settembre 27th, 2005Visti per Voi …
Visti per Voi
Sasso anarchico

Visti per Voi
Sasso anarchico

Nazione CuloDritto
Repubblica anarchica indipendente della Blogosfera settentrionale, che si stende a sud del
la catena montuosa Cippinzacchero, così battezzata nel 2004 da alcuni abitanti del luogo in preda ad allucinazioni da amanita muscaria.
Bagnata a oriente dal Mar Stocàz, il mare dolce che trasforma il petrolio in pinguini, i confini della Repubblica Culodritto hanno la forma di un paio di natiche protese verso l’acqua.
L’entroterra è costituito principalmente da pianure verdeggianti attraversate da ampi laghi; nel sud del territorio si sviluppa la cosiddetta Giungla Rosa, così battezzata per il caratteristico colore dei tronchi degli alberi che vi crescono.
La capitale della Repubblica culodrittiana viene spostata di continuo in risposta ai desideri mutevoli dei propri cittadini; attualmente è sita a Gianforfora sul Lago di Fuoco, un paese dell’entroterra che conta centoquindici abitanti esclusivamente di sesso femminile. Nessuno sa esattamente quante persone risiedano sull’intero territorio perché alcuna organizzazione si è mai presa la briga di contarle.
Secondo un censimento spontaneo operato sulla nazione da un cittadino anonimo pieno di buona volontà, risulta che, a tutt’oggi, sul territorio sono presenti 315 zar auto-proclamati, 201 monarchi, 173 guerriglieri, 98 ministri indipendenti, 72 despoti, 53 buddha e 21 faraoni.

