“Cosa fai se vinci 86 milioni di euro al SuperEnalotto?”
“Compro casa tua e le do fuoco”

Mi capita di guardare un programma televisivo circa tre volte l’anno.
L’estraneità verso l’etere viene pagata a caro prezzo se ci si iscrive a una facoltà che si chiama Scienze della Comunicazione; una volta ho preso 26 perché non sono stata in grado di dire i titoli di serie televisive di genere, rispettivamente, western (La casa nella prateria!) e fantastico (Mork e Mindy!).
Ma sti gran cazzi.

Comunque quasi ogni anno mi ritrovo a guardare una puntata di Miss Italia; evidentemente ho un bioritmo televisivo degno di un ingranaggio svizzero. Oppure da grande volevo fare la modella e sono ancora in crisi adolescenziale.
In ogni caso, seguire una trasmissione televisiva fa capire molte cose. Tipo la ragione che spinge tutti a parlare di tv (è molto facile) e la messa in commercio di apparecchi ad alta risoluzione (si possono finalmente vedere i brufoli sul culo delle vallette).

Nei libri che ho studiato c’è scritto che la gente guarda la televisione per un sacco di motivi diversi: identificazione, fuga dalla realtà, passatempo, compagnia di sottofondo, curiosità, senso di controllo, sostituzione del telespettatore a dio, eccetera.
Secondo me la gente guarda la televisione più che altro per sadomasochismo.
Il sadismo verso i loro simili umiliati e imbarazzanti da osservare su uno schermo.
Il masochismo verso sé stessi, che dedicano un pensiero a prendere il posto dei loro simili imbarazzanti e umiliati dentro lo schermo.

Questo ci porta a concludere che la televisione è una pratica BDSM, quindi se siete patiti di un qualche reality show potete anche comprare una muta da sub e usarla per farci sesso in salotto, che tanto è uguale.

Da ora in avanti, però, non dovrete più abbruttirvi davanti al teleschermo: CuloDritto vi regala tante fantastiche ricette con cui movimentare le vostre serate!

 

Insalata di gallina (per Lei)

 

Comprate dieci nastri di Domopak e fatevi legare dal vostro compagno a un palo del giardino (vanno bene anche un albero, un muretto o un cancello) prima che vada al lavoro.
Trascorrete l’intera giornata sotto il sole cocente e gli scherni dei vicini, e pensate intensamente alla pratica di stillicidio che vorrete applicare ai suoi genitali quando tornerà a casa la sera. A tempo perso, immaginate lui al vostro posto.
Il divertimento è assicurato!


Involtini ripieni di salame da sugo (per Lui)

 

Comprate due confezioni di carta igienica formato famiglia e fatevi rivestire come una mummia dalla vostra compagna. Nessun lembo di pelle dovrà restare scoperto (tranne, ovviamente, quella del pene). Scopo del gioco è riuscire a copulare con il vostro partner mentre siete immobilizzati e bendati, e lui/lei corre in giro per casa cantando “Non ho l’età” (versione remix).

 

Cuori di carciofo alla bolognese (per Lei)

 

Vestite il vostro partner con un pannolone da incontinente e fategli ripulire la casa da cima a fondo, ridendo della sua inettitudine e pungolandogli il culo con una forchetta quando non riesce a eliminare le incrostazioni più profonde. Volendo, potete intonare jingle pubblicitari per tenergli compagnia.

 

Tortino di cioccolato con crema alla menta (per Lui)

 

Vestitevi da boia e andate nei giardini dei vicini a rubare la biancheria stesa ad asciugare. Se incontrate un marito particolarmente irritato, o una donna in preda all’isteria, stringete il nodo della cravatta e inscenate un suicidio sul posto.

 

Mousse al cacao con ripieno di ciliegie (per Loro)

 

Comprate una doppia muta da sub e un paio di maschere antigas, indossatele con il vostro partner e andate nella più vicina stazione della metropolitana alle otto di un venerdì mattina. Una volta sul posto, gridate “Vogliamo cinquanta milioni di Chupa Chups alla fragola e panna oppure facciamo saltare in aria tutto!” e vedete cosa succede.
Se gli agenti che vi arresteranno non vi ammazzano di botte, inviate la vostra testimonianza all’indirizzo della redazione (super.topa@gmail.com) e vedrete il vostro racconto pubblicato su queste pagine!

 

settembre 18th, 2006Grandi Avi…

Grandi Avi

Il precursore dei blogger è stato William Blake.

Nel 1789, mentre i parigini danno fuoco alla Bastiglia, gli americani eleggono il loro primo presidente e Lavoisier pubblica un trattato destinato a rivoluzionare la concezione della chimica nell’età moderna, William Blake se ne sta tutto il giorno in casa a fare un cazzo e trascorre la maggior parte del tempo fissando una lastra vuota.

Nella sua mente si affollano astrusi interrogativi, del tipo: “Perché i testi e le immagini non possono essere elementi complementari in un’opera d’arte?” e “Non si potrebbe riuscire a pubblicare parole e grafica utilizzando un solo supporto?”.
Nessuno, oltre lui, pare interessato a trovare una risposta.  

