luglio 11th, 2005Fanlisting…

Fanlisting



Revisionismo Storico #Tendente a +Infinito


Culodritto: "Hai sentito dell’attentato a Londra?"

Anich: "Si, ma non ho mica capito. Che cazzo gliene frega, ai terroristi, delle Olimpiadi?"







luglio 6th, 2005Summer Time …

Summer Time



Quest’estate sarei voluta andare in ferie in Polonia: avrei voluto visitare Cracovia e Danzica, e anche Auschwitz già che c’ero. La mia idea era: partire in macchina, dormire in tenda e sbattersi un mucchio.

Il mio moroso, però, mi ha detto che quest’anno non ha voglia di venire trascinato vorticosamente in giro (come al solito) per strade sconosciute, musei e campi di concentramento, e neanche quella di percorrere 3.000 Km su una macchina a Metano – ma che preferisce una vacanza “un po’ più leggera”.

Io gli ho detto che è imbolsito, lui mi ha risposto che è stremato (e magari è anche colpa mia, un po’).

Io gli ho detto che sembra un quarantenne con le paturnie, lui mi ha risposto che è normale volersi fare delle vacanze “non dico rilassanti, ma almeno che non ti debilitino fisicamente per un mese dopo il ritorno”.

Io gli ho detto che se pensa di portarmi a vegetare su una spiaggia per una settimana può anche andarsene a fare in culo, lui mi ha detto che vorrebbe solo riposarsi un po’ e divertirsi insieme a me.

Come vedete, lui è quello razionale e conciliante della coppia, io quella isterica che schianta le palle come nel peggiore degli stereotipi.



Vabbè, in sintesi andiamo in bassa Italia: Alberobello, Fasano, Grotte di Castellana, Matera, Pompei e Napoli.

Secondo lui siamo giunti a un compromesso, io me lo immagino tra qualche anno inghiottito dalla poltrona di domenica pomeriggio che mi chiede di uscire a comprargli il giornale perché lui è stanco – e rabbrividisco.

E lo minaccio – cintura borchiata alla mano – di percosse fisiche nel caso un’eventualità del genere si presenti davvero.

Questa deve essere la tipica incomprensione tra Sessi di cui tutti parlano.



In ogni modo, il punto della questione è: miei cari lettori, avete qualcosa da consigliarmi sulle amene località di cui sopra? Uno scorcio di paesaggio da vedere, un ristorante in cui andare, qualcosa da visitare assolutamente, un evento imperdibile nella zona?



(Chiosa finale: dicono che l’Intelligenza sia la capacità di creare inedite connessioni tra eventi nel momento in cui ci si trova davanti a situazioni nuove che vanno interpretate.

Bene, io ho guardato un pò Pompei da Google Earth, e
per un tempo tendente a infinito ho gironzolato sulla zona usando la funzione di zoomata massima. Ho imprecato abbondantemente perché non si vedeva niente: era tutto sfumato, non si distinguevano le case e sembrava tutto avvolto da una specie di magma generale. Ci ho messo mezz’ora a capire il perchè).

luglio 4th, 2005In breve #1 …

In breve #1







Uno dei giochi più diffusi tra gli uomini è quello delle bambole.

Nate praticamente in coincidenza con la comparsa delle prime società umane, venivano inizialmente realizzate utilizzando materiali poveri (argilla, terra, stracci) ed erano destinate esclusivamente ai bambini.

A partire dal 1300 si iniziarono a creare delle bambole in legno alte una cinquantina di centimetri, che venivano agghindate con modelli in miniatura degli abiti alla moda e spedite lungo tutta l’Europa da una corte ad un’altra (da una Regina ad un’altra).

In Italia venivano chiamate “puve”, cioè pupe, ed erano considerate messaggere di lusso e di bellezza.

Con il passare del tempo si iniziarono ad utilizzare materiali via via più complessi per la loro creazione: snodi in metallo, porcellana, cera. Si diffusero progressivamente fino a diventare motivo di vanto per le Signore dell’Alta società, e oggetto d’invidia per tutte le altre.

Nel 1700 venivano chiamate “Pandore” in omaggio alla donna mitologica inviata sulla Terra da Giove con lo scopo di sedurre e abbagliare.

Nel 1800 si iniziarono a costruire con la carta-pesta, il che le rese più economiche e ne favorì ulteriormente la diffusione presso gli strati di popolazione meno abbienti.

Le bambole di carta-pesta sono state il primo giocattolo non realizzato in casa a diffondersi su larga scala.

Altre immagini nella Galleria di questo sito.

Romagna Mia, Romagna in Fiore



Ieri sera, alla Festa di Rifondazione Comunista, c’erano due ex naziskin della zona che cocevano cibarie in veste di volontari presso lo stand gastronomico, e una band di pluri-ottantenni che suonava del grunge intercalato a qualche punta ska e a cover di Patty Smith e Bob Dylan.



Ecco la testimonianza di Capitan Sbalì, interrogato in materia di Romagnolità:

"Mia nonna, tale NONNAMARIA, abita in cima al Monte Trebbio, sopra Modigliana. E’ dotata della gentilezza di Gesù Cristo e Ned Flanders e fa dei tortelli fuori dal normale. Insomma, una buona nonnina piccola e sorridente.

Una volta, stressata dalle continue visite dei Testimoni di Geova (preciso che mia nonna è la custode di una chiesa ed ha avuto parenti preti) ai quali aveva sempre prestato tempo e pazienza, disse loro:’Vi ho tenuto qui intorno fino ad adesso perchè mi davate la carta da accendere il fuoco (riferito ai libricini/volantini), ma non brucia neanche a morire!!! Non è buona neanche per accendere la stufa!!! Andate via che non ne posso più.’ – il tutto in un romagnolo che a dir stretto è poco. ‘A v’ho tnù atorn cà parchè am dasiv la cherta da azendar e fog, mo lan brusa gneca a murì, lann’è gneca bona par impiè la stufa!!!!! Andiv veia ca’nin pos piò!!’



Qualche estate fa sono stata in Francia, e il mio moroso era rimasto bloccato all’interno di un metal detector in metropolitana. Aveva una valigia troppo grande, e la porta di uscita non si apriva per questo motivo. Ha spinto il pulsante del citofono, che metteva in collegamento gli sventurati che venivano catturati dal marchingegno con un operatore seduto ad una scrivania, da qualche parte.

Gli ha spiegato, in inglese, che non riusciva ad uscire perché aveva una borsa troppo grossa (“I have a Big Affair!” – “Amore, gli hai appena detto che hai un cazzo enorme”) – ma quello non ha capito (per fortuna). Il mio moroso, allora, ha balbettato qualche parola in francese (“Sortie!!!”), ma neanche a quel punto è riuscito a farsi aprire.

Snervato, ha gettato le braccia all’indietro e ha urlato nel microfono “Voglio andare fuori!” in romagnolo (“A Vòi àndè fùra!”), e la porta si è magicamente aperta con un lieve fruscio.

…Tu sei la Stella, Tu sei l’Amore…


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