gennaio 19th, 2006Mundo Civilizado…
Mundo Civilizado
La cosa più sorprendente di questa pellicola è che sia stata prodotta davvero.
Mundo Civilizado
La cosa più sorprendente di questa pellicola è che sia stata prodotta davvero.
La Bustina
La bustina di Minerva pubblicata da L’Espresso di questa settimana si intitola “Come copiare da internet”, e al suo interno Umberto Eco tratta del problema dell’attendibilità delle fonti sul web.
Inizia escludendo Wikipedia, l’enciclopedia libera, come fonte attendibile (“(…) Wikipedia ha anche un’altra proprietà: chiunque può correggere una voce che ritiene sbagliata. Ho fatto la prova con la voce che mi riguarda: conteneva un dato biografico impreciso, l’ho corretto e da allora la voce non contiene più quell’errore. (…) La cosa non mi tranquillizza per nulla. Chiunque potrebbe domani intervenire ancora su questa voce e attribuirmi (per gusto della beffa, per cattiveria, per stupidità) il contrario di quello che ho detto o fatto. Inoltre (…) potrei essere così malizioso da andare a inquinare le voci riguardanti autori che mi sono antipatici, attribuendo loro falsi scritti, trascorsi pedofili, o legami coi Figli di Satana.”).
Continua analizzando i problemi che sorgono dalla pratica, ormai ampiamente diffusa tra gli studenti, di copia-incollare testi presi dal web e di proporli ai professori come elaborati personali (in forma di tesine universitarie o ricerche a casa). Questi problemi sono di duplice natura: da una parte riguardano i professori (“Quando (gli studenti, n.d.CD) copiano da un sito inattendibile si dovrebbe presumere che l’insegnante si renda conto del fatto che dicono delle panzane, ma è ovvio che su certi argomenti molto specialistici è difficile stabilire subito se lo studente dice qualcosa di falso”), dall’altra riguarda gli studenti (“non tutti gli utenti del Web sono capaci di stabilire se a un sito bisogna dare fiducia o meno. La cosa ha un risvolto educativo drammatico”).
Conclude proponendo “un modo molto efficace di sfruttare pedagogicamente i difetti di internet. Si dia come esercizio in classe, ricerca a casa o tesina universitaria, il seguente tema: “Trovare sull’argomento X una serie di trattazioni inattendibili a disposizioni su internet, e spiegare perché sono inattendibili”.
A primo impatto quest’idea brillante sembra poter funzionare: dovrebbe costringere lo studente svogliato a impegnarsi a fondo nella lettura, nella comparazione e nella discriminazione delle notizie che trova su internet.
Uno studente che non abbia voglia di impegnarsi in una ricerca bibliografica all’interno di una biblioteca, e che è abituato ad usare il web per sottrarsi a uno strazio di questo tipo, ha però molti stratagemmi a sua disposizione, e dubito che si faccia fregare così facilmente dal proprio insegnante.
Io studio Scienze della Comunicazione; verosimilmente, un compito del genere mi potrebbe venire assegnato in prima persona.
Se io decidessi di aderire al punto di vista del docente, e accettassi le sue condizioni (questa ricerca ti costerà tempo e fatica, ma la devi svolgere in ogni caso perché ti sarà utile in futuro e ti aiuterà a capire meglio l’attendibilità delle notizie che trovi sul web) allora l’esercizio diventerà “un modo molto efficace di sfruttare i difetti di internet”.
Potrei anche non accettare le condizioni del professore, però, e non aderire al suo punto di vista per vari motivi (ad esempio: non ho tempo, non mi interessa, penso di essere già in grado di discernere tra notizie vere e notizie false), e in questo caso mi industrierei per trovare delle soluzioni alternative ed economiche.
Una di queste potrebbe essere pubblicare un post sul mio blog in cui scrivo (consapevolmente) un sacco di panzane sull’argomento X assegnatomi, e poi citare quello stesso post come fonte inattendibile di notizie trovate su internet.
Un’altra potrebbe essere andare a modificare la voce presente su Wikipedia relativa all’argomento X, salvare la cache della pagina modificata e presentarla come esempio di notizia inattendibile presente sul web.
