Consiglio per gli acquisti
Poco prima di Natale ho comprato un cellulare nuovo, perché quello che avevo andava in crash ogni volta che lo accendevo.
Io non sono una persona particolarmente precisa o puntigliosa, anzi; tutto l’opposto. Nel corso di questi pochi mesi il mio Nokia ha subito una serie di sevizie fisiche degne del più zelante marine americano in missione per conto di Dio.
Analizziamole insieme.
1. Ho impostato la funzione “vibrazione” tra le opzioni, perché mi piace avere un affare lungo e duro che mi si agita in borsetta ogni tanto. E’ l’invidia del pene in versione post-moderna, si. La vibrazione di questo telefono, però, è così intensa che – nel caso non si risponda del giro dei primi due squilli – il marchingegno inizia a spostarsi lungo la superficie sulla quale si trova, dando l’idea di muoversi di vita propria. Io lascio sempre il cellulare in bilico da qualche parte: sulla scrivania, sul tavolo della cucina, sul lavabo, sul ciglio della vasca (perché so per certo che inizierà a suonare mentre me ne sto seduta a leggere Topolino, e non ho voglia di dover fare una corsa giù dalle scale con i pantaloni che mi si arrotolano intorno ai piedi. Poi me lo dimentico in bagno, e faccio la corsa salendo le scale, che si fa anche più fatica). Il mio nuovo Nokia è caduto per terra e all’interno di vari contenitori pieni di goccioline d’acqua, circa trenta volte. E funziona ancora.
2. Ho l’abitudine di spostarmi in giro per casa portandomi dietro un fagotto da vagabondo domestico, che comprende in genere: uno o due libri, sei penne, due evidenziatori, un pacchetto di sigarette, due accendini, il cellulare, un quaderno formato A4, fogli sparsi, telefono cordless. Poiché giro con un paio di pantofole imbecilli, capita spesso che scivoli o caschi per terra, scaraventando al suolo il mio ingombrante carico. Per ben due volte è capitato che il cellulare sia scivolato via dalla pila di oggetti che peregrinano insieme a me, e che sia caduto dalla tromba delle scale mentre io ero al primo piano. E’ così rimbalzato, nell’ordine: su una mensola in legno, sbattendo contro diversi pacchetti di sigarette; su una seconda mensola in legno, sparpagliando per tutto il salotto cd vergini e DVD da masterizzare ivi impilati; sulla tastiera del computer alla quale stava cazzeggiando mio babbo, che si è lanciato in anatemi e bestemmie infuocate che non riporterò per contegno; sul pavimento, dove le varie parti che lo compongono si sono staccate tra di loro e sono volate in giro. Una volta ho ritrovato la tastiera dentro lo zaino di mia mamma, e la batteria sotto il tavolo della cucina. E funziona ancora.
3. Spesso faccio a botte con il mio moroso, di modo che il rapporto non si fossilizzi. Una volta ho tentato di sbattergli il cellulare in testa – così, per giocare – ma lui si è spostato e il telefono mi è volato via dalle mani, andando a sbattere contro una parete in cemento armato e frantumandosi in vari pezzi, come al solito. E funziona ancora.
Insomma, secondo me è stato progettato dalla NASA. Prossimamente proverò a metterlo in forno a 200 gradi per testarne la resistenza alle alte temperature, e poi in frigorifero per vedere quanto ci mettono i cristalli liquidi a diventare ghiacciati.
Costa anche poco, sui 120 euro, cosa volete di più?
Non so che numero di modello sia, per cui ne posto una foto. Il riflesso sullo schermo è voluto, ovviamente. Dicono faccia design.
