marzo 31st, 2008Somiglianze


Hugo Chavez (a sinistra) e Topolino (a destra).


Hugo Chavez (a sinistra) e Topolino (a destra).
E mi è tornato in mente che quest’estate un tizio in tivù spiegava che nel mare cadono continuamente milioni di meteoriti provenienti dallo spazio, per cui quando ho fatto il bagno in spiaggia ho pensato che stavo nuotando tra le stelle.
E’ stato molto meno poetico di quanto mi aspettassi – probabilmente perché se uno immagina di sguazzare tra gli astri non suppone di doversi ritrovare circondato da un esercito di gente in mutande.
Comunque sono andata dall’oculista perché le lenti a contatto mi danno problemi agli occhi, e mi è stato detto che la gradazione è eccessiva per cui vedo troppo bene.
Praticamente ho i superpoteri!
Chiamatemi CuloSuperDritto.
Poi, per una serie di sfortunati eventi, sono stata costretta a inviare alla prof. con la quale faccio la tesi una mail contente la frase: “Non posso mandarti un messaggio per confermare la data del nostro incontro perché il cellulare mi è caduto nel water”.
E dicono che nel postmoderno si è perso il senso della tragedia.
Puah, dilettanti.
Ciao miei adorati, torno appena recupero la connessione.
Il che obbliga l’intera popolazione mondiale ad adorarmi. Ah.
Stamattina ho comprato una chitarra per preparare gli spaghetti in casa.
E’ un affare di legno fatto circa così e … suona!
La si può accordare come le chitarre musicali e sfiorandone le corde produce note, acute e gravi.
Il fatto che costi solo 14 euro getta un’ombra oscura sui chitarristi delle band: perché spendere centinaia di euro per acquistare una chitarra acustica, quando si può comprare quella per spaghetti e usarla prima sul palco e poi nel backstage per sfamare le groupie dopo averle castigate?
Membri di gruppi emo-indie! Abbandonate le Stratocaster e adottate una chitarra per spaghetti! Il vostro fascino da efebi sfigati non potrà che trarne giovamento.
Comunque ieri mi sono tagliata il pollice della mano sinistra preparando le patate da saltare con la paprika. Ho sentito proprio il coltello squarciare la mia tenera carne e ho pensato: ‘Doh’.
Poi ho spruzzato litri di sangue per la cucina, ho cercato cerotti ma in casa ne abbia solo tre, minuscoli e decorati con simpatici disegni di animaletti colorati.
Quindi ho rimediato avvolgendomi un fazzoletto di cotone sul dito ingiuriato e ho concluso maledicendo gli ungheresi, tutti, perché era a loro che stavo tentando di rubare la ricetta.
Ho anche iniziato a frequentare il corso di disegno.
E’ fichissimo e ora passo le giornate a disegnare occhi, labbra e altre parti del corpo.
Niente, era così per la cronaca.
Infine ho deciso di studiare geografia perché sono una capra e non ne so mezza.
Quindi ho preso l’atlante e ho iniziato a copiare le mappe del mondo. E’ un’attività interessante che fa scoprire un sacco di roba, se si parte da un livello imbarazzante come il mio.
Ad esempio ho scoperto che lo Sri Lanka è a sud dell’India e non a nord come pensavo, che esiste uno stato detto Georgia vicino alla Russia e che il Butan non è in africa.
Confesso tutto ciò perché sono impenitente e senza vergogna, è chiaro.
A mia discolpa dico che da oggi tutto sarà diverso, e a riprova della mia buonafede inauguro la rubrica “Geografia” per scoprire la collocazione di paesi ignoti dal nome impronunciabile e le caratteristiche fisiognomiche dei loro curiosi abitanti.
Cominciamo con il Kirghizistan.
Il Kirghizistan

