aprile 20th, 2005Cose che è bene sapere …

Cose che è bene sapere



1. Nella
Paella alla Valenciana prodotta dalla Knorr ci sono i gamberetti essiccati, che sono gli stessi che mangiano le tartarughe quando sono piccole. Li ho riconosciuti dall’odore (e no, non è una nota di merito). 

2.  L’unico modo originale per partecipare al concorso di Italia 1 (quello in cui la gente manda un video per pubblicizzare la rete urlandone il nome) è prendere un vostro amico che si fa le canne, fargli fumare sei chilom e tre bonci e poi, quando è collassato in una posizione assurda su un divano rotto, appoggiargli al petto un cartello da barbone con la scritta: "ITAGLIA UNO", quindi urlare la stessa frase nelle sue orecchie (focalizzando l’accento sulla "gl") mentre lo si sta riprendendo con la videocamera, in modo che l’intera popolazione nazionale possa osservarne incuriosita il tragico risveglio.

3. I titoli di coda dei Simpson sono interrotti dalla pubblicità dello sponsor. Poco dopo la fine di ogni puntata, compare una schermata con lo sfondo bianco e, in sottofondo, una voce fuori campo dice: "Questo programma è stato presentato da…" – lasciando intercorrere alcuni secondi tra la fine della frase e il nome dello sponsor. Ebbene, io non ho mai visto la schermata (perchè sono impegnata a fissare il telecomando alla ricerca del pulsante per spegnere la tv) e non so chi sponsorizzi i Simpson (perchè lo trovo sempre prima della fine di quel lasso di tempo). Non che mi interessi saperlo, era solo per rendervi partecipi.

Metti uno spermatozoo a Bologna

Contrazioneclick! è un "progetto di comunicazione e azione contro la legge 40", ossia quella sulla Fecondazione Assistita. Nel sito si possono trovare informazioni sui contenuti del referendum al quale siamo chiamati il prossimo giugno, un elenco di motivi per i quali dovremmo votare "si" e – tra le varie cose – una curiosa proposta di "fecondazione delle città". E’ possibile, cioè, scaricare e stampare alcuni stickersclick!  da attaccare in giro per le strade, in modo da sensibilizzare l’opinione pubblica e stranire il volto della propria città, almeno per qualche giorno.

E visto che questo progetto è ideato e realizzato da un gruppo di ragazze del TPO di Bologna (queste)click!  io vi consiglio di fare un salto in terra di tortellini intorno alla prima metà di giugno.

[Tnx to Loxclick! ;) ]

Consiglio per gli acquisti

Poco prima di Natale ho comprato un cellulare nuovo, perché quello che avevo andava in crash ogni volta che lo accendevo.

Io non sono una persona particolarmente precisa o puntigliosa, anzi; tutto l’opposto. Nel corso di questi pochi mesi il mio Nokia ha subito una serie di sevizie fisiche degne del più zelante marine americano in missione per conto di Dio.

Analizziamole insieme.

1. Ho impostato la funzione “vibrazione” tra le opzioni, perché mi piace avere un affare lungo e duro che mi si agita in borsetta ogni tanto. E’ l’invidia del pene in versione post-moderna, si. La vibrazione di questo telefono, però, è così intensa che – nel caso non si risponda del giro dei primi due squilli – il marchingegno inizia a spostarsi lungo la superficie sulla quale si trova, dando l’idea di muoversi di vita propria. Io lascio sempre il cellulare in bilico da qualche parte: sulla scrivania, sul tavolo della cucina, sul lavabo, sul ciglio della vasca (perché so per certo che inizierà a suonare mentre me ne sto seduta a leggere Topolino, e non ho voglia di dover fare una corsa giù dalle scale con i pantaloni che mi si arrotolano intorno ai piedi. Poi me lo dimentico in bagno, e faccio la corsa salendo le scale, che si fa anche più fatica). Il mio nuovo Nokia è caduto per terra e all’interno di vari contenitori pieni di goccioline d’acqua, circa trenta volte. E funziona ancora.

2. Ho l’abitudine di spostarmi in giro per casa portandomi dietro un fagotto da vagabondo domestico, che comprende in genere: uno o due libri, sei penne, due evidenziatori, un pacchetto di sigarette, due accendini, il cellulare, un quaderno formato A4, fogli sparsi, telefono cordless. Poiché giro con un paio di pantofole imbecilli, capita spesso che scivoli o caschi per terra, scaraventando al suolo il mio ingombrante carico. Per ben due volte è capitato che il cellulare sia scivolato via dalla pila di oggetti che peregrinano insieme a me, e che sia caduto dalla tromba delle scale mentre io ero al primo piano. E’ così rimbalzato, nell’ordine: su una mensola in legno, sbattendo contro diversi pacchetti di sigarette; su una seconda mensola in legno, sparpagliando per tutto il salotto cd vergini e DVD da masterizzare ivi impilati; sulla tastiera del computer alla quale stava cazzeggiando mio babbo, che si è lanciato in anatemi e bestemmie infuocate che non riporterò per contegno; sul pavimento, dove le varie parti che lo compongono si sono staccate tra di loro e sono volate in giro. Una volta ho ritrovato la tastiera dentro lo zaino di mia mamma, e la batteria sotto il tavolo della cucina. E funziona ancora. 

