Senza Titolo


Ci sono, eh.
Sto preparando un esame, ma ci sono.
L’esame si chiama “Semiologia del cinema e degli audiovisivi”, e consiste nello studio della semiotica applicata al cinema. Una roba da ridere, sul serio. Ecco qua uno stralcio a caso preso da uno dei testi d’esame:
E’ noto che nella lingua le procedure di attorializzazione si attuano a partire dall’opposizione fondamentale persona/non persona. La relazione io/tu (persona) viene installata attraverso un débrayage enunciazionale mentre la terza persona (non persona) viene installata attraverso un débrayage enunciativo. Si vede bene come tali débrayage sono di natura categoriale (relazione o/o, o persona o non persona), ma tale categorialità è direttamente dipendente dalla natura categorica delle relazioni pronominali (lingua come sistema)”.
Non è divertente? Sembra una delle prese per il culo di Quelli che il Calcio.
Comunque tra pochi giorni sarò in grado si spiegarvi il modo in cui riuscire a guardare “Un mercoledì da Leoni” cogliendone tutte le implicazioni semiotiche; so che fremerete in sollucchero nell’attesa.

 
E ora, l’angolo della cultura: è stato  ucciso un prete in Turchia. A parte le vignette, la libertà di espressione, lo scontro di civiltà e tutte quelle belle cose lì – delle quali non ho la minima intenzione di dissertare – vorrei focalizzare la vostra attenzione sul nome della città nella quale viveva il parroco: Trebisonda.
Qui da me “Perdere la Trebisonda” è un’espressione di uso comune che significa “perdere la ragione, impazzire”.
Ho fatto una ricerca su Google e ho scoperto che Trebisonda è l’antico nome di Trabzon, città turca fondata nel 1204 e conquistata da Maometto II nel 1461. A quel tempo Trebisonda era il maggior porto sul Mar Nero, e per i mercanti perdere la rotta per Trebisonda significava perdere tutti i soldi investiti nel viaggio; da qui derivò l’idea di danno e disgrazia.
E niente, mi premeva dirvelo.
(Più che altro, volevo lagnarmi in forma erudita per le mie giornate di studio: oh, lo sapete che la semiotica fa perdere la Trebisonda? Si, di peso).


Infine, RickRock mi invita a prendere parte all’ennesima catena di Santo Blogger; a questo giro pare che il compito sia pubblicare la playlist che accompagna le mie giornate. Non la scriverò; sono iscritta al sito Last.fm, che tiene traccia di tutte le canzoni che ascolto e permette di leggerne titolo, autore e orario preciso in cui sono state ascoltate. C’è anche la classifica dei miei gruppi preferiti e, volendo, potete ascoltare la stazione di Radio Culodritto, che (teoricamente, ma poi non è proprio del tutto vero) passa solo le canzoni che mi piacciono. Se proprio vi interessa conoscere la mia playlist (cosa di cui dubito fortemente), andate lì.
Colgo anche l’occasione per ringraziarvi della preferenza accordatami nell’attività di sbolognamento di catene virtuali, però, insomma. Facciamo basta. O che la Trebisonda non sia con voi.