Il Kirghizistan confina con la Cina e con altri stati dal nome impronunciabile.
E’ in Asia centrale, c’è la repubblica e la capitale è Biškek.
Fino al 1991 ha fatto parte dell’Unione Sovietica, quindi sul territorio si parlano russo e kirghiso. Esiste una lingua detta kirghiso. Davvero.
La repubblica è stata istituita dopo i moti di marzo-aprile 2005, che hanno rovesciato il regime autocratico del presidente Askar Akayev.
La moneta è il Som (50 som = 1 euro) e la religione ufficiale è quella musulmana sunnita.
Oltre metà della popolazione vive sotto la soglia della povertà, e un quarto in condizioni di miseria estrema.
Il Kirghizistan ha poche infrastrutture, sia a causa della povertà che della conformazione del territorio, segnato in massima parte da impervie catene montuose.
Oggi l’economia è basata prevalentemente su agricoltura e pastorizia, e si cerca di incentivare il turismo (sforzi evidentemente vani; non ho mai sentito di un’agenzia viaggi che proponga pacchetti per il capodanno a Biškek).
Il debito estero alto e la mancanza di risorse naturali provocano forti migrazioni verso la capitale e verso la Russia. Il servizio sanitario e sociale, un tempo garantito dallo Stato sovietico, è oggi al collasso.
Numerosi chirghizi vivono nelle yurta, abitazioni tipiche dei nomadi dell’Asia centrale: sono tende grandi e facilmente smontabili, relativamente resistenti agli agenti atmosferici.
Nelle foto, dall’alto: kirghize, piccoli kirghizi e kirghizo vestito a festa (tutte le foto sono prese da Flickr).

Sono qui.
Non sono stata gettata da una rupe in quanto primogenita, come tutti sperate, ma ho solo la connessione a 2K.
Questo significa che spingo “login” per accedere al blog e poi fisso la schermata di Firefox che arranca per dieci minuti, finge di farcela e poi se ne esce di botto con un Errore di caricamento pagina.
Mondo virtuale sedicente e mendace.
Comunque ho finito gli esami.
Ho finito gli esami.
HO FINITO GLI ESAMI!
Credevo che questo giorno non sarebbe mai arrivato.
Invece si, e sto predisponendo un altarino con candele e foto dei professori sul quale deporre il libretto con tutti gli esami registrati.
Poi fonderò la mia religione (un mix tra Scientology e CEPU) e chiederò agli adepti di lasciarmi la gestione dei loro beni terreni dopo la morte in cambio di aiuto nella preparazione degli esami universitari. Hai visto mai che qualcuno becchi.
Sto anche facendo esperimenti per la tesi nel garage di casa.
La tesi è di psicologia cognitiva, gli esperimenti si fanno al computer e Garage si pronuncia con l’accento sulla prima “a”.
Il Gàrage è il luogo che ho scelto, dietro indicazioni delle prof, perché rispondente ai requisiti richiesti per ottenere risultati attendibili (sobrietà e assenza di stimoli capaci di distrarre i partecipanti).
Ve lo faccio vedere.

E’ evidente che, se riuscirò a laurearmi, sarà principalmente questione di buco di culo.
Comunque, amici miei reali che leggete il blog e non avete ancora fatto l’esperimento: venite!
In casa c’è un viavai continuo e ho perso il conto di quelli che sono già testati e delle cavie che mancano all’appello.
Comunque i drink che vi ho promesso erano una menzogna e tutto ciò che otterrete in cambio delle vostre prestazioni sarà un ringraziamento in corpo 8 scritto (con infinita riconoscenza e indicibile letizia) in calce all’elaborato.
L’altro giorno ho confuso Licio Gelli con Pietro Longo (qui i dettagli).
La questione era: Longo somiglia a una rana. Io ho visto la foto di Gelli e ho concluso che si, in effetti il rimando ai batraci è stringente.
A parte la mia manifesta ignoranza, ciò significa che entrambi sembrano rospi.
Da qui possiamo dedurre una conclusione rivoluzionaria per il genere umano: tutti gli uomini somigliano a rospi.
Dev’essere per questo che nelle fiabe i ranocchi, se baciati, si trasformano in principi azzuri: è un modo subdolo per educare il gusto femminile fin dalla tenera età.
Non ho ancora capito a cosa somiglino le donne, ma sento che presto ci arriverò.
In allegato, le prove a favore della mia tesi.

Dall’alto: Jean Paul Sartre, Antonie de Saint-Exupéry, Edgar Hoover, Truman Capote, Giuseppe Picone, Mick Jagger, Giuliano Ferrara, Andy Warhol con squinzia, 50 cent e Karl Lagerfeld.