settembre 18th, 2006Grandi Avi…
Grandi Avi
Nel 1789, mentre i parigini danno fuoco alla Bastiglia, gli americani eleggono il loro primo presidente e Lavoisier pubblica un trattato destinato a rivoluzionare la concezione della chimica nell’età moderna, William Blake se ne sta tutto il giorno in casa a fare un cazzo e trascorre la maggior parte del tempo fissando una lastra vuota.
Nella sua mente si affollano astrusi interrogativi, del tipo: “Perché i testi e le immagini non possono essere elementi complementari in un’opera d’arte?” e “Non si potrebbe riuscire a pubblicare parole e grafica utilizzando un solo supporto?”.
Nessuno, oltre lui, pare interessato a trovare una risposta.
William non si cura del resto dell’umanità e inventa la tecnica di “stampa miniata”, con la quale riesce a incidere versi e illustrazioni su una singola lastra. Gasato a manetta, nel 1789 pubblica i “Canti dell’innocenza”, una raccolta di poesie illustrate tra le quali figura “The tyger”, la cui quartina iniziale (“Tyger tyger, burning bright / in the forest of the night / what immortal hand or eye / could fear thy fearful symmetry”) sarà ripetuta con rassegnazione da schiere di stremati studenti nei secoli dei secoli a venire.
Ma William non diventa una writerstar: i contemporanei rispondono con freddezza alle sue opere, gli inserzionisti pubblicitari sono ancora in là a venire e non si vede l’ombra di un soldo.
William scrive gratis, per passione, e non ottiene alcun riconoscimento ufficiale da parte del mondo letterario, che lo guarda con malcelato disprezzo.
Muore di itterizia a sessantanove anni.
settembre 18th, 2006 at 11:11 am
…e io che volevo venire a parlare dei risultati della notte NFL, dopo questa sbadilata di cultura mi inibisco…
settembre 18th, 2006 at 2:44 pm
CuloDritto, fortuna che Blake è morto relativamente giovane: avrebbe potuto inventare le Scene di vita! E con Tyger andò pericolosamente vicino a scoprire i Grandi classici della natura! Poi a me non sarebbe rimasto niente da fare.
Detto questo, vorrei ricordare il suo celebreDio geometra. Tutto sommato ci sapeva fare anche con le immagini e basta.
Filter
settembre 18th, 2006 at 5:42 pm
Che precursore. Cmq io ne ho trovati di più antichi studiando letteratura latina… che malattia!
settembre 19th, 2006 at 8:47 am
Fulvio, dai no, non ti inibire. Però sui risultati della notte NFL io, sinceramente, avrei avuto molto poco da dire (ho dovuto cercare su Google cos’è la NFL, per fare un esempio).
Filter, hai ragione, ti avrebbe oscurato come blogger e probabilmente scosta la sedia al ristorante. E anche a me piace molto come disegna. Si vede che non era destino.
GemellaUnica, fuori i nomi. :-P
settembre 19th, 2006 at 12:59 pm
Scusami, come puoi vedere anche dall’immagine che uso sono appassionato e giocatore di football americano.. ma comunque era una battuta, non avevo veramente intenzione di venire a parlare di NFL sul tuo blog ;-)
Se però insisti posso iniziare :-P
settembre 19th, 2006 at 5:07 pm
“Muore di itterizia a sessantanove anni.”
Grande prospettiva per noi blogger
ciao
bel blog
Noek
settembre 19th, 2006 at 6:28 pm
speriamo di non fare la stessa fine… azz
settembre 20th, 2006 at 12:08 am
…e meno male che non aveva un computer allora! :-)
ogni tanto passo eh… ;-)
settembre 20th, 2006 at 8:47 am
ecco, appunto, io sapevo solo tiger tiger e quasi mi bocciano alla maturità.
settembre 20th, 2006 at 3:49 pm
Fulvio, aehm, se ci tieni puoi provare. Non garantisco di essere un’interlocutrice brillante, e neanche passabile, ma giuro che mi ci metto d’impegno.
Noek, dai: sessantanove anni di blogging riuscirebbero a spingere al suicidio chiunque, credo.
Carnedangelo, ormai non si muore più di itterizia. Nel XXI secolo ci sono malattie molto più esotiche.
Oggi sono qui per farvela prendere bene. CuloDritto, al vostro servizio.
Lauren, come “meno male”! Poveraccio, era un blogger in anticipo sui tempi, deve essere stata una dannazione.
Quando passi fai sempre piacere. ;-)
Orsodingo, anche a te l’hanno chiesta? Deve essere una fissa dei professori di inglese, non c’è altra spiegazione.