estetica sarebbe scadente. In ogni caso, non ho mai visto alcuna casa con i fornelli in mezzo alla cucina.
Potrebbe anche essere un’espressione figurata: “stare dietro i fornelli” significa, in senso lato, seguire il procedimento di cottura e tenere sotto controllo la preparazione del cibo.
Ammesso che il senso sia questo, la frase continua a non avere senso: dire che “Il posto della donna è dietro i fornelli” implica una collocazione spaziale che esula dall’attività di cottura (si può prestare attenzione al cibo che cuoce anche seduti su una sedia, o girando intorno ai fornelli).

Insomma, non riesco a uscirne.

Però sono contenta che il blog sia tornato.

marzo 15th, 2007Somiglianze

baby1.jpg

Bambino (a destra) e ritratto (a sinistra).

I genitori avrebbero potuto pulire gli sbavazzi anche durante la posa, non solo prima della foto.

marzo 14th, 2007StraightAss: sounds good

Via Moronland scovo tredici pessime traduzioni di slogan pubblicitari.
Le mie preferite:

coors logo.jpgCoors tradusse in spagnolo lo slogan della birra light, “Turn it loose” (Prendine il controllo), che diventò “Soffre di diarrea”.

pep.jpgLo storico slogan della Pepsi, “Risvegliati alla generazione della Pepsi”, è stato tradotto in cinese con “Pepsi fa tornare i tuoi avi dalla tomba”.

Gerber_logo.gifQuando la Gerber iniziò a mandare in Africa scatole di cibo per bambini, mantenne il packaging usato negli States (un’etichetta con il disegno di un bimbo sorridente). La società scoprì, poi, che le altre compagnie usano immagini che rappresentano il contenuto delle scatole, perchè in molti non sanno leggere.

perduepiccolo.jpgLo slogan del pollo di Frank Perdue, “Ci vuole un uomo forte per crescere un pollo tenero” è stato tradotto in spagnolo con “Ci vuole un uomo eccitato per crescere un pollo affettuoso”.

200128084-001.jpgUn produttore americano di t-shirt ha stampato magliette per promuovere la visita del Papa in Spagna. Invece di scrivere “Ho visto il Papa” (el Papa) ha scritto “Ho visto la patata” (la papa).

Altre potete trovarle qui.

73016644.jpgE’ primavera: guido con il freno a mano tirato per non investire i vecchi in bicicletta che zigzagano intorno alla mia auto come falene che hanno visto la luce.

Sono sbocciati i fiori biancorosa di qualche albero di cui non so il nome, ma di cui mi piace l’aspetto, e tento di indovinare la sequenza numerica per rendere il colore con Photoshop. Un blog fioridipesco, o fioridiciliegio, o fioridifruttorosa generico; bello. Fa così tardo romantico, languido, estenuante.

Estenuante come l’esame di sociolinguistica che sto preparando, preciso.
Perché devo dare un esame di sociolinguistica senza aver mai studiato linguistica? Perché le lezioni non erano obbligatorie? Cosa significano quei segni sui libri?
Nella Belfast odierna sono attestati casi di innalzamento dopo /g/ e la regola è variabile dopo /k/. E’ variabile nel senso che i parlanti di sesso maschile appartenenti al ceto operaio possono variare tra [ε] e [a, α] nella realizzazione degli stessi items lessicali. Così Clonard ha [k^jεn]: ‘can’, seguito in rapida successione da tre occorrenze di [k^jαn]: ‘can’ in enunciati successivi”.
Non ho idea di come si pronuncino ε, a ed α: quando il professore mi chiederà dell’Irlanda, blatererò “Chen”, “Can”, “Con?” in ordine casuale, seguendo l’ispirazione del momento. Lui penserà che non capisco un cazzo e si interrogherà seriamente sull’opportunità dell’insegnamento universitario.

Volevo anche dire che, invece d’illuminarmi di meno, quando fa freddo vado in bagno e accendo lo scaldotto elettrico, poi mi ci siedo davanti incrociando le gambe e allungo le mani come fosse un camino.
In alternativa apro il rubinetto dell’acqua calda e aspetto che scorra bollente, poi ci metto le mani sotto.
E’ capitato persino che, colta dal gelo mentre ero in cucina, abbia acceso il forno per scaldarmi.
In casa mia, quindi, è sempre caldissimo: ora che il clima è mite anche fuori sono presa d’assedio dalle zanzare.

Ma non mollo: la faccio completa, e attacco anche il Vape Mat.

marzo 12th, 2007Il resto del mondo

no smoking.jpg

Campagna anti-fumo giapponese.

Aspirato. Bruciato. Gettato via.
Fosse stato qualcosa di diverso da una sigaretta, starebbe sicuramente piangendo.

Noi, intanto, ci teniamo i mortarini sui pacchetti: un cartello del genere verrebbe accusato di istigazione alla promiscuità sessuale, misoginia, misantropia, odio razziale, incitamento al maltrattamento di animali e rischierebbe di far cadere il governo.

(Via Plastic Bamboo, una miniera di robe strane).


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