Ma quand’è che te ne vai?

Domani. Non che abbia qualcosa di intelligente da dire (sia mai), però mi dispiaceva lasciare il blog con quella foto lì sotto a campeggiare in bella vista, severo monito culodrittesco alle derive contemporanee dell’insegnamento universitario.
Non vorrei che i visitatori si sentissero a disagio dinanzi a siffatta, statuaria austerità.

Parto, quindi.
Se in questo periodo di tempo vi vengono in mente suggerimenti per un blog migliore (“Parlaci di gossip”, “Posta le foto delle tue  mutande”, “Datti all’ippica, forse ti va meglio”, ecc) sarò lieta di accettare ogni indicazione in merito, dato che il lettore ha sempre ragione – e il blogger, si sa, è un essere che vive di espedienti e compromessi.

Buone vacanze anche a voi.
Un bacio con la lingua.

luglio 19th, 2006Breaking news

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Roma, Italia. Stanziati venti milioni di euro per la revisione dell’ordinamento universitario. Dal 1 agosto 2006 le uniche riposte ammesse dalla Costituzione alla domanda “Cosa pensi di fare dopo esserti laureata in scienze della comunicazione?” sono “Dei rozzi, ma solo a quelli che mi fanno domande alle quali non riesco a rispondere” nel caso di interlocutore di sesso maschile, oppure “Dei rozzi. Se ha dei consiglia da darmi, porto rispetto alle autorità in materia” nel caso di interlocutore di sesso femminile.
Due milioni di ausiliari para-universitari sono stati preposti al rispetto delle normative.

Le dieci cose da non dire a una donna

Paura, eh?

Parliamo di cose serie. Sono stata dal dentista (io odio i dentisti).

“Apri la bocca”, fa. Eseguo.
Mi infila un ferro in mezzo ai denti e mi tasta il collo, poi dice: “Tu dormi voltata su un fianco tenendo il gomito sotto il cuscino e rannicchiando le gambe vicino alla pancia”.
Gli lancio un’occhiataccia tra il perplesso e lo scettico.
Scusi, e lei come fa a saperlo?” domando, un poco piccata.
Mah, guarda. Si vede chiaramente dalla tua muscolatura”.
Ah.

Apri la bocca”, dice. Apro.
Mmmmm”, mugola, “Tu in genere stai in posizioni strane durante il giorno, vero?”
E’ una candid camera, questa?” domando, un poco stizzita.
No, ma è chiaro.”, spiega. “Si vede dai muscoli. La tua dentatura non è in equilibrio, quindi tu assumi posture particolari, che gli altri in genere non assumono, perché sei alla ricerca di un equilibrio che non riesci a trovare”.
Un analista sarebbe stato meno spietato.

"Apri la bocca”, intima. Eh.
Tu deglutisci in modo sbagliato”.
Uuuh?” gemo, un poco sorpresa.
Usi i muscoli delle labbra per mandare giù la saliva, e non quelli del palato”.
E quindi?
Se io ti prendo le labbra tra le dita e le tengo ferme, tu non riesci a deglutire. Guarda!”  cinguetta, garrulo.
Mi afferra le labbra tra l’indice e il medio e inizia a tirarle in avanti, poi dice: “Prova a mandare giù la saliva adesso, se ci riesci”.
Stesa sul lettino, le labbra strizzate nell’imitazione di un coniglio, il dentista e due assistenti mi fissano ridendo: sfido chiunque a non sentirsi totalmente deficiente, messo così.
E non riesco neanche a deglutire.

Finalmente molla la presa.

Ma perché, scusi: gli altri ce la fanno?”
Beh, certo. Tutti ce la fanno”.
Solo io non riesco, è così la storia”.
Già”.
Beh”.
E’ così”.

“…”
“…”
Me li dà i numeri del Lotto?”
Ti attacchi”.

 

La strada dell’eccesso fa venire il cagotto; Prudenza aveva solo lo stomaco delicato

Ho finalmente finito gli esami della sessione (alè).

Adesso non so più cosa fare, guardo la scrivania e mi sento perplessa, mi addormento ogni volta che siedo da qualche parte, fisso una bottiglia di vodka e sento che c’è qualcosa che dovrei fare, ma non ricordo cosa; praticamente sono diventata una nerd catalettica.
Tra un po’ inizierò anche a pubblicare post intitolati “Le dieci cose da non dire a una donna” o “Scarpe col tacco: perché no?”, così potrete definitivamente abbattermi senza rimpianto.

luglio 12th, 2006:-)…

:-)

Finito!
Mi bacerei il CuloDritto da sola, ad arrivarci.

(Tra breve, qualcosa di meno idiota).


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