febbraio 13th, 2007Un impegno nel sociale

inporta.jpgImpedire agli ultras di portare i manganelli sugli spalti è un notevole passo in avanti per eliminare la violenza dagli stadi.

Sull’onda dell’entusiasmo, propongo anche di mettere fuori legge le siringhe per risolvere il problema della dipendenza da eroina, e di abolire le feste comandate in modo da evitare i picchi di suicidi in corrispondenza delle festività.

febbraio 11th, 2007Somiglianze

somiglianze.jpg

Encefalo (a sinistra) e Antartide (a destra).

A occhio, direi che l’Italia potrebbe essere un polpaccio.

febbraio 8th, 2007Il punto

Come ogni anno a Carnevale mi ritrovo trincerata nel settore pasticceria del forno di mia mamma a friggere quintali di dolci.
Quest’anno, oltre le tradizionali sfrappole, zeppole, tagliatelle fritte, palline fritte e tortellini fritti, ci sono anche i passatelli fritti – che qua in Romagna ci piace fare gli splendidi.
Sono dei piccoli squizzi lunghi e dritti con un’estremità leggermente incurvata, indorati nell’olio bollente e spolverati di zucchero a velo.
Che carini questi spermatozoi fritti!” faccio, pizzicandoli con un dito.
Eh, spermatozoi!” rincara la commessa “Se Mauro li avesse avuti così grossi, non ci avrei messo sette anni a rimanere incinta”.
(Risate preregistrate).

E mi è tornato in mente uno spettacolo che ho visto l’anno scorso a teatro, quello in cui Moni Ovadia spiegava le origini ebraiche del termine “Abracadabra”: significa “Con la parola io creo”.
E ho creduto di aver appena creato un essere mitologico, lo Spermatozoo Fritto appunto, capace di distribuire gravidanze serene e soddisfacenti a tutte le donne che ne desiderino una.
Manderebbe in fallimento le cliniche di fecondazione assistita e un esercito di americani cartello-muniti si riverserebbe sulle strade, attonito, senza più alcun nemico da combattere.
Poi lo inviterebbero a qualche talk show e gli farebbero reclamizzare un disinfettante per pavimenti, ed è così che nacque l’espressione “morte della poesia”.

Ieri in treno leggevo un libro di Flaubert dal titolo “Memorie di un pazzo”, tanto per empatia, e non lo trovavo da nessuna parte nella cronologia della vita e delle opere che apre il volume.
Dopo aver spulciato tutte le note (dimensione 6, Times new roman, sans-serif) ho scoperto che è stato scritto dall’autore all’età di diciassette anni e pubblicato postumo, il che spiega diverse cose (tra le quali il costo del manoscritto: mille lire tonde nel 1995).
A parte i deliri di onnipotenza adolescenziali, un po’ monotoni alla lunga, c’è una frase che dice “Io non vivo di fatti: la mia vita è un pensiero”.
L’avevo sottolineata quando avevo letto il libro la prima volta, a quindici anni. Ho sempre sospettato che frasi di questo genere facessero presa su un pubblico giovane e inesperto delle cose della vita; adesso ho ventisei anni e fa presa uguale, il che significa che avevo errato nel giudizio oppure che sono ancora una pivella. In entrambi i casi non c’è molto di che gioire.

Quindi.

Col tiramento di culo che ne è scaturito ho seppellito Flaubert nel fondo della borsa, sotto il cellulare, le sigarette, l’agenda, le chiavi, il portafoglio, sei accendini, le caramelle e un lucidalabbra da bordello al gusto di ciliegia, e ho comprato Il mio nome è Rosso all’edicola della stazione, pagando in pezzi da dieci centesimi.
L’ho scelto giusto perché un’etichetta avvertiva che l’autore, tale Orham Pamuk (mai sentito) è il “Premio nobel per la Letteratura 2006” (dai), e avevo giusto bisogno tirarmi su il morale.

Comincia così: “Adesso io sono un morto, un cadavere in fondo a un pozzo.”

