Oggi inaugura anche la Categoria: CuloDritto, hai scritto una cazzata. Serve a rendere evidente ai miei soliti tre lettori (e a me) il fatto che nella vita ci si sbaglia sempre, e che a tutti, prima o poi, capita di commettere degli errori – ma a me di più che a voi. Non azzardatevi a pensare che io sia una persona mediocre.



Per espiare pubblicamente le mie colpe, evidenzierò in rosso i passaggi errati all’interno della mia Campagna di Sensibilizzazione Personale, mi genufletterò sette volte e farò la ceretta anche al cane.



Questa Categoria ha un effetto retroattivo (cioè potete rileggere i post precedenti per vedere dove e come ho sbagliato, in modo da agevolarvi nel momento in cui vi verrà spontaneo dire "Si vede che non capisci una cippa di sta minchia, vai a fare dei rozzi alla stazione").

Lesson #4 La diagnosi Preimpianto

Che cos’è? E’ lo studio dell’embrione ottenuto mediante le tecniche di Fecondazione Assistita. Viene effettuato prima dell’immissione nell’utero della donna (grazie, altrimenti non si chiamerebbe “Preimpianto” – direte voi. E infatti). Consiste nell’analisi del patrimonio genetico del potenziale nascituro, cioè nella mappatura del suo DNA.

Aò, che stai a dì?  Il codice genetico di ciascun individuo contiene tutte le informazioni fisiche del suo corpo: colore degli occhi e dei capelli, altezza, forma del cranio, eccetera. Contiene anche tutte le informazioni sulle possibili malattie a trasmissione genetica che potrebbe sviluppare nel corso della vita: emofilia, diabete, Alzheimer (per dirne qualcuna).

Che figata. La possibilità di effettuare una diagnosi preimpianto (oggi vietata dalla legge italiana) permetterebbe di studiare gli embrioni prima di impiantarli – e quindi di scartare a priori l’ipotesi di utilizzare quelli che presentano malattie genetiche nel DNA. In concreto, poniamo che una donna si sottoponga alla Fecondazione Assistita. Le preleveranno gli ovuli e li feconderanno in laboratorio; mettiamo che tre di essi si fecondino. Con lo studio del patrimonio genetico degli embrioni ottenuti, la donna potrà decidere di farsi impiantare quello più sano tra i tre, e fare criocongelare gli altri due. Questa tecnica offre un’opportunità enorme per quelle persone che hanno, nel proprio patrimonio genetico, delle malattie a trasmissione ereditaria (cioè che potrebbero essere passate ai figli) – perché permette di scegliere l’embrione al quale la malattia non è trasmessa attraverso il DNA.

Mio figlio sarà maschio, biondo, alto e fiero, minchia! La prospettiva della Diagnosi Preimpianto, però, ventila la possibilità di uno scenario futuristico molto intricato dal punto di vista etico-morale. Il fatto che una donna possa scegliere l’embrione in base alla sua “salute” genetica, potrebbe portare nel giro di pochi anni al “bambino su misura”: una volta scelto l’embrione in base al suo stato di salute, perché – già che ci siamo – non scegliere anche il colore dei suoi occhi, o la tonalità della sua pelle? Queste informazioni, da notare, sono già disponibili nel momento in cui il DNA viene mappato, cioè non andrebbero ricercate con analisi o esami aggiuntivi: sono nero su bianco, scritte, vanno semplicemente lette. Nel caso in cui, magari, su tre embrioni fecondati, due risultino sani, come effettuare la scelta di quale impiantare?

Con il lancio della monetina. Se al Referendum vincessero i Si, la diagnosi preimpianto verrebbe legalizzata, ma una situazione di questo genere non sarebbe regolamentata – cioè occorrerebbe approvare una legge “aggiuntiva”, che integri il testo della Legge 40. Nessuno, da quello che so, ha però detto in che prospettiva questa ipotetica legge verrebbe realizzata.

Lancio della monetina.

Lancio della monetina.

Lancio della monetina.

Campagna di Sensibilizzazione Personale



Lesson #3 Il Criocongelamento

Che cos’è? E’ il congelamento degli embrioni in azoto liquido. E’ possibile ricorrere al loro scongelamento e utilizzarli per impiantarli nell’utero di una donna (e quindi “produrre” una gravidanza) fino a cinque anni dopo il congelamento.

Per farci cosa? Lo scopo del congelamento è quello di preservare gli embrioni creati con le tecniche di Fecondazione Assistita. Oggi in Italia non è permesso farlo per una serie di motivi.