Ancora: potrei iniziare una discussione su un forum indicizzato da Google, e scrivere notizie false sull’argomento X. Potrei anche usare identità diverse cambiando nickname e rispondendo da sola alla discussione che ho iniziato, stando bene attenta a fare scrivere falsità a tutte le mie identità multiple e, infine, citando quella discussione come esempio di scambio di informazioni inattendibili su internet.
Anche in questo caso l’esercizio si rivelerebbe “un modo efficace di sfruttare i difetti di internet”; stavolta, dal punto di vista dello studente.
Primo concorso nazionale per aspiranti Culettine e Culettini
Chi, nel proprio intimo, non ha mai pensato alla soddisfazione che proverebbe nel venir riconosciuto per strada, acclamato da una folla urlante e gioiosa?
Chi, soffocato tra le mura domestiche, non ha mai sognato di conquistare grandi spazi, prestigiose onorificenze, stima incondizionata da tutto il resto del mondo?
Regolamento
Gli/Le aspiranti Culettini/e dovranno registrarsi su Frapp e iscriversi al gruppo Culettini, dopodiché dovranno inviare all’amministratore del gruppo (cioè a me) un’immagine (in .jpeg o .gif) che ritragga il loro fondoschiena. La foto può essere stata ritoccata al computer in precedenza. L’iscrizione è gratuita.
Un giuria composta dalla sottoscritta, dal gatto depilato e dalla medusa immaginaria sceglierà, tra tutte le foto pervenute, le tre che meglio rispecchiano gli ideali e le aspirazioni del gruppo Culettini.
Le fotografie dei fondoschiena dei vincitori verranno inserite all’interno dell’AssRoll, e a ciascuna di esse sarà dedicato un intero fotogramma della durata di 5 secondi.

Cosa aspetti? Il prossimo culo potrebbe essere il tuo!
Il punto della situazione
Ho sponghinato un po’ con il codice html e penso che, adesso, il blog si riesca a visualizzare correttamente anche con Explorer. Nel caso ciò non sia vero e abbiate ancora dei problemi, facciamo così: installate tutti Firefox e navigate sempre e solo con quello. Non trovate anche voi che sia un’idea brillante?
Già. Vabbé, a parte questo volevo segnalarvi un libro. E’ uscito da poco ed è (cito) “il primo "reality book" che accende i riflettori su una "Meglio Gioventù" troppo spesso trascurata, banalizzata e sottovalutata.”
Il libro si chiama Generazione 1.000 euro e parla di quei giovani (noi) che dopo aver studiato un mucchio si ritrovano catapultati nel mondo del lavoro, dove sprecano i migliori anni della loro vita impiegati come stagisti o lavorarori co.co.pro.
La cosa particolare di questo libro è che è gratis, ed è scaricabile in formato .pdf dal sito ufficiale.
Personalmente ho sempre trovato gli e-book una minchiata paurosa; questo, però, è scritto davvero bene, è divertente, scorrevole, non-pretenzioso, riesce a fare immedesimare il lettore, a tenerlo incollato al monitor e a farsi leggere tutto d’un fiato.
E’ già molto più di quanto riescano a fare la maggior parte dei libri pubblicati oggi in cartaceo, quindi c’è poco da storcere il naso pensando “
Io ve lo consiglio.
Infine, Sojué mi passa il testimone della nuova catena digitale per blogger, che consiste nell’elenco nudo e crudo di cinque cose strane che si fanno abitualmente.
A me pare una cosa strana chiedere a qualcuno di elencare le sue abitudini strane: se sono abitudini significa che sono quotidiane, e quindi scontate, ovvie, banali. Normali.
Detto questo, è anche vero che le persone che mi conoscono mi dicono spesso che faccio cose strane, per cui qui di seguito scriverò 5 di queste. Ecco qua:
Anniversario
Oggi io e il mio blog festeggiano il nostro primo anno trascorso insieme. Per l’occorrenza lui si è fatto disegnare un nuovo template su misura e l’ha appena indossato per portarmi a cena in un ristorante elegante e carissimo; io mi sono depilata le ascelle. Mi pare uno scambio di regali equo.
Pucci pucci, blogghino mio.