aprile 24th, 2006Riviera romagnola, la capitale dello Sballo…
Riviera romagnola, la capitale dello Sballo
CuloDritto “Io e
CuloDritto “Dove?”
Ipocondria “A Verucchio.”
CuloDritto “E cosa c’è, a Verucchio?”
Ipocondria “Un cazzo. Ruderi medioevali, sentieri e alberi.”
CuloDritto “Ottimo. Andiamo lì”.
Siamo andate lì. C’erano ruderi, sentieri e alberi, appunto.
In realtà Verucchio è un borgo medioevale piccolo e arroccato, incantevole, fatto di case basse con i mattoni a vista che punteggiano, ordinate, una distesa colorata e multiforme di fiori, foglie ed erba verdissima.
Ci siamo arrampicate per ore lungo i sentieri scoscesi costruiti in palladiana, fotografato farfalle, arbusti e teneri germogli, avventurate all’interno di mura buie e solide a sbirciare ciò che resta di quanti ci hanno precedute.
Per pranzo siamo finite in un ristorante mozzafiato, che si insinua sottoterra tra grotte e stanze dalle volte arcuate. Si chiama “Al Mastin Vecchio”, in omaggio a Malatesta il vecchio, signore di Rimini dal 1295 e fondatore della signoria malatestiana.
Il suddetto è stato ricordato da Dante in una terzina dell’inferno:
E’l mastin vecchio, e ‘l nuovo da Verucchio,
che fecer di Montagna il mal governo,
là, dove soglion far, d’i denti succhio”
Il Sommo Poeta parlò di Malatesta il Vecchio in qualità di tiranno efferato e accanito, oltre che di padre del Gianciotto.
Il Gianciotto è uno dei più famosi cornuti al mondo: uccise Paolo e Francesca (si, quelli del libro: “Galeotto fu il libro”), dopo che li sorprese insieme a leggere romanzi d’amore.
Tutto questo avvenne qui, a Verucchio, tra i soliti ruderi, sentieri e alberi ombrosi.
Sopraffatte dal fascino della storia e del panorama, infine, siamo crollate su un prato di margherite a confrontare le bucoliche sensazioni impresse nei nostri delicati animi da donne angelicate.
Ipocondria “Questo paesaggio è meraviglioso, starei qua delle ore, stesa sul prato a godere del sole e del silenzio.”
L’amicizia è una cosa bellissima 