Sentiamo. La Fecondazione Assistita permette di fecondare fino a tre ovuli alla volta (anche se non è detto che la fecondazione si avvii su tutti). Oggi la donna è obbligata a farsi impiantare tutti gli ovuli che risultano fecondati, con il conseguente rischio di un parto trigemellare.

Se diventasse possibile ricorrere al criocongelamento, la donna potrebbe scegliere di farsi impiantare solo un embrione e di fare mettere in azoto liquido gli altri.

Embè? Il problema nasce dall’utilizzo di questi embrioni congelati. Cosa farne? Si possono usare per sviluppare altre gravidanze, in effetti, ma è difficile pensare di destinarli tutti a questo scopo, se non altro per la penuria di aspiranti madri rispetto all’enorme numero di embrioni che si renderebbero così disponibili.

L’ipotesi più probabile è che vengano usati per scopi di ricerca, oppure che si aspetti la loro “scadenza” per buttarli via.

Meglio usarli a scopi di ricerca, a ‘sto punto. La possibilità di criocongelare gli embrioni, inoltre, permetterebbe alle donne di venire fecondate con embrioni anche dopo che il partner che ne ha fornito il materiale genetico è deceduto. E’ la cosiddetta “Inseminazione Post-Mortem”.  *

Cos’è, una gufata? Il criocongelamento degli embrioni, poi, unito alle tecniche di Diagnosi Preimpianto, potrebbe aprire scenari molto difficili da gestire.

Eh?!? Ma come parli? Pensi di essere un Oracolo? Ti sei montata la testa, pupa. Per una spiegazione più dettagliata della Diagnosi reimpianto, rimando a domani.

Appunto.


* La fecondazione Post-Mortem non è regolata dalla legge 40, ma da un’altra – e, quindi, non è in discussione. Anche se vincessero i SI, non sarebbe comunque possibile ricorrere alla fecondazione con seme di un donatore morto al momento dell’impianto.

Campagna di Sensibilizzazione Personale

Lesson #2 La Fecondazione Assistita



Che cos’è? E’ una tecnica per far si che le donne restino incinta. Praticamente si preleva l’ovulo femminile, poi si preleva il seme maschile (indovinate come, segaioli!), lo si analizza in laboratorio per vedere com’è messo e quindi lo si “inietta”  nell’ovulo sperando che lo fecondi. 

Se ce la fa, gli ovuli fecondati vengono trasferiti nell’utero della donna e dopo nove mesi nasce un bel bambino. Se non ce la fa sono cazzi amari, perché

la Fecondazione Assistita costa un occhio ed è anche molto dolorosa (almeno, così dicono).



Sono cose da invertiti, faccio prima a mettere la mia pollastra a pecorina e a darle un bella fucilata come si deve. Quando l’inseminazione artificiale è portata a termine usando lo sperma del marito o del compagno (cioè di colui che diventerà genitore effettivo del nascituro), la fecondazione è detta “omologa”, quando invece viene effettuata usando il seme di un qualsiasi altro donatore è detta “eterologa”.



Mi stai dando dell’impotente? Vengo lì e ti uccido il gatto a testate, sai. Da quello che ho capito, la legge, oggi, vieta la fecondazione assistita eterologa, e limita quella omologa ai soli casi in cui il partner sia sterile o abbia spermatozoi non fertili. Se la fecondazione eterologa venisse approvata, potrebbero diventare “madri in provetta” anche: le lesbiche, le donne senza un compagno, * le donne avanti negli anni, le donne che hanno un marito o un compagno con malattie genetiche trasmissibili alla prole e che vogliono preservare quest’ultima da un destino segnato.



Mi hai stufato. La legge, inoltre, impone un numero massimo di ovuli fecondabili in contemporanea; in pratica la fecondazione assistita può essere fatta solamente su tre ovuli alla volta. Per le donne che si sottopongono al trattamento, questo rappresenta un problema – sia in termini monetari che in termini di salute. Non sono rari, infatti, i casi in cui la fecondazione non si avvii in alcuno dei tre ovuli; la donna è quindi costretta a ripetere l’intero trattamento dall’inizio.



Hai finito? La legge, infine (dopo smetto) impone alle donne l’obbligo di farsi impiantare gli embrioni una volta che questi siano stati fecondati in laboratorio. In pratica, se una donna decide di ricorrere a questa tecnica e poi cambia idea, può retrocedere dall’impegno solamente finché gli ovuli che le hanno prelevato non sono stati fecondati. A quel punto, infatti, la donna è costretta a farseli mettere nell’utero. Dato che, poi, se ne possono prelevare fino a tre alla volta, nel caso in cui la fecondazione risulti avviata in tutti e tre, la donna ha poi l’obbligo di farseli impiantare tutti quanti – con la conseguente possibilità di un parto trigemellare (Hai voluto la bicicletta? Mò pedala.)



