Impara il gergo di CuloDritto (1)

(dispense propedeutiche per l’esame di linguistica applicata III)



Da questa settimana inizia una rubrica settimanale (ma anche no) che ha lo scopo di svelare le meraviglie e le incongruenze di un utilizzo dialetto-slangale della lingua italiana proprio di una zona dell’area geografica emiliano-romagnola: quella intorno a casa mia.

I termini che verranno presentati non seguiranno la classica sequenza alfanumerica, poiché ritengo che sia svangante stare a spippolare con tutti quei quel.

Tra qualche mese comprenderete il significato della frase di cui sopra.



Sgamellare (v.): 1. Bere una notevole quantità di liquidi con gradazione alcolica superiore allo zero.

2. Bere velocemente



Espressioni correlate:  

  1. Oh, cioè, ieri sera ho sgamellato di peso”: la scorsa serata ho bevuto molti alcolici, e adesso mi sento come se un picchio stesse battendo ripetutamente il becco sulla mia testa seguendo un ritmo da techno music.
  2. Si è sgamellato tutta la vodka e lo abbiamo cinghiato”: (am.) qualcuno ha bevuto un’intera bottiglia di vodka (presumibilmente l’unica, o l’ultima) privando gli amici della possibilità di avere l’ennesimo drink, e così è stato festosamente acclamato a gran voce e amichevolmente schiaffeggiato con simpatiche pacche sul sedere da tutti i presenti contemporaneamente.
  3. Non te lo sgamellare, che poi sbocchi”: (fam.) non bere tutto il bicchiere in un sol fiato, mio diletto compagno, poiché la cosa potrebbe nuocere al tuo delicato intestino.
  4. Ho sgamellato tutta l’Avana e ho il cagotto da tre giorni”: (fam) ho bevuto un’intera bottiglia di rhum e adesso avrei bisogno che tu mi andassi a comprare una confezione di Imodium in farmacia perché io non riesco ad alzarmi dalla tazza.