William non si cura del resto dell’umanità e inventa la tecnica di “stampa miniata”, con la quale riesce a incidere versi e illustrazioni su una singola lastra. Gasato a manetta, nel 1789 pubblica i “Canti dell’innocenza”, una raccolta di poesie illustrate tra le quali figura “The tyger”, la cui quartina iniziale (“Tyger tyger, burning bright / in the forest of the night / what immortal hand or eye / could fear thy fearful symmetry”) sarà ripetuta con rassegnazione da schiere di stremati studenti nei secoli dei secoli a venire.

Ma William non diventa una writerstar: i contemporanei rispondono con freddezza alle sue opere, gli inserzionisti pubblicitari sono ancora in là a venire e non si vede l’ombra di un soldo.
William scrive gratis, per passione, e non ottiene alcun riconoscimento ufficiale da parte del mondo letterario, che lo guarda con malcelato disprezzo.

Muore di itterizia a sessantanove anni.

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Io sono cresciuta dentro a un pub, tipo. Ci andavo a quindici anni di nascosto dai genitori, a venti per farmi rimorchiare, adesso per apatia. In questo pub c’è un bancone in legno, lunghissimo, che si snoda lungo tutto il locale disegnando una specie di ellisse.

Osservando con sguardo onnisciente la mia posizione sul bancone nel corso del tempo si potrebbero vedere tante CuloDritto in posture, abiti, pettinature, atteggiamenti e interlocutori diversi, fino a coprirne per intero la superficie. Un bancone pieno di CuloDritto sedute una accanto all’altra, simili eppure diverse tra loro.
Lo stesso si potrebbe fare disponendo di semplici videoregistrazioni, con l’aiuto di un montatore.

Questo è un esempio del motivo per cui, all’interno della cosmogonia culodrittiana (corso propedeutico per principianti), le tecnologie possono essere un mezzo per avvicinarsi a Dio.

Spazio pubblicità

Mi scuso per lo spot qui sopra, ma sono stata nominata agli Awards di Macchianera e mi è arrivata una mail minatoria con scritto che devo reclamizzare almeno tre prodotti al mese sul blog (o inserire foto di fighe nude) altrimenti verrò bannata dai server di BlogNation, mi cancelleranno l’account su Splinder e sarò citata in giudizio dagli attivisti del WWF.

Comunque ho letto che, in qualità di nominata, adesso faccio parte di una cupola di soliti noti, dediti all’autoreferenzialità e affetti da logorrea, presumibilmente sessuomani, in grado di oscurare l’intera blogosfera con la loro semplice presenza. Non ho capito in quale ordine, però; quindi non so se devo prima linkare la Lipperini, raccontare in dettaglio la mia giornata o sgrillettarmi fino a svenire.

Se qualche esperto mi potesse ragguagliare sui dettagli gliene sarei sinceramente grata.

 

“Restiamo amici” vuol dire “Puoi continuare a chiamarmi così mi ricarichi il cellulare”

Sono ipocondriaca, anche se non lo ammetto.
Ad esempio una volta ho letto che, in caso di attentati terroristici effettuati utilizzando l’antrace, si spande nell’aria un forte odore simile a cipolla, e adesso ogni volta che passo davanti a un McDonald’s penso di morire.

Prima mi si sono otturate le orecchie. Così, all’improvviso. E ho pensato che le orecchie si chiudono quando si percorrono tragitti in salita, poi ho constatato di essere davanti al computer su un piano mediamente piano. Quindi ho valutato la possibilità di essere in coma, magari farmacologico, e di venire trasportata da un ospedale ad un altro su un’ambulanza che percorre un tragitto in salita. In questo caso il mio blog sarebbe frutto della mia mente, e anche i commenti ai miei post. Anche i vostri blog sarebbero frutto della mia mente, cioè le cose che scrivete le sto pensando io, e voi siete solo fugaci proiezioni di un cervello assopito. Quindi il web e l’intera conoscenza del mondo sono opera mia, il che si ricollega perfettamente alla teoria che “tutti i poemi del passato, del presente e dell’avvenire sono episodi o frammenti d’un solo poema infinito, composto da tutti i poeti del mondo”, proposta da Shelley nel 1821 e  poi da Concord e da Valéry e da Borges, in ultimo che io sappia.

Cioè io sto qui a comporre Il Poema Unico mentre dei galoppini in giacca fosforescente guidano su un’autostrada in pendenza facendo discorsi idioti, come la Juve in serie in B o la tipa che non gliel’ha data l’altra sera, e la cosa mi pare un tantino irritante.

Poi ho bevuto acqua zucchero e un goccio di limone, e mi si sono sturate le orecchie.

settembre 2nd, 2006Ringraziamenti…

Ringraziamenti

Questo blog è stato votato per gli Awards con la maiuscola di Macchianera, il che ha triplicato gli accessi dei giorni scorsi e li ha fatti schizzare ai picchi normalmente raggiunti dagli altri.

La tenutaria, blandita a tradimento, ringrazia di cuore – perché vanno bene lo strapon e le cerette ai gatti, ma sapere di piacere è innegabilmente inebriante, e a tratti apertamente voluttuoso.

Se il mio blog vi piace e avete un paio di minuti da spendere, quindi, vi prego di segnalarlo su questo sito, in modo che CuloDritto possa finalmente occupare il posto che merita tra le pieghe della storia virtuale.


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