Da grande voglio fare l’alienata

In casa mia è tradizione leggere il giornale comodamente seduti sulla tazza del water. Il posto dei quotidiani e dei settimanali, di conseguenza, non è il tavolino del salotto ma il mobiletto adibito allo stoccaggio della carta igienica (almeno tre pacchi da otto rotoli per volta, che ci piace stare sul sicuro) ubicato accanto ai sanitari.
Sulla porta del bagno è anche attaccata una placchetta esplicativa per gli eventuali ospiti, che recita “Sala di lettura” (e significa: “Qui dentro ci posso trascorrere un lasso di tempo che va dai cinque minuti alle tre ore, ed è perfettamente normale”).

Quando mi alzo la mattina, la prima cosa che faccio è andare in bagno a fare la pipì (scusate per questa scivolata sull’intimismo, ma è necessaria alla spiegazione dei fatti).
Ancora assonnata e senza traccia di zuccheri nel sangue esco, quindi, dalla camera da letto e barcollo fino alla porta accanto, fermamente intenzionata a fare ciò che va fatto.
In simili frangenti mi viene naturale gettare l’occhio tutto intorno, e questo finisce sempre sui quotidiani del giorno prima, rimasti sul mobiletto porta-carta igienica di cui sopra.
Quasi ogni mattina, quindi, mi ritrovo a leggere i titoli della prima pagina del Resto del Carlino di Ravenna (o analoghi), l’edizione locale che compra mio babbo e interessa, mediamente, solo lui.

Il punto è che questi titoli sono sempre completamente surreali. La gente che scrive per questa edizione del giornale ha una visione del mondo tutta propria, e la usa spudoratamente per trasmettere informazioni di pubblico interesse.
I titoli non hanno niente di vagamente professionale, non seguono nessuna delle regole della corretta informazione, sono elusivi e non comunicano solamente la notizia, ma anche –contemporaneamente – l’interpretazione del fatto (un’interpretazione che definire “pittoresca” è un gentile eufemismo) e forse una vaga aspirazione letteraria dell’autore.
Ogni mattina, quindi, nelle condizioni di cui sopra (appena sveglia, pressione bassa, mente offuscata, riflessi lenti) rimango incantata in piedi a leggere questi titoli a bocca aperta, e mi stropiccio gli occhi con i pugni chiusi come in un pessimo b-movie degli anni ’80 sugli extraterresti. 

Ecco, di seguito, alcuni dei titoli nei quali mi sono imbattuta nel corso dell’ultima settimana, suddivisi per categoria (le categorie sono mie).
Da ora capirete meglio il motivo per cui scrivo cose tanto strane (qui siamo tutti pazzi).


[Guerriglia urbana]
“I ristoratori in crisi attaccano le sagre di paese e le feste di partito”


[Intimidazioni]
“Il camionista rischia grosso”
“Ti ridò il cellulare per cento euro”
 

[Soft Core]
“Entra dolcemente nel mattino?”

 
[Ermetici]
“Catena trappola per le bici”
“Mora romagnola sta diventando una beniamina”
 

[Colloquiali]
“Nel 2006 rifacciamo la piazza”
“Non chiudere la linea per Firenze”
“Quel palazzo sarà rimesso a nuovo”

 
[Stupefacente]
“ ‘Erba’ nella marmellata”


(Cosa leggerà Culodritto la prossima settimana? Quali misteri si celano dietro le tendine del bagno? Segui le puntate della serie CD on WC, tutti i giovedì su RadioGatto, l’unica stazione che va in amore una volta all’anno)