settembre 22nd, 2005La possibilità di una Piattaforma…
La possibilità di una Piattaforma Elementare
In Houellebecq mi irritano due cose in particolare:
- <!–[endif]–>La supponenza. Il fatto che faccia sempre cadere dall’alto la sua immane conoscenza in ogni campo dello scibile umano, dalla chimica alla letteratura, dalla matematica alla filosofia, dalla biologia all’arte alla semiotica. Mi indispone il modo secco e arrogante con il quale farcisce i suoi libri di spiegazioni nozionistiche senza argomentazioni, proponendole al lettore come dati di fatto ineludibili e incontestabili nella loro concretezza, facendo sentire chi legge un po’ una merda per il solo fatto di aver bisogno di delucidazioni in merito.
(Per inciso, questa è una tecnica che funziona quando non conosco a fondo l’argomento nel quale l’autore si dilunga, e nel caso sia un argomento specifico, appunto, non un minestrone. In questi casi sono felice di venire maltrattata da uno scrittore che ha una conoscenza più vasta della mia; nel caso specifico, invece, non funziona, perché anch’io – come lui – ho un’infarinatura più o meno sommaria di cultura generale).
- <!–[endif]–>Le donne delle quali si innamora. Sono sempre intelligenti, indipendenti e dalla mentalità aperta, costituiscono per lui un innegabile punto di riferimento. Hanno un lavoro redditizio che conferisce loro uno status elevato, sono acculturate e sessualmente disinibite, al limite del patologico. Sanno essere ottime casalinghe, all’occorrenza, e sono estremamente comprensive, non gli chiedono mai niente. Si concedono completamente a lui, fisicamente e mentalmente, sanno sempre qual è il momento giusto per succhiargli il cazzo e non hanno mai bisogno di alcuna spiegazione, non mettono mai in discussione il rapporto di coppia e non fanno domande, capiscono per empatia le cose che lui pensa e sente e nel momento in cui devono mettersi da parte – perché non sono più in grado di dargli ciò di cui ha bisogno, o perché sono consapevoli del fatto che lui ha bisogno di/preferisci portarsi a letto qualcun’altra – lo fanno in maniera discreta ed elegante, dignitosa, senza inutili piagnistei e senza neanche il bisogno che lui proferisca parola, in alcun caso, poiché tutte desiderano sempre e solo il suo Bene, sanno in ogni istante quello che gli serve per istinto femminile e sono pronte a qualsiasi cosa per fare in modo che lo ottenga. Sono donne stereotipate come quelle dei film americani, solo in versione europea – un po’ più intelligenti, e per questo più accondiscendenti. Io non sono una psicologa, ma ogni volta mi viene in mente il complesso di Edipo.
Detto questo, quando leggo un suo libro non riesco a staccarmi dalle pagine. Non so se sia un Grande Scrittore, ma di certo è un Ottimo Narratore. Le storie che racconta sono avvincenti, la prosa si mantiene sempre su un ritmo sostenuto, lo stile è scorrevole – nonostante tutto - e la curiosità di sapere cosa sta per succedere nell’intreccio viene tenuta ad un livello alto per l’intera lunghezza del libro.
Mi ricorda una cosa che ho letto a proposito di Victor Hugo. Io non l’ho mai conosciuto, ma quelli che ne hanno avuto l’onore hanno detto, sommariamente, che si trattava di un borioso tracotante e superbo, un vecchio burbero detestabile da leggere e insopportabile da frequentare. E che restava, in qualche modo, il migliore tra tutti. Non che il nostro Michel sia un nouvelle Victor, ma insomma – penso che il concetto sia chiaro.
(A questo punto, qualche buon’anima mi potrebbe fare lo spelling della pronuncia del cognome? Faccio sempre figure barbine quando tento di dirlo, e sputacchio anche un pò).
settembre 22nd, 2005 at 12:03 pm
non è che ti dà fastidio perchè è misogino? le donne di cui descrive la perfezione soccombono, e restano inquietanti. si innamora della donna de la piattaforma, per es, non ricordo il nome di lei, uscendo a nuoto dal mare mentre lei è a riva, come in una parodia dell’immagine della venere occidentale: pone cioè l’amore in una cornice ideale (o meglio, contro-ideale), qualcosa che non può esistere.
la possibilità di un’isola ancora non lho letto, magari è un pessimo libro.
settembre 22nd, 2005 at 12:16 pm
Un ricamino.
