La possibilità di una Piattaforma Elementare

In Houellebecq mi irritano due cose in particolare:

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<!–[endif]–>La supponenza. Il fatto che faccia sempre cadere dall’alto la sua immane conoscenza in ogni campo dello scibile umano, dalla chimica alla letteratura, dalla matematica alla filosofia, dalla biologia all’arte alla semiotica. Mi indispone il modo secco e arrogante con il quale farcisce i suoi libri di spiegazioni nozionistiche senza argomentazioni, proponendole al lettore come dati di fatto ineludibili e incontestabili nella loro concretezza, facendo sentire chi legge un po’ una merda per il solo fatto di aver bisogno di delucidazioni in merito.
(Per inciso, questa è una tecnica che funziona quando non conosco a fondo l’argomento nel quale l’autore si dilunga, e nel caso sia un argomento specifico, appunto, non un minestrone. In questi casi sono felice di venire maltrattata da uno scrittore che ha una conoscenza più vasta della mia; nel caso specifico, invece, non funziona, perché anch’io – come lui – ho un’infarinatura più o meno sommaria di cultura generale).

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<!–[endif]–>Le donne delle quali si innamora. Sono sempre intelligenti, indipendenti e dalla mentalità aperta, costituiscono per lui un innegabile punto di riferimento. Hanno un lavoro redditizio che conferisce loro uno status elevato, sono acculturate e sessualmente disinibite, al limite del patologico. Sanno essere ottime casalinghe, all’occorrenza, e sono estremamente comprensive, non gli chiedono mai niente. Si concedono completamente a lui, fisicamente e mentalmente, sanno sempre qual è il momento giusto per succhiargli il cazzo e non hanno mai bisogno di alcuna spiegazione, non mettono mai in discussione il rapporto di coppia e non fanno domande, capiscono per empatia le cose che lui pensa e sente e nel momento in cui devono mettersi da parte – perché non sono più in grado di dargli ciò di cui ha bisogno, o perché sono consapevoli del fatto che lui ha bisogno di/preferisci portarsi a letto qualcun’altra –  lo fanno in maniera discreta ed elegante, dignitosa, senza inutili piagnistei e senza neanche il bisogno che lui proferisca parola, in alcun caso, poiché tutte desiderano sempre e solo il suo Bene, sanno in ogni istante quello che gli serve per istinto femminile e sono pronte a qualsiasi cosa per fare in modo che lo ottenga. Sono donne stereotipate come quelle dei film americani, solo in versione europea – un po’ più intelligenti, e per questo più accondiscendenti. Io non sono una psicologa, ma ogni volta mi viene in mente il complesso di Edipo.

Detto questo, quando leggo un suo libro non riesco a staccarmi dalle pagine. Non so se sia un Grande Scrittore, ma di certo è un Ottimo Narratore. Le storie che racconta sono avvincenti, la prosa si mantiene sempre su un ritmo sostenuto, lo stile è scorrevole – nonostante tutto -  e la curiosità di sapere cosa sta per succedere nell’intreccio viene tenuta ad un livello alto per l’intera lunghezza del libro.
Mi ricorda una cosa che ho letto a proposito di Victor Hugo. Io non l’ho mai conosciuto, ma quelli che ne hanno avuto l’onore hanno detto, sommariamente, che si trattava di un borioso tracotante e superbo, un vecchio burbero detestabile da leggere e insopportabile da frequentare. E che restava, in qualche modo, il migliore tra tutti. Non che il nostro Michel sia un nouvelle Victor, ma insomma – penso che il concetto sia chiaro.

(A questo punto, qualche buon’anima mi potrebbe fare lo spelling della pronuncia del cognome? Faccio sempre figure barbine quando tento di dirlo, e sputacchio anche un pò).