Astenersi diabetici

Ieri sono stata al Sigep, il salone internazionale della gelateria,  pasticceria, e panificazione artigianale, che è il corrispettivo pratico (e commerciale) de La fabbrica di Cioccolato (senza il signor Wonka che tiranneggia sugli astanti).

L’esposizione è un tripudio di colori, odori e sapori, e il cioccolato regna sovrano. C’erano sculture in cioccolato, fontane in cui il cioccolato scorreva copioso in vece dell’acqua, una inquietante riproduzione in miniatura della torre del duomo di Torino (penso) che “sanguinava” cioccolato dai muri.

C’era la crema energizzante al guaranà, ginseng ed eleuterococco, dal color verde shocking e servita in tazze nere, c’erano le torte di Hello Kitty e delle Bratz e una serie di coreografici macchinari con mille bocche e mille tubicini colorati che sfornavano pasticcini e spruzzavano fili di cioccolata.

E poi c’era la possibilità di assaggiare in anteprima i nuovi gusti di gelato che verranno immessi sul mercato la prossima estate; il mio preferito è stato quello allo zafferano (amo i prodotti di nicchia, che ci devo fare).
C’era anche uno stand sul gusto pistacchio: 100 nuovi modi di assaporarlo. Peccato che le vaschette preparate ed esposte, che racchiudevano tutte le sfumature del verde, non erano in assaggio. Maledetti.

Infine ho assistito alla preparazione delle basi per il III World Gelato Cup (giuro che si chiama così davvero), una gara internazionale che vede schierate squadre di gelatai provenienti da ogni parte del mondo (e con cappelli da Oompa Loopma in testa) sfidarsi a colpi di latte e palettate di zucchero.

La cosa strana è che non mi hanno mica dato la fiera in eredità, alla fine.