3. Spesso faccio a botte con il mio moroso, di modo che il rapporto non si fossilizzi. Una volta ho tentato di sbattergli il cellulare in testa – così, per giocare – ma lui si è spostato e il telefono mi è volato via dalle mani, andando a sbattere contro una parete in cemento armato e frantumandosi in vari pezzi, come al solito. E funziona ancora.

Insomma, secondo me è stato progettato dalla NASA. Prossimamente proverò a metterlo in forno a 200 gradi per testarne la resistenza alle alte temperature, e poi in frigorifero per vedere quanto ci mettono i cristalli liquidi a diventare ghiacciati.

Costa anche poco, sui 120 euro, cosa volete di più?

Non so che numero di modello sia, per cui ne posto una foto. Il riflesso sullo schermo è voluto, ovviamente. Dicono faccia design.

La classe non è acqua (fosse wodka sarei una principessa)

Non so se ci avete fatto caso, ma Splinder ha cambiato il colore allo spazio auto-pubblicitario che compare nella parte alta della pagina, e ne ha scelto uno identico a quello che io ho come sfondo.

Cool is Cool is CooloDritto.

Americani, che gran popolo #2



Ieri sera, nel corso del TG5, un’annunciatrice dal tono serio e dal piglio vittimista ha spiegato a fronte bassa dell’esistenza dell’ennesimo “gioco che si trasforma in tragedia”, lanciando il servizio con un sentimento misto tra l’indignato e lo sconsolato-inconsolabile. E’ partito il servizio, nel quale una telecamera zoomava a ripetizione su un coniglio che correva in un prato, e un’asettica voce fuori campo tentava di portare l’attenzione degli spettatori sulla tenerezza che suscitano questi puffosi animaletti. Il coniglio in questione si chiama Toby, vive in America ed è vittima di una minaccia: quella del suo padrone, che ha dichiarato al mondo l’intenzione di cucinarlo in padella, e ha chiesto un riscatto di 50.000 dollari per sottrarre la povera bestia al suo crudele destino. Attraverso un sito internet (www.savetoby.com) la gente può fare offerte su PayPal oppure comprare magliette, mutande e cappellini che andranno ad ingrossare il cumulo di denaro necessario a riscattare l’esistenza del povero Toby.

In homepage si legge: “Toby è il più bel coniglietto del pianeta. Sfortunatamente morirà il 30 giugno 2005 se tu non lo aiuti.L’ho salvato diversi mesi fa. L’ho trovato sotto il portico di casa mia, annegato dalla pioggia e ferito da ciò che, a prima vista, è sembrato essere l’attacco di un gatto randagio. L’ho portato in casa pensando che non avesse nessuna possibilità di sopravvivere, ma miracolosamente si è rimesso in sesto. Ho anche passato diversi mesi a curarlo per farlo star meglio. Toby è un tipo combattivo, questo è certo.

Sfortunatamente il 30 giugno 2005 morirà. Ho intenzione di mangiarlo. Andrò da un macellaio e gli farò uccidere questo tenero coniglietto. Cucinerò Toby a ferragosto. Ho già pensato a diverse ricette per prepararlo, che potete leggere nella sezione “Ricette” (ci sono anche diverse simpatiche fotografie).

Non voglio mangiare Toby, è un mio amico ed è il più adorabile animaletto domestico che abbia mai avuto.

Comunque, Dio mi è testimone, sacrificherò questo cucciolo a meno che non riceva 50.000 dollari nel mio account, attraverso donazione oppure vendita di oggettistica di Toby. Tu puoi contribuire alla causa di questo povero e indifeso coniglio mandando donazioni sul mio account PayPal (è sicuro) cliccando su qualsiasi bottone per le donazioni che vedi nel sito, oppure comprando qualcosa dal negozio di vendita online.

Questo è lo stato delle donazioni aggiornato al 10 aprile 2005. Grazie a tutti coloro che hanno dato un contributo.”

Lo “stato delle donazioni” segna 24,515.62 dollari, circa 25.000 euro.



Ora, per la cronaca, i miei nonni vivono in campagna e sacrificano una decina di conigli al mese, più un numero incalcolabile di galline per il brodo della domenica. Se qualche sensibile lettore fosse interessato alla causa di queste povere bestie da fattoria romagnola, è caldamente invitato a lasciare un commento, di modo che anch’io possa riscattare la loro triste esistenza attraverso l’apertura di un PayPal.


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