Riviera romagnola, la capitale dello Sballo


CuloDritto
“Io e la Kati pensavamo di andare a fare un giro da qualche parte, domani, ma non sappiamo dove. Hai qualche idea?”

Ipocondria “Andiamo a Verucchio.”

CuloDritto “Dove?”

Ipocondria “A Verucchio.”

CuloDritto “E cosa c’è, a Verucchio?”

Ipocondria “Un cazzo. Ruderi medioevali, sentieri e alberi.” 

CuloDritto “Ottimo. Andiamo lì”.

 
Siamo andate lì. C’erano ruderi, sentieri e alberi, appunto.
In realtà Verucchio è un borgo medioevale piccolo e arroccato, incantevole, fatto di case basse con i mattoni a vista che  punteggiano, ordinate, una distesa colorata e multiforme di fiori, foglie ed erba verdissima.
Ci siamo arrampicate per ore lungo i sentieri scoscesi costruiti in palladiana, fotografato farfalle, arbusti e teneri germogli, avventurate all’interno di mura buie e solide a sbirciare ciò che resta di quanti ci hanno precedute.
Per pranzo siamo finite in un ristorante mozzafiato, che si insinua sottoterra tra grotte e stanze dalle volte arcuate. Si chiama “Al Mastin Vecchio”, in omaggio a Malatesta il vecchio, signore di Rimini dal 1295 e fondatore della signoria malatestiana.
Il suddetto è stato ricordato da Dante in una terzina dell’inferno:

E’l mastin vecchio, e ‘l nuovo da Verucchio,
che fecer di Montagna il mal governo,
là, dove soglion far, d’i denti succhio

(canto XXVII, v. 46-48)

 
Il Sommo Poeta parlò di Malatesta il Vecchio in qualità di tiranno efferato e accanito, oltre che di padre del Gianciotto.
Il Gianciotto è uno dei più famosi cornuti al mondo: uccise Paolo e Francesca (si, quelli del libro: “Galeotto fu il libro”), dopo che li sorprese insieme a leggere romanzi d’amore.
Tutto questo avvenne qui, a Verucchio, tra i soliti ruderi, sentieri e alberi ombrosi.
Sopraffatte dal fascino della storia e del panorama, infine, siamo crollate su un prato di margherite a confrontare le bucoliche sensazioni impresse nei nostri delicati animi da donne angelicate.


Ipocondria
“Questo paesaggio è meraviglioso, starei qua delle ore, stesa sul prato a godere del sole e del silenzio.”

Katia “E’ vero, qui regnano la pace e l’armonia. Siamo in perfetto equilibrio con la natura.”

CuloDritto “Si, il frastuono e le luci della città sono lontani, possiamo rilassare la mente e il corpo sentendoci tutt’uno con ciò che ci circonda.”

Ipocondria “…..….”

Kati “…..….”

CuloDritto “…..…”

Kati “Andiamo a Rimini a fare l’aperitivo?”

CuloDritto “Di peso.”

L’amicizia è una cosa bellissima (cit.)

Leo: <<Oh, quel culo peloso ha rotto il cazzo. Lo devi levare!>>

Lox: <<E’ vero, fa schifo. Se non lo togli entro due giorni, ti exploito il blog>>. (“Eh?”)

E così sono stata minacciata. Lox ha detto che mi cancella il sito, se non lo aggiorno. Lo ha fatto rivolgendomi uno sguardo accigliato e risoluto, come di qualcuno che assume, suo malgrado, l’onere di un incarico doloroso ma necessario per il benessere della collettività.

Da parte mia, ho colto l’occasione per farmi testimone di tutte le istanze proprie della modernità, e ho calato le braghe seduta stante.

Pubblico quindi un post che avevo già scritto, dal titolo Culodritto pontifica a vanvera, il cui sottotitolo è Il declino della narrativa.
Avevo pensato di non postarlo: mi sono stufata io a scriverlo, figuratevi voi a leggerlo.
Ma vi sta bene: ecco cosa si ottiene con le intimidazioni.
La prossima volta che ne riceverò, pubblicherò un pezzo di 100.000 battute sulle responsabilità americane del non-intervento in Rwanda nel 1994.
State attenti, vi garantisco che ce l’ho già pronto.


