Buon Natale!
Mentre tutti voi state a ingozzarvi di cappelletti e cotechino (ma anche no), io riesco finalmente a scrivere qualcosa da pubblicare sul blog, prima volta da due settimane a questa parte. Immagino che tutto ciò sia sintomatico di un qualche tipo di irregolarità nella mia vita, ma preferisco sorvolare i pensieri brutti e dedicarmi a quelli più tipicamente natalizi, carichi di sentimenti positivi e buoni propositi.
Continuo a lavorare al forno; la bonaria simpatia con la quale all’inizio osservavo il comportamento degli anziani clienti ha lasciato il posto ad una feroce gerontofagia. Sto meditando di attrezzarmi con lanciarazzi e mazze chiodate per le situazioni che risultano più critiche alla mia stabilità nervosa.
Sono talmente impegnata che quest’anno non ho avuto neanche il tempo di fare l’albero di Natale in salotto; in compenso ne ho addobbato uno in giardino, trasformandolo in un tripudio di lucine gialle e azzurre definitivamente kitsch. Però non ho potuto usare la scala per appendere le fila di lucine: mia mamma non ha voluto perché la terra è umida, dice, e quindi avremmo rischiato di sprofondarci dentro – io, la scala, il cane, il gatto e tutto il circondario, presumibilmente – per cui l’albero è venuto bassissimo; a malapena riesce a spuntare fuori dal muretto che recinta la casa. Dobbiamo dare l’idea di una famiglia di lillipuziani, visti da fuori. Comunque nell’addobbare il suddetto albero sono riuscita a pestare ben tre merde del mio cane, e considerando che il mio giardino è un lenzuolo di terra lungo 2 metri per 3, niente. Non voglio neanche pensare a quali conclusioni possano portare tali premesse. No, non pensateci neanche voi, vi prego.
Ad ogni modo sono lieta di annunciare l’imminente inizio
di una nuova rubrica su questo blog: la Rubrica di Leo. Leo è un mio caro amico che si è preso a cuore le sorti del sito, e provando dispiacere per il fatto che stia ammuffendo su stesso ha ben pensato di rivitalizzarlo un attimo con una ventata di aria fresca. La rubrica verte su di me, nel senso che tenterà di far conoscere ai miei affezionati lettori alcuni aspetti del mio carattere che non riescono a emergere dalle parole che scrivo, per cui sarà ampiamente corredata di fotografie selezionate della sottoscritta e dei suoi amici (“selezionate” nel senso che ha scelto solo le peggiori). La bassa risoluzione delle immagini è responsabilità delle fotocamere scarse che si trovano incorporate nei telefoni Nokia, io non c’entro.
Secondo i miei calcoli difficilmente riuscirò a scrivere di nuovo prima del prossimo anno, e immagino che il primo post del 2006 reciterà qualcosa tipo “Oggi il mio blog compie un anno, fiiiico!!!”, per cui potete direttamente tornare su queste pagine intorno alla seconda settimana di gennaio per evitare la lettura di cose imbarazzanti sia per me che per voi.
Ah, un’ultima cosa. Non c’entra niente con tutto quanto scritto in precedenza, ma a questo punto dovreste esserci abituati. Ho scoperto il modo in cui si può far capire a qualcuno che ha una vista di 10/10 e la tendenza innata allo sfottò, il modo in cui si sente un miope (o un presbite) senza occhiali sul naso. Mettete il vostro conoscete dalla vista perfetta e dalla scarsa empatia alla guida di una macchina in una giornata di pioggia, dopo esservi premurati di sporcare abbondantemente i tergicristalli. Quando lui li azionerà, e questi spalmeranno l’acqua piovana sul parabrezza rendendolo una distesa di fango, sporcizia e cacche di uccelli – e lui si lamenterà dicendo “Non vedo un cazzo, è tutto annebbiato!” – voi incrociate le braccia dietro il collo, sorridete, contate fino a cinque godendo il sapore della vostra vendetta e poi gettatevi dall’auto in corsa prima dello schianto imminente. Se sopravvive, avrà imparato la lezione.
Buone feste!