settembre 9th, 2005In Breve insomma (4) …
In Breve insomma (4)
(Riassunto di un giorno di studio)
Alcuni ritenevano che il monopolio statale fosse contrario alla Costituzione perché non tutelava il pluralismo dell’informazione, ma nel 1960
Negli anni ’70, in corrispondenza del boom economico, la società è diventata più complessa e consumista, per cui sono nate le prime strategie di differenziazione dell’offerta, che hanno portato alla richiesta di un numero maggiore di spazi pubblicitari da parte delle aziende.
Gli investimenti pubblicitari erano raddoppiati tra il ’70 e il ‘75, il progresso tecnologico bussava alle porte e, insomma, ci volevano più reti. In molti spingevano per avere la possibilità di creare emittenti televisive private.
Nel 1976
Piccole emittenti locali sono subito spuntate lungo tutto lo stivale, e hanno adottato il meccanismo delle syndication per rendersi competitive. Il meccanismo funzionava così: un programma X veniva registrato su delle videocassette, che venivano poi recapitate a varie antenne locali (“antenne”, non “emittenti”) sparse in ogni regione, le quali ne trasmettevano il contenuto alla stessa ora dello stesso giorno. In questo modo un’emittente, poniamo, lombarda, poteva riuscire a far vedere alle ore 14.00 di tutti i giorni il programma X nell’intera penisola, perché aveva antenne piazzate su tutto il territorio.
Bisogna sapere che, per legge, una cosa del genere restava appannaggio della RAI, e le emittenti private non erano autorizzate a farla.
Avendo trovato, però, il modo di aggirare il divieto con le syndication, non si capiva perché le emittenti locali non dovessero darsi un palinsesto nazionale, e infatti se lo diedero tutte e andarono avanti con quello per un sacco di tempo. Tanto c’era il vuoto legislativo, nessuno sapeva come regolare la situazione e mentre i giuristi si scannavano sulle leggi da approvare o abolire, gli operatori privati si accaparravano le frequenze rimaste libere e ci trasmettevano un po’ quel cazzo che gli pareva.
In questo proliferare di antenne, dal mercato è emerso un gruppo imprenditoriale sugli altri: quello di Silvio Berlusconi. L’attuale presidente del consiglio aveva fondato il network Canale5 nel 1980, che erano diventato famoso per alcune indovinate scelte di programmazione: in particolare, l’idea di mandare in onda in prima serata la soap opera “Dallas” rispettandone il criterio di serialità (se vostra madre lo guardava, adesso potete finalmente dirle con cognizione di causa: “Lo sapevo, che era colpa tua. Mai più menato sul ’68, tò.”).
Berlusconi ha trovato presto dei rivali, ma li ha rilevati tutti: nel
La rapida scalata del gruppo Fininvest ha comprensibilmente spaventato concorrenti e pretori: nell’ 84 gli hanno imposto il sequestro di Rete4 e canale5, e ne hanno oscurato le frequenze in varie regioni. Il Presidente del Consiglio di allora (tale Bettino Craxi) emise, però, il “Decreto Tampone” per consentire a Berlusconi di mantenere il controllo delle sue tre reti;
Era novembre. A dicembre ci riprovò: Craxi firmò il decreto legge “Berlusconi Bis”, e disse che se non glielo approvano, lui faceva una crisi di governo (e anche il gesto dell’ombrello, già che c’era). Il 31 gennaio dell’anno successivo la legge era approvata con la maggioranza dei voti.
Passò qualche anno, e nell’ ’88
Lo revisionarono, e nel ’90 ne cavarono fuori
Dopo essere riusciti a raggiungere un risultato tanto sorprendente quanto grottesco, i giuristi si sono dovuti confrontare con l’introduzione delle nuove tecnologie, in particolar modo del digitale terrestre.
Una legge ha stabilito che, entro il 31 dicembre del 2006, si deve realizzare il definitivo passaggio di tutte le emittenti dal sistema di trasmissione analogico a quello digitale.
C’è chi non sembra molto d’accordo, ma staremo a vedere.
(Dai, prof, se mi dà un 28 Le faccio toccare le poppe)
settembre 9th, 2005 at 5:24 pm
Se gli racconti di come, oltre a Craxi, sia stato Venti di guerra a aiutare Silvietto a comprarsi Rete4, è un 30 sicuro. :D
Lal.
settembre 9th, 2005 at 5:34 pm
Ciao, sono il tuo professore!
settembre 9th, 2005 at 7:54 pm
[Lal] Venti di Guerra? Oddio, questo mi manca. Se gliela butto lì così, con fare distratto e quasi annoiato, dici che mi dà 30 anche senza palpata?
[Mod] Oh, giusto Lei! Non ho capito la storia delle regioni per la legge gasparri, me la spiegherebbe mica?
settembre 9th, 2005 at 9:16 pm
Ti guarderà ammirato, anche non le tette (quantunque mirabili).
La sostanza: Rete4 puntò praticamente un’intera stagione su questo lungo sceneggiato, Venti di guerra, che andò male malerrimo e creò quindi guai finanziari tali da rendere auspicabile la cessione della rete. E chi c’era, pronto come un falchetto della rupe?
Lal.
settembre 9th, 2005 at 10:44 pm
Ma cos’è?
Teorie e tecniche del linguaggio radiotelevisivo?
settembre 10th, 2005 at 8:55 am
[Lal] Dei flop di non ne avevo mai letto da alcuna parte prima di adesso. Ma perchè non fai la prof, mi domando. :-P
[Menth] No, è Diritto dell’Informazione e della Comunicazione. Comunque hai ragione: questa parte si studia anche in giornalismo. Piuttosto, come fai a saperlo? Non fai il Dams?
settembre 10th, 2005 at 4:40 pm
Culetto (posso chiamarti Culetto, vero?), faccio il DAMS e proprio per questo ho studiato le stesse cose 1,5 anni fa per l’esame che ti dicevo.
Peccato, se era lo stesso esame ti dicevo come prendere 30 per solo mezza palpata.
settembre 10th, 2005 at 6:59 pm
Puoi chiamarmi come preferisci, tu. :love:
Credevo che quell’esame fosse solo a scienze della comunicazione. L’ho già dato, ma ho preso solo 25. per curiosità, mi diresti come avrei dovuto fare a prendere il massimo?
settembre 10th, 2005 at 9:28 pm
Oh, beh, darei tutti 18 e tenterei di tastare il didietro agli studenti carini.
In realtà la Mondadori era già in crisi, quando successe il patatrac di VdG; diciamo che non fu una grande idea mettere su una campagna promozionale con tanto di elicotteri che buttavano palloncini o roba del genere (io mi ricordo, tra l’altro, perchè son vecchierella). Il falchetto della rupe, comunque, era lì.
Lal.
settembre 11th, 2005 at 1:20 pm
Il segreto sarebbe stato di portargli una buona sceneggiatura. Di fatto l’unico libro utile all’uopo è il Parent-Altier (tralaltro libro bellissimo).
Posso farla lo stesso la mezza palpata?
settembre 12th, 2005 at 10:08 am
[Lal] Mi confermi indirettamente che la promessa di una palpata rappresenta un buon incentivo per qualsiasi prof. :-P
[Menth] Una sceneggiatura? Forse avevamo due esami diversi, nel mio le sceneggiature non c’entravano una mezza cippa. Ma neanche per sbaglio.
Per la palpata, ci penso.
settembre 14th, 2005 at 10:02 am
Ma quindi, niente palpata? :-)
settembre 14th, 2005 at 11:58 am
Guarda che non è una palpata colletiva, l’ho promessa solo a Menth. :-P