Ecco cosa in realtà orna il visino di Mr. Uellebeck: un ricamino.
Lo si vede mentre questi declama, col tono e la postura simili a quelli di un chierichetto sgusciato fuori lesto dalla sacrestia per celare il proprio compulsivo vizio onanistico appena consumato .
Tralascio ogni commento circa il presunto “ottimo narratore” (in verità piagato dal continuo ridondante ripetere concetti puramente nozionistici) solo perché è più interessante – dal punto di vista antropologico – il brivido che la sua scrittura trasmette ad un pubblico imberbe (anagraficamente o dal punto di vista letterario, o più probabilmente entrambi) o afflitto dai più indistinti pruriti adolescenziali o persino – temo – postpuberali.
Colma un vuoto. Riempie ciò che il grande Morris spiega nel suo viaggio zoologico sull’animale uomo e sulla ragazzina che urla scomposta al concerto dei suoi idoli o che si emoziona fino a cogliere il fermarsi del tempo, e perché no, l’odore tipico delle violette. Come un’ottuagenaria contadina molisana di fronte al suo padrepio. Entrambe prive di adeguate difese culturali, o forse entrambe postume alle battaglie dell’esistenza e quindi pronte ad accettarne l’ovvio ed il banale alla stessa stregua del genio o del miracoloso.
Ben oltre la stucchevole descrizione della “prosachesimantienesempresuunritmosostenuto”, l’agghiacciante esperienza di leggere le sensazioni di coloro che amano descrivere le donne “intelligentiapertepuntodiriferimenti” che evidentemente riflettono lunghe spossanti sedute di autoerotismo. Due infiniti geni, Shopenhauer e Hegel, divisi su molte altre cose, ebbero modo, in momenti diversi di illustrare il pensiero rispetto a questa bizzarra leziosa mania, ma la tralascio perché non ho la loro violenta capacità descrittiva.
Dolore. La presenza del Uellebeck in un luogo più consono ai devoti di Mitra che ad un cialtrone ciarlatano. Un imbonitore, appena degno di una comparsata in uno spaghetti-western, tra una smorfia del cavaliere solitario ed un ghigno di Sentenza.
E lascia stare Hugo, al cui cospetto questo microbo sta come un peto a un tuono.
Con affetto,
Ciccio Formaggio
settembre 22nd, 2005 at 12:48 pm
Si legge U-O-V-O-A-L-L-A-C-O-Q-U-E
settembre 22nd, 2005 at 12:48 pm
e ha le mani microscopiche rispetto alla faccia.
settembre 22nd, 2005 at 1:07 pm
[Laydo] A me piacciono molto gli scrittori misogini, in realtà. Per un certo verso mi divertono, per l’altro mi permettono di cogliere delle sfumature del pensiero maschile che altrimenti mi resterebbero estranee, per forza di cose. Non ho niente contro di loro,anzi. Ma Houellebecq non mi pare misogino, gli manca qualcosa per esserlo davvero. Direi una certa dose di cinismo, a dispetto di quanto sbandierano tutti.
[CiccioFormaggio] Sul fatto che io possa essere imberbe dal punto di vista letterario non ho alcun dubbio; d’altra parte non ho velleità letterarie, e questo non è un blog pensato per esprimere pareri illuminati sul mondo della letteratura, che amo molto ma del quale non conosco che una piccola parte. Per “Ottimo Narratore” intendo qualcuno che sappia raccontare una storia avvincente, capace di tenere il lettore incollato alla pagina, e resto convinta che Houellebecq sia tra questi. Per tranquillizzarti, posso dirti che fanno parte della categoria (mia) anche Neil Gaiman e Irvine Welsh, due scrittori che molto difficilmente entreranno nell’Olimpo dei Mostri Sacri, ma che provo (ho provato) piacere a leggere, e che non vedo motivo di sminuire per la sola ragione che non scrivono Letteratura con la L maiuscola.
