novembre 29th, 2005What goes throught your head? …
What goes throught your head?
Trascuro il blog perché mi dedico ad attività più nobili e noiose, come dare esami e lavorare.
“Lavorare”, in effetti, è un parola grossa; diciamo che vado a dare una mano a mia mamma. In concreto mi alzo alle sette, orario in cui mediamente vado a dormire nel weekend, e passo le mattinate a preparare pasticcini, torte al mascarpone e altre prelibatezze per palati golosi. A volte sto anche in negozio, a servire clienti affrettati e indecisi – un connubio sufficiente a giustificare un omicidio premeditato.
Il lavoro del pasticcere, alla fine, è abbastanza ripetitivo; se la varietà dell’assortimento permette di svolgere una serie di attività diverse nel corso delle ore, è anche vero che le fasi intermedie della lavorazione sono sempre identiche a sé stesse, e dopo un po’ ci si annoia.
Per non rischiare di addormentarmi mentre sto in piedi con le braccia sprofondate fino al gomito in un sacco di farina, o mentre chiudo in serie seicento tortellini con la mostarda, immagino situazioni che non esistono e mi figuro al loro interno.
Nella fattispecie il mio pensiero ricorrente è ripreso dall’episodio dell’attacco ai forni ne I Promessi Sposi, l’unico avvenimento del romanzo che riesco a ricordare nitidamente dai tempi del Liceo (per ovvie ragioni biografiche, mica per altro).
Praticamente immagino che fuori dalle porte del forno sia scoppiata un’epidemia, e che tutti voi stiate morendo di peste, colera, tifo, fame o qualsiasi altra cosa brutta e per la quale non è stata ancora trovata nessuna soluzione medica. La città cade a pezzi, gli untori si trascinano per le strade marroni tirando il loro carretto con i malati sopra (c’è sempre un braccio che penzola fuori), tutte le case sono piene di malati allo stadio terminale e di vecchie con il fazzoletto nero sui capelli che alzano le mani al cielo non sapendo più cosa fare, fa freddo, i ragazzini senza più genitori hanno formato bande nei bassifondi e vanno in giro a saccheggiare il saccheggiabile, tutti hanno fame e sono finiti i soldi e le provviste. Il popolo è stanco, impaurito e arrabbiato. Vuole che lo Stato si occupi di lui, pretende rispetto, cure mediche, assistenza economica, tutela, sicurezza e cibo. Più che altro pretende cibo. Centinaia di persone si accalcano alla porta, urlano, spingono, battono, pestano. Chiedano pane. Pane! Pane! Pane! Ci sono uomini con il viso sporco, donne in lacrime, bambini che strillano. Hanno tutti fame, e fretta; fretta di mangiare, per sopravvivere un’altra giornata, per non morire tra i crampi dello stomaco e il morso implacabile del gelo novembrino.
E poi, ci sono io. Eterea. Sorridente. Illuminata. Io, che rimesto chili di zucchero, tuorli d’uovo e cioccolata; Io, che impasto farina e sale, che do forma agli elementi. Io, che sfamo gli affamati, che curo il mondo.
Eroica.
Riesco anche a immaginare la musica di sottofondo: in bilico tra l’epico e il malinconico, in grado di far capire che la situazione contingente non è eccezionale, che si ripete di continuo nel corso della storia dell’Uomo e che nonostante voi siate fuori a soffrire orribilmente e io sia la vostra ultima speranza questo non significa che io sia più fortunata di voi (o misantropa), no, è solo un ruolo diverso e tutti noi partecipiamo allo stesso modo a disegnare il tragico e maestoso proseguirsi del percorso dell’umanità intera.
Ah!
Poi vado in negozio, e mi si para davanti una plurisettantenne con berretta fiorata che ci mette quindici minuti a decidere cosa comprare, facendomi girare l’intero forno per sei volte e finendo per spendere, in tutto, 0,66 euro.