La Repubblica conta un numero variabile di regioni o di stati federali, anche questi stabiliti in base alle volubili richieste degli abitanti. Attualmente la CuloDritto è composta da tre regioni (Postera, Gagnucco e Risdona) e due Stati Federali (Fedelpeta e Strinficco).
Non vi è alcun organo legislativo né rappresentativo della volontà popolare; non esiste una figura assimilabile a quella di Capo di Stato.
I colori della bandiera della Repubblica CuloDritto sono stati scelti a caso, e anch’essi vengono sostituiti di frequente. L’immagine che attualmente campeggia nel mezzo della bandiera è un omaggio a Rosalia O’ mmparata, la paladina delle donne che non vogliono fare sesso e rifiutano l’adduzione di scuse stupide e sessiste, come il mal di testa, le mestruazioni e le telenovelas alla tivù.
Loro
Entrano. Hanno vestiti eleganti e una borsa di pelle appesa alla mano, con l’altra reggono il cellulare o l’agenda degli appuntamenti. Nell’aria c’è odore di medicine e disinfettante, alle pareti sono appesi quadri brutti dipinti da un pittore locale.
Prendono posto tra schiere di vecchi catarrosi, dicono Buongiorno come se fosse un’estorsione alla loro persona, sospirano.
Un anziano li guarda di sottecchi, una signora sui settanta continua a sfogliare il catalogo dell’Ikea alla ricerca di tendine per il bagno.
Accavallano una gamba sull’altra con gesto ampio, assumono la postura di chi non ha intenzione di mantenerla a lungo, appoggiano la borsa sul basso ventre lanciando occhiate di sufficienza intorno.
Una coppia di ottuagenari inizia una conversazione sugli acciacchi che si hanno dopo la pensione, un vecchio secco e con il naso adunco conferma con poco interesse. La settantenne ha trovato un grazioso vaso color kaki e un tappetino per la doccia a forma di coccodrillo, ma di tendine neanche l’ombra.
Estraggono dalla borsa un foglio stretto lungo circa quindici metri, arrotolato come quelli degli andamenti in borsa; cominciano a scorrerlo dall’alto in basso dando l’idea di essere molto concentrati.
Esce una paziente; ne entra un’altra. Una donna vestita di bianco si lamenta per l’attesa, domanda a tutti quelli che la precedono nella fila quanto tempo hanno intenzione di metterci, una volta dentro, ché lei ha altro a cui pensare, non può stare tutto il giorno lì seduta a grattarsi i pollici.
Dando sfoggio di valutare l’intera faccenda estremamente noiosa, dicono: “Dopo vi rubiamo solo pochi minuti, signori”, che significa pressappoco “Pur essendo gli ultimi arrivati, passiamo avanti a tutti perché stiamo lavorando, noi. Sapete, noi siamo rappresentanti di medicinali: verrete curati con i prodotti che noi vendiamo, dipende da noi la scelta di ciò che vi verrà somministrato. Da noi e dai soldi che le nostre case di produzione sborsano per venir distribuite dai vostri dottori.”.
La signora si irrigidisce ma non obietta; la donna in bianco, piccata, volta la testa dall’altra parte; il vecchio adunco borbotta qualcosa scuotendo il capo; la coppia ottuagenaria, rassegnata, dice “Passate pure”.
Sui loro volti si dipinge una smorfia che sembra un lieve sorriso, testimonia allo stesso tempo la vittoria sugli astanti e la consapevolezza della facilità del compito, alla fine.
La signora appoggia il catalogo dell’Ikea su un tavolino basso di legno lucido; il vecchio si soffia il naso nel fazzoletto di cotone, la coppia si scambia un’occhiata, la donna piccata si alza e chiude a chiave la porta d’ingresso.
Sui loro volti si dipinge una smorfia che sembra disappunto, i loro occhi vengono attraversati dal dubbio.
La coppia, la signora, il vecchio e la donna si avvicinano a passi lenti a loro che sono seduti in un angolo; fanno scudo con i corpi quando tentano di divincolarsi.
Sui loro volti si dipinge una smorfia che sembra paura, chiedono scusa, congiungono le mani, dicono “No”.
Esce una paziente; entra la settantenne. Ha i capelli cotonati e una camicia azzurra a fiori. Chiede al dottore una visita ai bronchi, e tra i pettegolezzi di fine seduta dice “Sa, ho letto su un giornale di mia nipote che ci sono delle tribù, là in Africa, dove la gente si mangiano tra di loro. Lei che ha fatto gli studi, cosa dice? Non gli fa male alla salute?”
Trattatello Erotico Illustrato per Giovani Educande
Nel raggiungimento dell’orgasmo i muscoli del viso si tendono, si comprimono e si sforzano, conferendo al volto dell’individuo una conformazione del tutto peculiare che viene mantenuta per pochi, intensi istanti.
A tutt’oggi, pare che le caratteristiche espressive più frequentemente assunte in quei decisivi secondi siano rappresentate da un’ampia apertura della bocca unita ad una chiusura delle palpebre effettuata esercitando molta forza.

In diversi casi può capitare che la bocca venga aperta solo in parte, permettendo così un minore flusso di ossigeno al cervello, che facilita il prolungamento dell’orgasmo.

Una piccola parte di persone, invece, reagisce alla sensazione di piacere digrignando i denti, a testimonianza – forse – del fatto che nessuna gioia è davvero priva di una componente di sofferenza.
Alcuni individui di sesso prevalentemente femminile, al contrario, tendono a modellare i muscoli del viso in una specie di sorriso, a riprova visiva del piacere fisico di cui stanno godendo.

In rari casi può capitare che il soggetto mantenga aperti sia gli occhi che la bocca, assumendo un’espressione buffa e tenera.

Esistono, infine, numerose espressioni facciali difficilmente riconducibili ad un insieme di elementi costanti, e che ci permettiamo di definire di “Mistica Contemplazione”.

