Nazione CuloDritto

Repubblica anarchica indipendente della Blogosfera settentrionale, che si stende a sud della catena montuosa Cippinzacchero, così battezzata nel 2004 da alcuni abitanti del luogo in preda ad allucinazioni da amanita muscaria.
Bagnata a oriente dal Mar Stocàz, il mare dolce che trasforma il petrolio in pinguini, i confini della Repubblica Culodritto hanno la forma di un paio di natiche protese verso l’acqua.
L’entroterra è costituito principalmente da pianure verdeggianti attraversate da ampi laghi; nel sud del territorio si sviluppa la cosiddetta Giungla Rosa, così battezzata per il caratteristico colore dei tronchi degli alberi che vi crescono.
La capitale della Repubblica culodrittiana viene spostata di continuo in risposta ai desideri mutevoli dei propri cittadini; attualmente è sita a Gianforfora sul Lago di Fuoco, un paese dell’entroterra che conta centoquindici abitanti esclusivamente di sesso femminile. Nessuno sa esattamente quante persone risiedano sull’intero territorio perché alcuna organizzazione si è mai presa la briga di contarle.
Secondo un censimento spontaneo operato sulla nazione da un cittadino anonimo pieno di buona volontà, risulta che, a tutt’oggi, sul territorio sono presenti 315 zar auto-proclamati, 201 monarchi, 173 guerriglieri, 98 ministri indipendenti, 72 despoti, 53 buddha e 21 faraoni.



La Repubblica conta un numero variabile di regioni o di stati federali, anche questi stabiliti in base alle volubili richieste degli abitanti. Attualmente la CuloDritto è composta da tre regioni (Postera, Gagnucco e Risdona) e due Stati Federali (Fedelpeta e Strinficco).
Non vi è alcun organo legislativo né rappresentativo della volontà popolare; non esiste una figura assimilabile a quella di Capo di Stato.
I colori della bandiera della Repubblica CuloDritto sono stati scelti a caso, e anch’essi vengono sostituiti di frequente. L’immagine che attualmente campeggia nel mezzo della bandiera è un omaggio a Rosalia O’ mmparata, la paladina delle donne che non vogliono fare sesso e rifiutano l’adduzione di scuse stupide e sessiste, come il mal di testa, le mestruazioni e le telenovelas alla tivù.