E penso che, in fondo, la peste potete anche tenervela, che io ho altro da fare.
novembre 29th, 2005 at 3:26 pm
io dei promessi sposi ricordo l’addio monti…. che si riferisse a mario monti?
novembre 29th, 2005 at 3:26 pm
non so perchè , ma il tuo racconto mi ha fatto venire in mente cecità di saramago e tu saresti l’unica donna che vede e tutti cercano un aiuto da te…
cmq..quasi quasi passo da te…rompo le palle per 20 minuti pretendendo di assaggiare anche qualcosa prima di comprarlo e poi me ne vado dicendo che niente era di mio gradimento…così giusto per..;-) ciao.
novembre 29th, 2005 at 3:50 pm
Solidarizzo. La razza umana merita l’estinzione.
novembre 29th, 2005 at 6:54 pm
Ma quanti anni ha una plurisettantenne? Chiedo per curiosità.
Filter
novembre 29th, 2005 at 7:53 pm
[Orsodingo] Sarò sincera: non ne ho la più vaga idea.
[Gianluca] Non conoscevo nè l’autore nè il romanzo, ma Google – come sempre – mi salva dai momenti di imbarazzo. Penso proprio che lo leggerò (comunque il fatto che i miei lettori siano più acculturati di me non giova alla mia autostima, sappiatelo).
Vieni, te ne prego; la tua presenza abbasserebbe l’età media della clientela di un buon 70%. :-P
[Poeta] No, dai, non dire così. Guarda che il pensiero della Paladina mi serve ancora, qua si lavora fino alla Befana.
[Filter] Dai 71 ai 150, o giù di lì.
novembre 29th, 2005 at 8:09 pm
…infatti madre teresa aveva un forno, poi s’è rotta le palle….
novembre 29th, 2005 at 8:15 pm
Sentivo di essere destinata a qualcosa di grande. :-P
novembre 30th, 2005 at 10:12 am
Carretti? Nell’Italia del 21 secolo? :-p O.
novembre 30th, 2005 at 10:25 am
anche il mio coinquilino ha un passato come aiuto-pasticcere….
risultato: io cucino tutti i giorni da cinque anni, lui una volta all’anno occupa la cucina per tutto il giorno e sforna dolci…!!!
novembre 30th, 2005 at 10:34 am
Stronza bastarda, ti invidio.
Amorevolmente. Ma ti invidio.
novembre 30th, 2005 at 11:45 am
Intossicazione da zucchero a velo, eh? Mi avevano detto che provoca allucinazioni!!!!
novembre 30th, 2005 at 12:59 pm
[Orga] Si, carretti. La pestilenza colpisce anche tutti i motori di tutte le macchine del mondo, oh. :-P
[RickRock] Non mi pare mica equo. Io lo farei sfornare dolci una volta a settimana. :-P
[Reo] Guarda che, se ti va, c’è posto anche per te. ;-)
[Phoebe] Cacao in polvere puro al 98%. Altro che LSD. :-D
novembre 30th, 2005 at 3:12 pm
mmmh…mi piacerebbe assaggiare un dolce fatto da te:-)
novembre 30th, 2005 at 3:44 pm
Quella di Narcisso è l’avance sessuale più fine che abbia mai letto nei commenti di un blog :-D
Ma esistono davvero i tortellini alla mostarda?
novembre 30th, 2005 at 4:23 pm
…sulle prime pensavo che la plurisettantenne che ti stressa al banco fosse mia nonna: anche il berretto kitsch non faceva una piega! Poi, visto il misero importo della spesa, ho pensato che forse mi sbagliavo…puoi considerarti una pivilegiata: nonostante consideri mia nonna la persona più ruga che conosco, per il pane non bada a spese (almeno così mi hai sempre detto!). W la nonna! (esclamazione puramente retorica!)
novembre 30th, 2005 at 4:37 pm
Se il berretto non fa una piega, hai usato troppo amido.
novembre 30th, 2005 at 4:51 pm
[Narcisso] La prossima volta che passo da Assisi te ne porto uno. :-P
[Doc] Il solito malizioso. ;-)
Certo che esistono, i tortellini con la mostarda – ma non sono fatti come la minestra, la ricetta è tutta diversa.