Potete prendere visione di altre immagini simili cliccando su questo link.
Compiti a Casa: imparare a memoria le sei casistiche sopra elencate e le caratteristiche che le individuano, quindi mettersi di fronte allo specchio e fare due serie di esercizi da tre per ciascuna categoria. Le esternazioni vocali sono facoltative, ma probabilmente vi permettono di calarvi meglio nella parte.
Nel caso, inviare i vostri contributi alla Gallery del sito.
La possibilità di una Piattaforma Elementare
In Houellebecq mi irritano due cose in particolare:
- <!–[endif]–>La supponenza. Il fatto che faccia sempre cadere dall’alto la sua immane conoscenza in ogni campo dello scibile umano, dalla chimica alla letteratura, dalla matematica alla filosofia, dalla biologia all’arte alla semiotica. Mi indispone il modo secco e arrogante con il quale farcisce i suoi libri di spiegazioni nozionistiche senza argomentazioni, proponendole al lettore come dati di fatto ineludibili e incontestabili nella loro concretezza, facendo sentire chi legge un po’ una merda per il solo fatto di aver bisogno di delucidazioni in merito.
(Per inciso, questa è una tecnica che funziona quando non conosco a fondo l’argomento nel quale l’autore si dilunga, e nel caso sia un argomento specifico, appunto, non un minestrone. In questi casi sono felice di venire maltrattata da uno scrittore che ha una conoscenza più vasta della mia; nel caso specifico, invece, non funziona, perché anch’io – come lui – ho un’infarinatura più o meno sommaria di cultura generale).
- <!–[endif]–>Le donne delle quali si innamora. Sono sempre intelligenti, indipendenti e dalla mentalità aperta, costituiscono per lui un innegabile punto di riferimento. Hanno un lavoro redditizio che conferisce loro uno status elevato, sono acculturate e sessualmente disinibite, al limite del patologico. Sanno essere ottime casalinghe, all’occorrenza, e sono estremamente comprensive, non gli chiedono mai niente. Si concedono completamente a lui, fisicamente e mentalmente, sanno sempre qual è il momento giusto per succhiargli il cazzo e non hanno mai bisogno di alcuna spiegazione, non mettono mai in discussione il rapporto di coppia e non fanno domande, capiscono per empatia le cose che lui pensa e sente e nel momento in cui devono mettersi da parte – perché non sono più in grado di dargli ciò di cui ha bisogno, o perché sono consapevoli del fatto che lui ha bisogno di/preferisci portarsi a letto qualcun’altra – lo fanno in maniera discreta ed elegante, dignitosa, senza inutili piagnistei e senza neanche il bisogno che lui proferisca parola, in alcun caso, poiché tutte desiderano sempre e solo il suo Bene, sanno in ogni istante quello che gli serve per istinto femminile e sono pronte a qualsiasi cosa per fare in modo che lo ottenga. Sono donne stereotipate come quelle dei film americani, solo in versione europea – un po’ più intelligenti, e per questo più accondiscendenti. Io non sono una psicologa, ma ogni volta mi viene in mente il complesso di Edipo.
Detto questo, quando leggo un suo libro non riesco a staccarmi dalle pagine. Non so se sia un Grande Scrittore, ma di certo è un Ottimo Narratore. Le storie che racconta sono avvincenti, la prosa si mantiene sempre su un ritmo sostenuto, lo stile è scorrevole – nonostante tutto - e la curiosità di sapere cosa sta per succedere nell’intreccio viene tenuta ad un livello alto per l’intera lunghezza del libro.
Mi ricorda una cosa che ho letto a proposito di Victor Hugo. Io non l’ho mai conosciuto, ma quelli che ne hanno avuto l’onore hanno detto, sommariamente, che si trattava di un borioso tracotante e superbo, un vecchio burbero detestabile da leggere e insopportabile da frequentare. E che restava, in qualche modo, il migliore tra tutti. Non che il nostro Michel sia un nouvelle Victor, ma insomma – penso che il concetto sia chiaro.
(A questo punto, qualche buon’anima mi potrebbe fare lo spelling della pronuncia del cognome? Faccio sempre figure barbine quando tento di dirlo, e sputacchio anche un pò).