Nel viaggio di ritorno ho giocato a PuzzleBubble sul cellulare.

febbraio 5th, 2007Un blog maledettamente rosa

E insomma, ho riaperto.
Come potete vedere ho radicalmente modificato l’impostazione del blog: ora l’approccio è decisamente più intuitivo e i contenuti sono gestibili in maniera immediata.
Ad esempio non riesco a caricare alcuna immagine accanto al testo dei post e la vicinanza forzata con Wordpress mi ha più volte costretta a rivedere la posizione, critica, verso il seppuku.
Vi posso garantire che CSS e php sono una pugnetta atroce, e vi auguro di cuore di non averci mai niente a che fare.
La cosa buona è che adesso so usarli, finalmente, quindi a livello ipotetico potrei anche chiedere la tesi su questa roba; cosa che eviterò come il chili d’estate.
Ah! Vado a chiedere la tesi! Ho dato gli esami che dovevo, e ora posso tampinare un docente per farmi assegnare un argomento che piace solo a me!

Mi devo calmare.

Allora, ricominciamo dall’inizio: il cane è diventato cieco.
La cagna, anzi. Scheggia.
Per anni l’abbiamo ingozzata di cioccolatini e pasticcini alla crema; alla fine le è venuto il diabete che le ha provocato le cataratte.
Questo mi costringe a farle una puntura di insulina al giorno per poi guardarla scodinzolare davanti al muro per ottenere del cibo.
Una storia pasoliniana, a tratti.
La soluzione sarebbe operarla chirurgicamente, ma l’intervento costa 1.500 euro a occhio, e sti gran cazzi. Da padroni premurosi e amorevoli, però, stiamo valutando la questione e ponderando pro e contro: le alternative più gettone sono rivolgerci alla facoltà di veterinaria, che pare esegua questi interventi, oppure fargliene operare solo uno. Accetto suggerimenti (o donazioni via paypal, se proprio siete ispirati).

Il gatto sta bene, invece, grazie.

E quindi torniamo al blog.
Questa piattaforma fichissima e giovane dentro che è Wordpress mette a disposizioni mirabolanti opportunità ai suoi utenti, e io le condivido tutte con voi (CuloDritto l’Illuminata): da adesso è possibile registrarsi al blog (ignoro il motivo per cui qualcuno dovrebbe volerlo fare), scrivermi una mail direttamente dalla sezione “CuloDritto” e lasciare un messaggio sul guestbook.
Strabiliante, vero?
Si, vi sento carichi.
Un’altra cosa che potete fare è usare lo Spazio Disponibile della colonna di sinistra per farvi pubblicità, reclamizzare un prodotto che vi piace, stroncarne uno che odiate, urlare il vostro amore al vostro amato o lanciare infamate virtuali a qualcuno che vi sta sulle palle. Basta mandarmi un’immagine .jpg di larghezza massima 150 pixel, e la vedrete in homepage per una settimana.
Le immagini recanti la scritta “(pull)CuloDritto fa i soffogotti a gratis(/pull)” o analoghe non verranno pubblicate (a gratis vostra sorella).

Comunque non ci ho messo così tanto a riaprire solo perché sono una schiappa con i fogli di stile; in realtà mi ero stufata di internet. Sono stata scollegata vari mesi, e le volte in cui navigavo mi annoiavo dopo un quarto d’ora.
Poi Lox mi ha segnalato un sito, en passant: colourlovers.com.
E’ stato amore a prima vista: sono diventata frequentatrice assidua e mi è tornata la voglia di web.
Essendo ufficialmente una fine estimatrice di colori, quindi, ho disegnato il blog in quattro tonalità di rosa: i commenti al post precedente mi hanno fatto percepire tutto il vostro entusiasmo.
Quando mi sarà ripresa dal disgusto che provo verso i CSS (cioè in un tempo compreso tra zero e più infinito), scriverò temi di altri colori, così ognuno potrà scegliere da sé le tonalità in cui visualizzare il blog.

Per la realizzazione di questo sito si ringraziano Lox (che mi ospita a sbafo sui suoi server, ha registrato il dominio e mi ha iniziata ai CSS) e la mia dolce metà (che ha detto “Mettere a posto il tuo blog è più difficile che fare la tesi in ingegneria”).

CuloDritto, 10 crediti senza obbligo di frequenza.

febbraio 4th, 2007Cucù

CuloDritto, il ritorno.
Tecnicamente il blog non è ancora finito; ad esempio la barra di sinistra caracolla instabile se si caricano certe pagine e alcune immagini non si vedono con Explorer 6, ma sono troppo gasata all’idea di avere uno spazio totalmente culodrittato da assediare (io sulla rete mi ci installo, a mò cozza sullo scoglio), quindi non resisto e lo apro adesso.
In questo tempo ho disimparato a scrivere periodi brevi, si.
Ho fatto anche altre cose, eh; poi vi racconto.
Per adesso potete aggiornare i bookmarks, se vi va.


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