What the hell am I trying to say?

Sono tornata, di nuovo.
Ero in un agriturismo tra Volterra e San Gimignano a festeggiare con i miei amici la seconda laurea di una di noi.
L’idea era stare via due giorni, ma il rientro a casa è sempre triste e quindi in quattro, irriducibili, abbiamo deciso di fermarci una notte in più. Solo che io avevo finito i soldi, tutti. Dato che i miei amici sono splendidi, quindi, e completamente pazzi, mi sono ritrovata a dormire sul letto a baldacchino di una suite a quattro stelle, tutto spesato (un cadeaux a CD che tra poco compie gli anni). Prosit, miei cari. Che figata galattica.

Passando a cose più serie, pensavo che potrei organizzare un incontro con i miei fans. Ci ritroviamo nella piazza di una qualche grande città italiana (tipo Venezia, che mi piace Cacciari; o anche Roma può andare) e facciamo festa grande. Io mi piazzo sul palco e inizio a dire cose insensate al microfono, proprio come quelle che scrivo sul blog, e voi state sotto a fare i CuloDritto-boys, sventolate bandiere giganti con chiappe burrose stampate in rilievo, urlate i cori con passione da stadio, vi sbucciate le mani a forza di applaudire quando pronuncia una frase con particolare enfasi. Originale, vero?

Infine, sono lieta di annunciare il ritorno della moda anni ’90: dopo i terribili anni ’70 e gli imbarazzanti anni ’80, finalmente per la prossima stagione autunno-inverno sono previste maglie a righe à la Kurt Cobain e vestiti a quadri da tagliaboschi del Nevada. Ho deciso, questo è l’anno che sarò trendissima.

It is now time to make it unclear
To write off lines that don’t make sense