I vaghi ricordi di una mattina nella quale, stranamente, non stavo dormendo, mi suggeriscono che il futurismo prese molto sul serio la forma delle parole e la loro disposizione, inventando anche un modo loro di scrivere poesie del quale mi sfugge il nome.
Niente, volevo che si sentisse tangibile la mia sconfinata cultura.
Anonimo(1): avevo pensato di inserire una foto, in effetti, ma poi ho temuto l’effetto Diario-delle-Medie (o anche Sfondo-Tamarro-del-Desktop) e quindi ho evitato. ;-)
Anonimo(2): si, è Primo Levi (l’ho riconosciuto solo perchè quella è la prima foto del Nostro che salta fuori digitandone il nome su Google)
Papessa: è vero, non ci avevo pensato. :-P
LucaConfusione: sei un dadaista inconsapevole. :-D
Naurus: è vero! Neanch’io ricordo il nome di quella tecnica, però. E comunque i futuristi erano svantaggiati: non avevano a disposizione una raccolta sconfinata di font come la sottoscritta. :-P
Martina & Naurus: grazie! :-P
Orga: beh, no. Nel senso: non credo aggiunga forza a quelle parole, però l’impatto visivo con il quale si leggono risulta rafforzato.
Mi spiego meglio: se avessi sottolineato le parole “Come una rana d’inverno” piuttosto che “Meditate che questo è stato / vi comando queste parole”, l’impatto sarebbe risultato diverso. No?
giugno 24th, 2005 at 3:03 pm
con una opportuna fotina allegata, tipo campagna desolata nelle nebbie invernali, sarebbe stato piucheperfetto…
ma chi sono io per giudicare?
un rutto di mosca nell’universo?
o una goccia di sudore che sfrigola sull’asfalto?
sai sempre come colpire nel segno…
giugno 24th, 2005 at 3:53 pm
giugno 24th, 2005 at 5:42 pm
Molto fanzine punk, direi.
Papessa
giugno 24th, 2005 at 6:35 pm
e io chi sono?
cucù
cucù
buh
ghghghghgh
…
scusa
il lirismo mi causa eruzioni monoligiche incolsunte
giugno 24th, 2005 at 7:10 pm
I vaghi ricordi di una mattina nella quale, stranamente, non stavo dormendo, mi suggeriscono che il futurismo prese molto sul serio la forma delle parole e la loro disposizione, inventando anche un modo loro di scrivere poesie del quale mi sfugge il nome.
Niente, volevo che si sentisse tangibile la mia sconfinata cultura.
giugno 25th, 2005 at 8:51 am
Molto interessante questo blog che non conoscevo…
ironico e autoironico quanto basta…
Ottimo.
giugno 26th, 2005 at 10:27 am
che dire? sai sempre come sorprendere.
giugno 26th, 2005 at 11:53 am
Bello. Però, davvero aggiunge qualcosa alla forza di quelle parole? O.
giugno 27th, 2005 at 11:08 am
Anonimo(1): avevo pensato di inserire una foto, in effetti, ma poi ho temuto l’effetto Diario-delle-Medie (o anche Sfondo-Tamarro-del-Desktop) e quindi ho evitato. ;-)
Anonimo(2): si, è Primo Levi (l’ho riconosciuto solo perchè quella è la prima foto del Nostro che salta fuori digitandone il nome su Google)
Papessa: è vero, non ci avevo pensato. :-P
LucaConfusione: sei un dadaista inconsapevole. :-D
Naurus: è vero! Neanch’io ricordo il nome di quella tecnica, però. E comunque i futuristi erano svantaggiati: non avevano a disposizione una raccolta sconfinata di font come la sottoscritta. :-P
Martina & Naurus: grazie! :-P
Orga: beh, no. Nel senso: non credo aggiunga forza a quelle parole, però l’impatto visivo con il quale si leggono risulta rafforzato.
Mi spiego meglio: se avessi sottolineato le parole “Come una rana d’inverno” piuttosto che “Meditate che questo è stato / vi comando queste parole”, l’impatto sarebbe risultato diverso. No?
giugno 27th, 2005 at 12:27 pm
Indubbiamente. Pero’… boh. O.
giugno 28th, 2005 at 1:34 pm
..fiuu!! credevo ti avessero rapito…
bellissimo cmq.
giugno 28th, 2005 at 6:12 pm
Si, speravi, eh?!? :-P
giugno 29th, 2005 at 12:12 pm
sono sempre una fucilata queste parole e mi domando, che ne è rimasto?…
giugno 29th, 2005 at 12:16 pm
Uhm. Memoria Storica?