Ora, il post.

Io dico che è finito il tempo di romanzi, racconti e narrativa, in generale.

Perché?

I grandi classici del kitsch  trash (2)

Tanga a pois.

(Il primo è qui)

Non esco mai di casa senza i miei 10 livelli di Photoshop addosso

Ho la gastrite. Non posso ingerire: latticini freschi, pomodoro, brodo, cibi fritti, frutta secca, cioccolato, alcolici.
Ho anche la candida. Non posso ingerire: zucchero raffinato, pane, pasta, succhi di frutta, bevande gassate, frutta in genere (tranne mele, pere e ciliegie), aceto, salsa di soia, funghi, patate, mais, cereali, miele.
Nel foglietto illustrativo che mi ha dato la farmacista c’è scritto: “Consigli di carattere generale per la prevenzione della candida vaginale: pensare positivo”.
Io penso che, per alimentarmi, dovrò puntare esclusivamente sulla carne e il pesce, il che mi condannerà, nell’ordine, a: gotta, influenza aviaria, un numero random positivo appartenente a R di intossicazioni alimentari diverse dovute all’inquinamento dei mari.
Ma penso positivo:
1)    Fossi vegetariana, questa sarebbe una condanna a morte.
2)    Posso sfruttare l’occasione per indire uno sciopero della fame e appoggiare qualche causa di rilevanza mondiale, così da sacrificare il mio corpo in nome di un Ideale. Accetto suggerimenti (niente animali in via di estinzione, però: ora come ora, per me si dovrebbe essere liberi di mangiarli tutti).
3)    Posso querelare i dottori per istigazione all’anoressia.
Questo dimostra che, nella lotta per la sopravvivenza della specie, sono svantaggiati: i vegan, gli idealisti e i laureati.
Considerato ciò, si può immaginare che in futuro la popolazione mondiale sarà costituita principalmente da onnivori cinici e ignoranti.
Simili teorie erano già state proposte, con qualche variante, da tutti i pensatori non positivisti che hanno dato il loro contributo allo sviluppo del pensiero occidentale.
La conclusione necessaria di questo ragionamento è: Nietzsche aveva la candida.

L’opera d’arte nell’epoca della riproducibilità tecnica

Un mio amico dice che Ronald McDonald’s, il pupazzo per bambini inventato dalla famosa catena di fast food, è ai primi posti nella classifica delle cose più fotografate al mondo.
La gente si diverte a farsi immortalare accanto alla statua del pagliaccio giallorosso, e quasi in ogni punto del globo terrestre è possibile mangiare un Big Mac: questo fa di Ronald la spalla più gettonata del continente.
La cosa che colpisce, in tutto ciò, è che il pupazzo resta sempre immobile e uguale a sé stesso, mentre le persone che si fotografano con lui sono ogni volta diverse, e assumono posizioni dinamiche.


L’altra sera ero ad una festa di laurea; ad un certo punto un nostro amico si è steso sul divano, stremato, e ha iniziato a dormire. Abbiamo cercato di svegliarlo, ma lui non ha reagito. Il suo sonno era profondo, imperturbabile e gradatamente alcolico. In preda all’euforia collettiva, abbiamo deciso di usalo a mò di Ronald McDonald’s, così da sentirci parte integrante di questa nuova tradizionale mondiale sponsorizzata da una multinazionale statunitense.


Questo è il soggetto in questione, assopito.

 

 

A sua discolpa va detto che lavora molto, e la spossatezza delle sue membra era in parte dovuta a questo.
Come tutti potete vedere, è evidente che il lavoro non nobilita.
Essendo inerme, ne abbiamo approfittato per fotografarci a turno accanto a lui, senza che neanche se ne accorgesse.
Quando si è svegliato, nessuno gli ha detto del set fotografico del quale si è reso involontario protagonista.
Visto che io e i miei amici siamo simpatici e divertenti, ma proprio tanto, ci siamo detti: “Perché svelargli tutto subito? Meglio fargli una sorpresa! Mettiamo le foto su internet, e poi gli mandiamogli l’indirizzo!”.

L’indirizzo è questo.

Tadààà!!!
Sorpresa!

(Ciao, Enea) :-)


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