“Restiamo amici” vuol dire “Puoi continuare a chiamarmi così mi ricarichi il cellulare”

Sono ipocondriaca, anche se non lo ammetto.
Ad esempio una volta ho letto che, in caso di attentati terroristici effettuati utilizzando l’antrace, si spande nell’aria un forte odore simile a cipolla, e adesso ogni volta che passo davanti a un McDonald’s penso di morire.

Prima mi si sono otturate le orecchie. Così, all’improvviso. E ho pensato che le orecchie si chiudono quando si percorrono tragitti in salita, poi ho constatato di essere davanti al computer su un piano mediamente piano. Quindi ho valutato la possibilità di essere in coma, magari farmacologico, e di venire trasportata da un ospedale ad un altro su un’ambulanza che percorre un tragitto in salita. In questo caso il mio blog sarebbe frutto della mia mente, e anche i commenti ai miei post. Anche i vostri blog sarebbero frutto della mia mente, cioè le cose che scrivete le sto pensando io, e voi siete solo fugaci proiezioni di un cervello assopito. Quindi il web e l’intera conoscenza del mondo sono opera mia, il che si ricollega perfettamente alla teoria che “tutti i poemi del passato, del presente e dell’avvenire sono episodi o frammenti d’un solo poema infinito, composto da tutti i poeti del mondo”, proposta da Shelley nel 1821 e  poi da Concord e da Valéry e da Borges, in ultimo che io sappia.

Cioè io sto qui a comporre Il Poema Unico mentre dei galoppini in giacca fosforescente guidano su un’autostrada in pendenza facendo discorsi idioti, come la Juve in serie in B o la tipa che non gliel’ha data l’altra sera, e la cosa mi pare un tantino irritante.

Poi ho bevuto acqua zucchero e un goccio di limone, e mi si sono sturate le orecchie.