[Betta?] Se sei la Betta in effetti no, non è tua nonna. Lei compra un Kg di pane, due confezioni di passata di pomodoro, i biscotti, i fagioli in scatola e un sacco di altra roba della quale non ricordo mai il prezzo. :-P
novembre 30th, 2005 at 11:10 pm
Tortellini con la mostarda????
e come si fanno???
gaspare
novembre 30th, 2005 at 11:22 pm
Come i normali zuccherini, però mettendoci la mostarda nel mezzo. ;-)
dicembre 1st, 2005 at 1:48 am
leggilo, leggilo quel libro…ne vale la pena..
cmq , si, dai magari passo (ma dov’è?)e porto in gita un’intera comitiva dell’asilo per dare una ventata d’aria giovane al vetusto forno..e poi guarda, io mi accontento di un semplice bignè al cioccolato…i tortellini alla mostarda mi spaventano.
dicembre 1st, 2005 at 2:27 am
Non erano gli untori a raccogliere i cadaveri, ma i monatti.
E poi l’assalto ai forni e la peste sono due momenti distinti del libro.
Roberto Manzoni si starà rivoltando nella tomba.
dicembre 1st, 2005 at 12:50 pm
Hey, ma i link degli annunci cuuuulodritto non funzionano! O.
dicembre 1st, 2005 at 5:22 pm
Ma perchè Mostarda in francese si dice Moutarde, ma è intesa come senape?
dicembre 1st, 2005 at 9:38 pm
se sai fare lo sciù al cioccolato, allora “si pasticcjiera fernuta”. Mi autoeleggo presidente della giuria incaricata di giudicare il tuo sciù come la commissione del Bon Roll Aia
dicembre 2nd, 2005 at 2:04 am
figo. le strip fatte male portano cultura. l’ho sempre detto io. adesso ho una scusa in più per leggerle. tzé!
[btw, ho notato che aggiungere link nei commenti è abbastanza inutile, dato che praticamente non si leggono... peccato, nel post scorso, avevo inserito il link a un giochino che non so ancora se definire folle o perverso!]
dicembre 2nd, 2005 at 5:58 pm
eheh, ha smesso di fare dolci, ora canta.. :)
dicembre 3rd, 2005 at 3:06 pm
permettimi di dire che non riesco ad immaginarti con boa rosso ed avambracci immersi nella farina ;-))
kiss e buon sabato
dicembre 6th, 2005 at 4:17 pm
Fede, perchè questo post ha solo 28 commenti (col mio) mentre il precedente ben 41, nonostante questo sia da molto più tempo dell’atro il post più nuovo che hai?? Eh??eh??eh??
dicembre 6th, 2005 at 6:36 pm
ti aspetto:-)
dicembre 7th, 2005 at 12:47 pm
Hai finito de impasta’?
dicembre 7th, 2005 at 6:12 pm
ma stai aspettando che si superino i 41 commenti…o è una nuova strategia di blogdiscount che mi era sfuggita per attirare attenzione?
o semplicemente ti stai facendo i cazzi tuoi?
dicembre 8th, 2005 at 11:53 pm
Ah, io i blog che non aggiornano quotidianamente non li sopporto.
dicembre 9th, 2005 at 1:12 pm
…tap, tap, tap :)….
dicembre 10th, 2005 at 11:17 am
sappi che disapprovo questa assenza prolungata (sento che questo metterà a dura prova la tua coscienza)
dicembre 10th, 2005 at 3:08 pm
…e non poter nemmeno dire “che culo!”…
manchi :)….