Rupofobia



Una commissione parlamentare europea (penso) ha fissato per iscritto i criteri ai quali sono obbligati a conformarsi tutti coloro che lavorano manipolando in prima persona un qualsiasi genere alimentare .

Innanzitutto devono indossare una cuffia a retina bianca, in modo che i capelli non cadano sugli alimenti. Non è sufficiente mettere in testa una "bustina" – ossia uno di quei copricapo a forma di barchetta, che in effetti nulla possono contro la calvizie o i sintomi della  primavera; è necessario che la cuffia arrivi fin sotto l’attaccatura dei capelli, e che li raccolga tutti fissandoli in un crocchio sulla nuca.

I lavoratori, inoltre, non devono entrare in alcun modo a contatto con il denaro; ciò significa che la cassa deve essere gestita in maniera autonoma, da una persona diversa rispetto a quella che vi da le zucchine o il pane. Nel caso la gestione dell’attività impedisca di conformarsi a tale direttiva (per carenza di personale o di spazi), l’addetto alla vendita dovrà indossare un paio di guanti bianchi anallergici, da utilizzare solo nel momento in cui manipola il cibo con le mani e da togliere quando effettua il transito monetario.

Se, poi, tale lavoratore è pure maschio e porta i baffi, sarà necessario che si leghi sopra le labbra un pratico copri-baffi, parimenti bianco, di modo che il rischio di caduta-peli sul cibo sia scongiurato sul nascere.

Qualora il lavoratore, poi, fosse affetto da tosse, raffreddore, virus a trasmissione aerea o allergia, sarà allora obbligato a portare una mascherina bianca sopra la bocca, per evitare la trasmissione dei germi attraverso il cibo.

Quindi, ricapitolando, uno che vende alimenti dovrebbe indossare, a rigor di norma: una cuffia, una mascherina, un paio di copri-baffi e un paio di guanti da chirurgo.

Non so voi – ma se, andando al mercato a comprare la frutta, vedessi gli ambulanti conciati in questa maniera, l’unica cosa sensata che mi verrebbe in mente sarebbe un attentato batteriologico in corso.