[Andy] Grazie mille, adesso non dovrò più sentirmi inadeguata. :-P
settembre 22nd, 2005 at 3:18 pm
ma siete profondissimi e accolturatissimi qui!!!
Io ci metterà un pò ad essere all’altezza…
settembre 22nd, 2005 at 3:48 pm
No, ci piace solo atteggiarci. ;-)
settembre 22nd, 2005 at 3:50 pm
arf arf..meno male…
settembre 22nd, 2005 at 7:02 pm
culodritto si è impermalosita due volte. la prima quando qualcuno ha adombrato il sospetto che il titolo del suo blog potesse riflettere qualcosa del suo fisico; ha subito specificato che era solo un’immagine metaforica. la seconda quando qualcuno le ha dato dell’imberbe letteraria, facendole perdere parte del suo leggendario “humor”.
tirate voi le conclusioni.
Ciccio Formaggio
settembre 22nd, 2005 at 7:55 pm
Tu mi lasci sempre di sasso.
Prima sputi sul volgo per i suoi disprezzabilissimi gusti, e poi fuggi il confronto rimpiazzandolo con l’insinuazione e l’insulto velato.
Non che la cosa sia di per sè particolarmente originale o ricercata, ma in privato sei molto diverso, direi quasi l’esatto opposto.
Sei un tipo strano.
settembre 22nd, 2005 at 8:00 pm
Vorrei sottolineare che nessuno mi ha ancora detto come si pronuncia davvero.
Io continuerò a pronunciarlo OELBAK sputando in faccia all’interlocutore, e sarà solo colpa vostra.
settembre 22nd, 2005 at 9:37 pm
Ovviamente come si pronunci lo scioglilingua, però se vuoi hai scritto “filosofica” invece di “filosofia” e “in ineludibili” invece di “ineludibili”.
Ci vedo bene ma sono un mezzo analfabeta, e con questo ti saluto alla prossima visita.
settembre 22nd, 2005 at 10:10 pm
Penso di stare sviluppando una specie di dislessia da tastiera.
Grazie, Naurus. ;-)
settembre 23rd, 2005 at 11:09 am
a quanto ho capito si pronuncia “ellbèc”
però posso dire che “le particelle elementari” lo trovo di una noia mortale? “piattaforma” mi è piaciuto, ma quest’altro mi sembra un’accozzaglia di nozioni senza un filo logico… bah
meglio che mi rimetta a leggere topolino :)
daff
settembre 26th, 2005 at 11:19 am
Una dichiarazione formale di Ciccio Formaggio :
questa è casa Culodritto. e quindi siamo tutti suoi ospiti, e, in fondo, ammiratori. lei ci ospita ed è normale che ci sia una certa benevolenza nei suoi confronti che può sfociare in svariate forme di devozione, o addirittura acritica sottomissione.
ho posto un quesito, argomentandolo, e chiedendo agli astanti un qualche commento: risultato = una severa reprimenda di culodritto e un assordante silenzio. nessuno ha osato respirare. come in un ufficio del catasto di pyongyang alla presenza di Kim Jong II,
come una folla di bondi e schifani davanti al nano pelato.
tengo quindi a dire, finché potrò farlo, che qui non c’è alcuna democrazia, che culodritto tiranneggia in ogni modo, che tutti giacciono supini ai suoi voleri. e prima che questo post venga cancellato o che mi succeda qualcosa vorrei anche aggiungere… aaaargghhh
settembre 26th, 2005 at 11:25 am
Errore: questa non è una Democrazia, è una Repubblica Anarchica Indipendente. ;-)
settembre 30th, 2005 at 10:57 pm
mai letto l’uovo alla coque….ma dopo il commento di Ciccio Formaggio assolutamente convincente, vien voglia anche a me di comprare un libercolo del tale, almeno per poter dire che anch’io ho sputato nel piatto.