E quindi? Quindi niente, siamo ancora alla teoria.



Ma vai a dar via il CuloDritto, vado a sparare alle lattine di birra con la pistola a pallini.



* La legge resterebbe immodificata in questo senso anche se vincessero i SI, cioè le single e le lesbiche non potrebbero comunque sottoporsi al trattamento di Fecondazione Assitita.

 

Campagna di Sensibilizzazione Personale



"Personale" nel senso che serve a me più che a voi. Tra meno di un mese bisogna votare per il Referendum sulla Fecondazione Assistita, e nessuno ci capisce una cippa – ma neanche per sbaglio. Per ovviare a questo problema, la Vostra CuloDritto cercherà di erudirvi (erudirsi) sulle questioni fondamentali in dibattito, in modo da presentarsi preparata all’appuntamento e dare un contributo concreto alla presa di consapevolezza etica e morale del Popolo Italiano (nella figura dei suoi tre lettori).



Iniziamo dalle basi.



Lesson #1: Le Cellule Staminali



Cosa sono? Sono cellule indifferenziate. Ma và. Specifichiamo meglio: dopo che uno spermatozzo feconda un ovulo, inizia un’aggregazione cellulare che porterà alla formazione dell’embrione, poi del feto, poi di un marmocchio che vi terrà svegli ogni notte della vostra vita di giovane genitore, contribuendo sensibilmente all’aumento dell’inquinamento acustico da bestemmia composita in dialetto stretto.



Cos’hanno di tanto speciale? Questo cellule iniziali che cominciano ad unirsi tra di loro hanno una caratteristica particolare: sono, appunto, indifferenziate. Cosa vuol dire? Significa, semplicemente, che posso diventare qualsiasi cosa. Una cellula di tipo staminale può andare a formare un’unghia del piede, un osso, la retina di un occhio, la lingua, un capello, il cuore (insomma, avete capito). Le cellule staminali sono quindi estremamente duttili, perchè possono essere usate per creare qualsiasi parte del corpo umano.

Una volta specializzate (cioè quando hanno stabilito il loro compito all’interno dell’organismo), non possono più tornare allo stadio iniziale. Se una cellula staminale, cioè, va a far parte del fegato, a quel punto non può più tornare allo stadio indifferenziato e trasformarsi – che so, in pelo di barba. Detto così potrebbe anche sembrare un vantaggio, e forse lo è. Non so.



E perchè ce la menano tanto? Il trattamento scientifico di queste cellule è importante perchè, studiando il modo in cui esse "decidono" quale funzione andare a svolgere nell’organismo e i modi in cui si trasformano per svolgere il loro compito, è possibile comprendere le modalità di sviluppo di alcune malattie oggi impossibili da curare, come il Parkinson e l’Alzheimer. Studiare il modo in cui questi morbi nascono può offrire buone possibilità di capire come agire per fermarli.

Non è strettamente necessario ricorrere agli embroni per prelevare le cellule staminali: esse sono presenti anche nel cordone ombelicale e in alcune zone del corpo degli adulti, anche se non ricordo esattamente in quali (midollo?) – però sono in numero molto ridotto, ed è davvero difficile isolarle dalle altre. Oltre a questo, le cellule staminali presenti in tessuti già specializzati (come appunto nel cordone ombelicale) raramente riescono a specializzarsi in tessuti diversi.


Stringi, che mi rompo. Insomma,
lo studio delle cellule staminali richiede il loro prelevamento direttamente "in loco", cioè dall’embrione stesso nelle prime settimane di vita. Questo, per inciso, coincide con la morte dell’embrione – e permettere la ricerca sulle staminali significa legalizzare la possibilità di fecondare un ovulo al solo scopo di prelevare l’embrione a fini di ricerca. Per qualcuno, questo significa generare la vita al solo scopo di distruggerla.

E in effetti…

L’utilizzo delle staminali potrebbe, però, aiutare a curare molte malattie oggi mortali, e la possibilità di clonarle per trasformarle in qualsiasi tipo di tessuto potrebbe aprire la strada al rifornimento cellulare (cioè alla sostituzione di cellule morte o danneggiate con altre, sane,  create su misura) di pazienti in condizioni gravi, come gli ustionati di primo, le persone affette da tumori, i malati di AIDS.



Insomma, tu cosa voti? A questo ci arrivo alla fine dell’ultima lezione.



Ma fatti rompere, vado a guardare Uomini e Donne.






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